Javier Maras.
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Berta Isla.
Parte 2.
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Titolo originale: Berta Isla. 2017.
Traduzione di: Maria Nicola.
2018. Giulio Einaudi Editore, Torino.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Ho sposato Toms Nevinson nel maggio del 1974, nella chiesa di San Fermin de los Navarros, vicino alla scuola che entrambi avevamo frequentato, nella quale ci eravamo conosciuti e dove lui era arrivato tardivamente, a quattordici anni. Non ne avevamo ancora ventitr quando uscimmo da quella chiesa assurdamente sottobraccio (non avevamo mai camminato cos, n lo abbiamo mai fatto dopo), io vestita di bianco, con un mazzolino di fiori, il velo sollevato e un sorriso di trionfo sulle labbra. Immagino che fu il coronamento di unantica determinazione, uno di quei propositi che prendono forma nellinfanzia o nelladolescenza e che sono difficili da sradicare, perfino da moderare, per quanto le circostanze siano cambiate. Anche i sentimenti cambiano, ma perch lo si possa vedere e ammettere deve passare molto pi tempo, soprattutto, sembra necessario portare a termine i vecchi progetti prima di pensare a rinunciarvi. Bisogna aver varcato una linea di non ritorno per capire e pentirsi, per concepire il desiderio di tirarsi indietro e riconoscere di aver sbagliato; bisogna aver commesso un errore fino in fondo per constatare che  stato un errore, e allora si vorrebbe uscirne quando ormai  tardi per farlo senza grave danno. Per me sarebbe stato impensabile separarmi da Toms senza prima essermi unita a lui ufficialmente e con tutte le conseguenze, considerate pressoch definitive in un paese dove il divorzio ancora non esisteva, sebbene molte coppie prendessero le loro distanze; talvolta  necessario legare qualcosa ben stretto prima che si possa trovare il coraggio per slegarlo, se  il caso. Come se avessimo un debole per i compiti improbi o irrealizzabili, tanto che alcuni se ne riempiono la vita non concependo altro modo di trascorrerla che nella sofferenza, nella lotta, nel conflitto e nel dramma: si impigliano per poi districarsi, e cos trascorrono occupati tutto il tempo che  loro concesso. Non mi ero sposata con questa intenzione, certo, sarebbe stato un atto di cinismo. Al contrario, credevo che il matrimonio avrebbe messo fine alle anomalie, alle stranezze che da tempo avevo cominciato ad avvertire, da quando Toms aveva terminato gli studi a Oxford ed era rientrato a Madrid, non completamente o non come io speravo. Le cose gli andavano a gonfie vele, allapparenza: era evidente che una laurea di quelluniversit offriva grandi vantaggi se cos giovane aveva avuto un posto allambasciata britannica, agli ordini dellattach culturale, con uno stipendio pi che dignitoso che ci dava da vivere con agio, soprattutto da quando anchio avevo cominciato a percepire un reddito modesto ma complementare come maestra presso il collegio Estudio, dove spesso si ricorreva alle ex allieve pi responsabili quando cera un posto da coprire con urgenza allinizio dellanno. Toms godeva di ottima considerazione allambasciata e forse pi in alto, quindi lo mandavano per lunghi periodi in Inghilterra  un mese intero, anche di pi, a volte perch li potesse completare la sua formazione semidiplomatica o semimprenditoriale, per insegnargli tutto quanto riguardava protocollo, gestione delle crisi e delle emergenze, direzione del personale, pianificazione strategica e altre questioni analoghe, il cui racconto mi annoiava e che non mi sembravano cos necessarie per lincarico che ricopriva n per quelli che avrebbe potuto ricoprire in futuro. Se lo addestravano in questo modo, per, era perch vedevano in lui delle potenzialit e prevedevano di promuoverlo e affidargli compiti di maggiore rilevanza, ma dal momento che lui non si era preparato per la carriera diplomatica, cominciavo a pensare che forse pi avanti lo avrebbero chiamato da qualche ministero in Inghilterra, per esempio dal Foreign Office: un funzionario sveglio e capace, con un dono particolare per le lingue, che riusciva facilmente simpatico alla gente. Trasferirci li era perci, una possibilit sempre aperta, ma vedevo altrettanto possibile che fosse destinato in un altro paese dove potesse essere utile, in America Latina, forse.
 Lunica a fare questo genere di congetture ero io, stranamente. Quando era a Madrid Toms si limitava a fare il suo dovere, senza mai porsi domande sul suo avvenire n ragionarci su, come se un avvenire lui non ce lavesse o come se il suo fosse gi scritto e lui avesse letto il libro. Non sembrava curioso di quello che la vita poteva presentargli, n possedere obiettivi, ambizioni, interessi, e neppure interrogativi. ogni tanto avevo la sensazione di vivere con qualcuno il cui destino era segnato, qualcuno che si sente prigioniero, senza vie duscita, e che pertanto guarda ai suoi giorni con indifferenza, sapendo che non gli porteranno grandi n gradite sorprese. Qualcuno, in un certo senso, gi invecchiato che non aspetta altro che il passare del giorno per veder calare la notte, pi che il passare della notte per vedere il levarsi del giorno. E questo lo intendo alla lettera: ogni volta che aprivo gli occhi, che fosse notte o mattina, lo vedevo gi sveglio, come se i suoi continui pensieri non lo facessero dormire o gli concedessero solo un sonno leggero, al punto che anche il minimo cambiamento di posizione o sfioramento lo destavano del tutto allistante. A volte glielo domandavo sottovoce, se era sveglio, e lui non mi rispondeva, e io non insistevo, temendo di essermi sbagliata e di interrompere il suo sonno.
 Ma invariabilmente sentivo il respiro di chi  sveglio, di chi si arrovella o maledice la sua sorte in silenzio, con la coscienza sempre allerta da cui emana un misto di insoddisfazione e rassegnazione.
 E qualche notte vedevo la brace della sua sigaretta nel buio, come quella di un soldato in trincea, talmente sfinito e disgustato che non gli importa pi di rivelare la sua posizione e morire cos per uno sparo guidato da quel persistente punto luminoso. Allora osavo far sentire la mia voce, con la certezza che fosse sveglio, e gli domandavo:  Non dormi? A che pensi?
  A niente. Non penso a niente, fumo soltanto.
 Gli posavo una mano sulla spalla o gli facevo una carezza sperando che quel contatto lo tranquillizzasse.
  Posso aiutarti in qualche modo? Vuoi che parliamo?
 A volte mi rispondeva No, dormi, altre premeva la cicca nel posacenere, mi tirava a s, mi sollevava la camicia da notte e subito si introduceva dentro di me in maniera quasi animalesca, senza preamboli, con unerezione improvvisa, o chiss, forse lerezione lo accompagnava sempre nella sua insonnia, in fin dei conti era molto giovane. Avevo la sensazione che quello che cercava era stancarsi, pi che altro, o scaricare la tensione, e che gli sarebbe andata bene qualunque donna si fosse trovata li, solo che, certo, ero io per fortuna a trovarmi li, quello era anche il mio letto e con me non doveva sondare n chiedere permesso, o poteva darlo per scontato, come tendono a fare molti uomini una volta che sono i mariti. Forse ero uno degli scarsi rimedi di cui disponeva per liberarsi la mente, per trovare riposo dalle sue strane angosce notturne o mattutine o almeno per farle convivere con unansia e un fremito fisici, forse voleva solo che il corpo ingannasse per un attimo lo spirito o lo confondesse o lo mettesse a tacere con la sua elementarit (il sesso  sempre rudimentale, per quanta raffinatezza vi si voglia aggiungere; e non era questo il caso). Quando avevamo finito andavo nel bagno e al mio ritorno lo trovavo assopito. Se non era ancora lora di alzarsi mi infilavo nel letto con grande cautela e rimanevo vigile per qualche minuto, a interpretare il suo volto e il suo respiro. E se non erano quelli di un uomo completamente addormentato, lo accarezzavo dolcemente sulla nuca e gli sussurravo:  Stai fermo e tranquillo, amore mio. Non ti muovere e non ti girare, cos scivolerai nel sonno profondo senza accorgertene e a poco a poco smetterai di pensare. Magari tu mi dicessi a che cosa pensi. Per tutte quelle ore. Anche se mi dici che non  vero, tu pensi senza sosta a qualcosa che non ti fa dormire. Ti succede qualcosa e io non so che cosa sia .
 Ma questo lo dicevo pi per me che per lui.
 Di giorno attendeva al suo lavoro con diligenza e si sforzava di dare unimpressione di normalit. Faceva sempre le sue battute simpatiche e ben accette, sorrideva con generosit e non lesinava le sue famose imitazioni quando gli venivano richieste alle numerose cene e occasioni sociali cui eravamo tenuti a partecipare. Quelle scenette riuscivano divertenti come a scuola, solo che ora a ridere erano degli adulti, piu rumorosi ed esagerati. Da allora le aveva perfezionate, aveva raggiunto un grande virtuosismo, non vi era accento n voce n personaggio pubblico n soggetto privato che gli resistessero, e pi di una persona gli suggeriva di farlo per professione, di proporsi alla televisione britannica o a quella spagnola come imitatore. Ma nella nostra vita quotidiana per lo pi ilare e leggera io avvertivo quel disinteresse di fondo nei confronti della sua esistenza, quellenigmatica mancanza di curiosit per lavvenire che gli impediva di godere appieno del presente. Poi, il suo stato danimo cambiava ogni volta che si avvicinava la partenza per uno dei suoi soggiorni nglesi: allora alternava momenti di nervosismo e alterazione con altri in cui si faceva malinconico e riemergeva in lui il vecchio malessere con cui era tornato da Oxford. 
 Il giovane uomo che era rientrato al termine degli studi non era lo stesso ragazzo che era partito, cosa che non avrebbe avuto nulla di strano, se non fosse che non era nemmeno il ragazzo che andava e veniva grazie ai lunghi periodi di vacanza concessi dalluniversit, quello con cui uscivo e avevo cominciato anche ad andare a letto a ogni visita, con desiderio e passione crrescenti dopo la prima volta deludente e tardiva. E non era nemmeno lo stesso dellultima volta, quelle cinque settimane che aveva trascorso con me a Madrid tra la fine di Hilary e linizio di Trinity, senza pensieri, dimentico di se stesso, addirittura disinteressato, ancora dominato, anche fisicamente, dalla serenit.
 Era diventato un uomo con un lato oscuro e sfuggente, a tratti taciturno, mentre in tutti i suoi soggiorni fra trimestre e trimestre era stato quello di sempre, pi o meno. Nei suoi occhi allungati e grigi si era accentuata linquietudine che li aveva sempre caratterizzati e che contraddiceva la sua generale affabilit: adesso non sembravano pi riposare in nessun istante, come se riflettessero unincessante tempesta, quella di un solo pensiero fisso che non va avanti, non si evolve e non arriva da nessuna parte. Al principio io attribuivo la cosa allo sconcerto che assale chi ha chiuso definitivamente una fase della propria vita, al disadattamento temporaneo  ma talvolta prolungato  di chi torna al punto di partenza per rimanervi immobile, dopo anni di provvisoriet e movimento, senza essere mai del tutto qui e neppure l. Ma subito Toms mi trasse dallerrore, spiegandomi che la sua vita itinerante non era finita, che avrebbe dovuto trascorrere dei periodi a Londra per quei corsi di perfezionamento finalizzati allimpiego gi promesso o di cui gli avevano parlato, avrebbe cominciato probabilmente in settembre o in ottobre. 
 Gli chiesi, com ovvio, della sua ricorrente afflizione. 
  Ti  successo qualcosa in questi ultimi mesi? Ti vedo di verso, come se di colpo fossi invecchiato di dieci anni. Come se ti opprimesse un peso che fino a poco fa non cera.
 Lui mi guard perplesso, come se lo sorprendesse che io avessi colto quel cambiamento che lui cercava di dissimulare con battute, leggerezza e buonumore. Si gett due volte i capelli allindietro, quando gi li aveva allindietro, come sempre, forse era un modo per prendere tempo. Poi gli occhi gli si velarono di opacit e mi parve che si stesse domandando se era il caso di raccontarmi qualcosa. Ma se fu cos, alla fine scelse il riserbo:  No,  rispose.  Assolutamente niente, che cosa sarebbe dovuto succedere? Sar che mi sono laureato. Sar che  finita la festa, e lirresponsabilit. Che i passi che far da qui in poi mi condizioneranno per il resto della vita. Che non ci saranno pi periodi di prova. Che ormai il tempo delle rettifiche  finito. La sensazione che adesso qualunque cosa io faccia, avr delle conseguenze fra ventanni, eppure non credo di avere maggiori strumenti per scegliere di quando avevo quindici, che dico, otto anni. Che ormai la strada porta davvero in un luogo da cui non si torna indietro, e se prendo una direzione ora difficilmente ci saranno svolte, non lo so. Succeder anche a te lanno prossimo, probabilmente . 
 I ccorsi universitari in Spagna duravano cinque anni, e a me mancava lultimo anno quando lui era tornato; era vero che io avevo rinviato la decisione su che cosa avrei fatto dopo, a parte sposare lui, questo era gi deciso da tempo immemorabile, sarebbe accaduto in ogni caso e finalmente il momento si stava avvicinando. Non avevo aspettato, non avevo combattuto la nostalgia con tutte le mie forze, non avevo affatto sofferto la lunga separazione; e se ogni tanto questa avesse dovuto proseguire, per me andava bene, anche per tutta la vita. In quel momento non mi sarei concessa la minima esiytazione, non dentro di me, non da parte mia. Toms poteva essere cambiato, poteva essere cresciuto di colpo, poteva avere accumulato esperienze torbide o angosciose, io avrei saputo convivere con questo, sarei maturata a tappe forzate se lui mi avesse voluta al suo livello; ma non mi sarei tirata inndietro. Non solo per linvestimento fatto, ma perch ero assolutamente innamorata di lui, e se uso questo avverbio o faccio di proposito: non solo lo ero dalladolescenza, ma avevo risolto di esserlo e avevo approvato questa mia risoluzione, e non c nulla di pi inamovibile dellunione di sentimento e volont. Avevo avuto qualche avventura sessuale in sua assenza, era il minimo allet che avevo allora e in quegli anni di incitamento ambientale, ma nessuno di quegli ncontri aveva messo in discussione, nemmeno scalfito, la mia determinazione e la mia certezza, la mia devozione incondizionata nei suoi confronti. Io lo avevo indicato fin da giovanissima con un dito tremante (tremante di emozione) e quel gesto era stato definitivo, nulla mi avrebbe spinta a dubitarne. Ma lui? Davo per scontato che anche lui avesse avuto avventure senza importanza, ma non avevo mai avvertito alcun cambiamento nel suo rapporto con me, mai il minimo raffreddamento n un minore entusiasmo. Le sue ansie potevano farmi soffrire, ma io non ne ero lorigine, di questo ero quasi certa.
 E lidea iniziale era questa, sposarci pi o meno un anno dopo, quando anchio mi fossi laureata. E Toms aggiunse, come a rafforzare quel no:  E poi, che cosa poteva capitarmi a Oxford? Lo sai che li non succede mai niente. Voglio dire, niente di grave, niente di imprevisto. E un posto al riparo da tutto, governato da un cerimoniale, dove tutto  mummificato o conservato sotto formalina. Nel bene come nel male, nella sua irrealt,  un posto...  
 Esit, fece una pausa, come se avesse orrore dellespressione che stava per usare.
  E un posto fuori dal mondo.
  Includi anche me, fra le cose che pensi di non poter pi rettificare? Fra quello che potr esserti di peso fra ventanni, che potrai desiderare che non esista, che non sia avvenuto? Mi vedi cos, come un passo senza ritorno, come un percorso obbligato dal quale non potrai pi uscire?
  Non lo so, niente  sicuro e nessuno pu rispondere di come diventer in futuro, io non ti chiedo questo, non posso chiedertelo. Ma non vorrei che tu sentissi anche me come una minaccia. Se non credi di avere maggiori strumenti per scegliere di quando avevi otto anni, non sono cos ingenua da pensare che questo non riguardi anche me. Ma lultima cosa che vorrei  che gi adesso tu mi vedessi come un impedimento. cos presto. Che tu mi vedessi con timore.
  No, Berta, no,  rispose laconicamente, per mia scarsa tranquillit.
 E dato che io non replicavo, e stavo li a guardarlo preoccupata, gett di nuovo i capelli allindietro con quel gesto nervoso e superfluo e dopo qualche secondo aggiunse:  Certo che no. Certo che non riguarda te. In realt sei una delle poche cose cui non mi sento obbligato, che ho potuto scegliere con libert. In altri aspetti della vita ho la sensazione che la mia sorte sia segnata, di non essere stato io a scegliere, che siano stati altri a scegliere me. Tu sei lunica cos veramente mia, lunica che so di aver voluto io .
 Quelle parole mi parvero esagerate e un po criptiche. Non capivo che cosa volesse dire dicendo che la sua sorte era se gnata e la sua libert limitata. Nulla lo obbligava ad accettare il lavoro che gli avevano offerto; anzi, era un privilegio poter avere un posto cos buono tanto presto, appena finiti gli studi, la maggior parte dei nostri coetanei doveva attraversare un periodo di instabilit, di impieghi provvisori e alti e bassi, perfino di forzata inattivit, i meno svegli. E neppure capivo quella sua sensazione di essere stato scelto, pi che di aver scelto. 
 Qualcosa deve essergli successo, qualcosa di strano che lha molto turbato e che non vuole raccontarmi, per ora,  pensai. Un giorno lo far. Abbiamo tanti anni davanti e si finisce sempre per raccontare tutto a chi ci dorme accanto notte dopo notte; con quella persona  difficile tenere un segreto per leternit.
 Com frequente nei momenti di insicurezza e di paura, prevalse legoismo e badai solo a quello che riguardava me, a quello che per me era quasi una ratifica, quasi una dichiarazione damore. Sospirai di sollievo e scacciai dalla mia mente tutto il resto, non mi fermai a pensare. E ci pensai ancora meno quando lui mi tir a s e mi abbracci con un solo braccio, che  una maniera un po disperata di abbracciare, stringendomi il viso contro il suo petto con dolcezza, cos che smisi allistante di vederlo e mi concentrai sul suo odore di colonia fresca, di tabacco e di buona lana inglese. Mi sentii confortata e al sicuro e gli accarezzai la nuca come per rasserenarlo e, pi avanti, ricordando quella scena e quella conversazione, mi domandai se in parte non mi fossi sentita cos perch di colpo era sparita al mio sguardo la sua espressione tormentata: con il viso affondato nella sua giacca non gli vedevo pi le labbra carnose che mi piaceva tanto palpare e baciare, n i capelli biondastri da aviatore, n i turbolenti occhi che mai pi tornai a vedere calmi e limpidi, n del tutto riposare.
 Ma ci volle molto tempo prima che mi raccontasse qualcosa e non mi raccont mai tutto, mi abituai a non chiedergli di scendere nei particolari e lui fu molto bravo a nascondere, in questo  di grandissimo aiuto lassoluta proibizione di rivelare alcunch. Ogni volta che uno avverte la tentazione di parlare, ricorda le rappresaglie che potr subire, e i rischi cui potr esporre altri, e per di pi si rende conto che aprirebbe la porta a domande senza fine. Meglio essere ermetici, non lasciarsi sfuggire neppure una parola, meglio inventare storie e, se  il caso, negare. Eravamo sposati da due anni ed era nato il nostro primo figlio quando non pot pi fare a meno di parlare. Ma solo nella misura in cui gli fu concesso, e dovette chiederne autorizzazione malgrado le mie insistenze, malgrado levidente pericolo cui ci aveva esposti con le sue attivit lontane. Almeno seppi in che cosa consistevano, allora. O piuttosto immaginai in che cosa potevano consistere, e si sa che spesso limmaginazione  pi feroce della realt, pur mancando della sua concretezza e della sua terribile forza, quindi se ne possono sempre scartare i suggerimenti dicendo: Ma tanto, questo pu non essere successo, e quello che  effettivamente successo io non lo so n lo sapr mai. Perch mortificarmi con le congetture?
 A partire da quel momento cominciai a vivere con una paura diffusa, soprattutto per lui ma anche per il bambino e per me, e pi avanti anche per la bambina, com ovvio. Mi giur che quanto era accaduto non sarebbe accaduto mai pi, e che di certo non sarebbe accaduto niente di male, e pensai alla facilit con cui certe persone giurano su cose che non dipendono da loro, che non  in loro potre evitare o garantire. (Sono persone irresponsabili, o messe alle strette). Eppure stupidamente gli credetti, o gli credetti per necessit. Non avevo alternative, se volevo continuare a vivere una vita seminormale. In realt, dopo di allora nulla fu pi normale. Lui giurava invano per salvare la situazione (quindi doveva sentirsi alle strette), io gli credevo invano perch volevo che la paura rimanesse comera, diffusa, transitoria e latente, non acuta e onnicomprensiva. Si, erano passati allincirca tre anni dal suo ritorno quando ebbe luogo lepisodio che gli impose di raccontarmi la parte che gli permisero di raccontarmi della verit.
 Toms, come era stato previsto, aveva assunto il suo posto allambasciata e alternava periodi a Madrid con altri a Londra o in altre localit del suo secondo paese, che aveva tutta laria di essere diventato ormai il primo, dal momento che lavorava per lInghilterra e che era il suo governo a pagargli uno stipendio che and rapidamente crescendo, i miei contributi alleconomia famigliare divennero ben presto simbolici per contrasto, quindi ne disponevo per me stessa o per le spese che riguardavano nostro figlio, i bambini rappresentano un salasso costante e senza limiti. I suoi corsi di formazione si stavano protraendo cos a lungo che a un certo punto Toms dovette fabbricarsi un pretesto pi stabile: grazie al suo bilinguismo, e alle sue capacit relazionali e competenze (riusciva quasi sempre simpatico, le persone avevano un debole per lui), il Foreign Office desiderava avvalersi di lui a Londra per alcuni periodi, impiegandolo in attivit di consulenza e intermediazione e persuasione, cos come la Bbc Radio per le sue trasmissioni in castigliano, e per quelle in inglese su questioni spagnole e ispanoamericane; cos che le sue trasferte sarebbero continuate indefinitamente e a volte sarebbero state pi lunghe, altre pi corte, difficile conoscerne a priori la durata.
 Diventammo una coppia dalla convivenza intermittente, ma a questo eravamo gi abituati e non ci fu molto difficile accettarlo. Anzi, amandoci come ci amavamo o credevamo di amarci (parlo soprattutto per me), in parte eravamo anche contenti di poter conservare il privilegio della nostalgia, di concederci il tempo per laddensarsi del desiderio (desiderio fisico e desiderio di rivedersi), di evitarci la routine della presenza, che pur gradevole, essendo priva di un termine e di interruzioni, pu trasformarsi in un peso o, almeno, in qualcosa che si d per scontato e non ci si sforza mai di raggiungere;  li tutti i giorni, compresi quelli in cui si avrebbe voglia di starsene soli con i propri pensieri e ricordi, o di prendere la macchina e sparire e vagare, andare in giro qua e l senza meta e pernottare in un albergo di una citt mai vista, decisa unicamente dal caso e dal calare del buio: fingere di essere soli e senza responsabilit, senza nessuno da cui tornare. Io accoglievo i suoi mesi a Madrid con rinnovato entusiasmo e felicit, come un regalo, come qualcosa che allinizio era sempre eccezionale, il vuoto riempito e tutto al suo posto, di notte il suo corpo nel letto che diffondeva tepore o calore: quando lo sapevo sveglio o soltanto assopito stendevo la mano e gli sfioravo la schiena con un dito per essere certa che ci fosse e provare la gioia incredula che fosse proprio li, cos vicino, al mio fianco, dopo mesi in cui trovavo solo aria sul cuscino e sul lenzuolo e pensavo quasi in sogno: Quando verr? Non me lo sono immaginato, ha davvero occupato questo vuoto,  davvero stato qui.
 E il sapere che quella convivenza sarebbe finita, che lui si sarebbe assentato di nuovo e che allora avrebbe avuto inizio un altro periodo di nostalgia e di attesa, mi faceva vivere come una festa ogni mattina in cui ci alzavamo insieme, e la fine di ogni giornata quando ci si ritrovava per cenare in casa o per uscire, le occasioni sociali non finiscono mai per chi lavora in unambasciata. No, non era pi il ragazzo che era stato e vedevo in lui unafflizione della quale non parlava se non per negarne lesistenza, e che rimaneva senza spiegazioni; per il ragazzo leggero e ironico non era scomparso del tutto, a volte tornava, quindi non era perduto per sempre, non era stato cancellato dalluomo sempre pi adulto, e perfino misteriosamente invecchiato nel suo disinteresse per lavvenire; se quel ragazzo da qualche parte sopravviveva, era senza dubbio dentro di lui. Di conseguenza, quando lui era con me non importava poi tanto che fosse cambiato e si mostrasse tormentato o ombroso o soffrisse di uninsonnia alla quale il pi delle volte io non potevo rimediare; limportante era vedere il suo sorriso quando sorrideva, il suo sguardo grigio opaco allerta, ridere alle sue battute e alle sue imitazioni quando si prestava a farne, baciargli le labbra con cautela, o senza, e averlo accanto giorno dopo giorno, anche se incompleto o trasformato, per cos dire, rispetto al primo Toms, a quello che era stato per molti anni. 
 Una volta che si furono stabilizzate le sue permanenze in un luogo o in un altro, per di pi, tornava a Madrid molto alterato ed esausto, quasi uscisse da un incubo o da un prolungato ed eccessivo stato di tensione, ma in pochi giorni sembrava calmarsi e ritrovare le energie, come se a tratti riuscisse a staccarsi da ci che aveva vissuto e ad abbracciare la tregua di cui disponeva fino alla partenza successiva. Pur nel suo ermetismo, con il passare delle settimane in mia compagnia si acquietava e il suo umore migliorava, si concedeva un po di respiro, si riabituava alla famiglia e agli amici e alla solita vita della citt, nella quale erano compresi gli attentati dellEta e di qualche altro gruppo terroristico e gli occasionali delitti compiuti dallestrema destra, i conflitti, diverbi, gli alterchi e le minacce di colpo di stato militare, la perenne incertezza che ci riempiva tutti di speranza : di inquietudine dopo linterminabile fine di Franco. Tutto questo lo sfiorava appena, come se non lo riguardasse o fosse abituato a ben di peggio, cosa che non avrebbe avuto molto senso se in Inghilterra si fosse limitato a lavorare in uffici moquettati, a prendere parte a ricevimenti e a fare da interprete o mediatore. Non posso dire che non sospettassi mai nulla, che non mi fosse passato per la testa che forse faceva qualcosaltro, soprattutto dopo unassenza di pi di due mesi, quando torn sfregiato, con una vistosa cicatrice su una guancia, un taglio che non poteva essere stato procurato da una lametta da barba ma da un coltello o da un pugnale. Quando lo vidi io si era gi rimarginato. Non era stata una ferita profonda, ma il segno sarebbe rimasto a lungo o forse per sempre, agli occhi di chi sapesse guardare, a meno che non si sottoponesse a un intervento di chirurgia plastica, come mi annunci e come senza dubbio avvenne, perch al suo ritorno successivo di quel taglio non rimaneva traccia, incredibile: come se non ci fosse mai stato, doveva essere intervenuto un luminare, un professionista abilissimo.
 Ma quando lo vidi, mi spaventai:  Che cosa ti  successo? Chi ti ha fatto quella cosa, quella ferita? 
 Si pass lunghia del pollice sulla guancia come in un gesto gi acquisito e frequente, si accarezz la cicatrice:  Ah, un incontro sfortunato qualche tempo fa. Mi hanno rapinato una sera che ero uscito tardi dal lavoro e avevo deciso di rientrare a piedi. Erano in due, con un coltello a serramanico, non ho voluto consegnare il portafogli. Ho mollato un calcio nel petto a uno dei due e sono corso via, ma laltro mi ha tirato un fendente e mi ha beccato. Per fortuna solo con la punta, non con la lama. Un taglio superficiale, ma la cosa pi impressionante  stato il sangue, finch non sono riuscito a fermarlo. E gi guarito, come vedi.
  Sar superficiale, ma piuttosto lungo .
 Andava dalla fine della basetta fin quasi alla mandibola;  vero, allora si portavano le basette lunghe, finivano molto pi in basso.
  Ti rimarr il segno. Perch non mi hai detto niente quando ti  successo?  
 E ora fui io ad accarezzargli la cicatrice con raccapriccio e compassione. Quando era possibile parlavamo per telefono e non mi aveva nemmeno accennato alla rapina, n quando era successa n dopo.
  Ti avr fatto molto male. 
 Sentii una superficie simile a quella delle sue labbra, liscia e pieghettata insieme.
  Perch allarmarti? Saresti voluta venire. Per la cicatrice, non preoccuparti: appena si sar ridotta al massimo mi manderanno da uno specialista che me la canceller. Secondo i miei capi non fa un belleffetto una faccia sfregiata in certi ambienti, non ispira fiducia. Sembrerei un avanzo di galera, un malavitoso. Mi assicurano che non rimarr la minima traccia, sar come prima. Come se la rapina non ci fosse mai stata.
 E fu davvero cos. Non vidi pi alcun segno di quellincidente sul suo volto, e dire che per lo stupore lo osservai molto bene, mentre dormiva o faceva finta di dormire e nella stanza entrava la luce del giorno. Quello che non perse, stranamente, fu il gesto di passarsi lunghia sulla guancia liscia, come se gli piacesse; a conti fatti gli era durata assai poco quella cicatrice. Nonostante questo, e nonostante le sue spiegazioni verosimili (a quei tempi Londra era infestata dai muggers, come si chiamavano e si chiamano li i malviventi che rapinano le persone per strada, in parte debitori del detestabile film Arancia meccanica, che affascin molti), non potei fare a meno di chiedermi se non fosse coinvolto, ogni tanto, in faccende piu rischiose di quanto non mi avesse dato a intendere. Lavorare per lo stato non  facile, lo stato chiede e chiede senza limiti, tira la corda, spreme fino allultimo i suoi servitori : i cittadini in genere (Questo me lo devi per patriottismo, questaltro per lealt, quello per solidariet con i pi deboli : quellaltro ancora per il bene comune), non si pu mai sapere che cosa finir per esigere o strappare, quali aberrazioni e sacrifici potr persuadere a compiere. Ma io sono sempre stata discreta, e poi ho sempre saputo che  meglio non fare domande a cui non si ricever risposta, o si ricever una risposta non vera. Se ne ricavano solo frustrazioni.
 E meglio aspettare che laltro racconti quando non ne potr fare a meno, quando sar in una situazione disperata o verr scoperto e non riuscir pi a tacere (quasi nessuno riesce a tacere fino alla sepoltura, neppure ci che lo infanga e disonorer la sua memoria). E se lo so cos bene  per esperienza personale, per pratica: quasi mai ho risposto sinceramente su qualcosa che preferivo non far sapere. Tuttavia venne il giorno in cui le domande dovetti farle, pur sapendo che avrei ottenuto solo una scheggia della verit, e in cui Toms si vide costretto a rivelarmela, a soddisfarmi con un filo derba, un granello di polvere, una scintilla, un soffio di vento, o forse non fu neppure cos poco, senzaltro per lui fu molto di pi, fu eccessivo e odi dovermelo dire. Come ho gi accennato, dovettero passare due anni dal nostro matrimonio e tre dal suo definitivo ritorno da Oxford, che  molto tempo per un silenzio quasi assoluto, per nascondere completamente la vera natura delle sue attivit nel suo secondo paese, o nel suo primo paese, e probabilmente anche in altri luoghi del mondo, capii che non avrei mai saputo con certezza dove lui fosse ogni notte n in compagnia di chi, dove passasse le sue giornate, le settimane, i mesi. Se domandai, contro le mie abitudini e la mia discrezione, fu per paura, per allarme, per poter prendere precauzioni e capire quali fossero, per sapere fino a che punto dovevo preoccuparmi. Quando si  minacciati  necessario esserne al corrente, perch il pericolo maggiore  non accorgersene. Poi si pu far finta di nulla, ammesso che se ne abbia il coraggio e la capacit, ma conviene non ignorarlo. 
 Lepisodio di cui parlo ebbe inizio ai Giardini di Sabatini, dove cercavo di scendere ogni giorno con il bambino nella sua carrozzina, durante il mio permesso di maternit, a prendere un po daria a met mattina; abitavamo molto vicino, in calle Pavia, il proseguimento di plaza de Oriente di fronte al Palazzo Reale, accanto alla chiesa della Encarnacin. Passeggiavo nel piccolo parco e poi mi sedevo su una panchina, quasi sempre la stessa, con un libro in mano, mentre con laltra cullavo Guillermo, il nome era stato un capriccio di Toms che mi era piaciuto: un omaggio al suo idolo letterario dellinfanzia, Guillermo Brown o Guillermo il monello o Guillermo il bandito, come veniva chiamato in Spagna il personaggio di Richmal Crompton di cui, malgrado il suo bilinguismo, aveva letto le avventure in traduzione per poterne discutere con i compagni, loro non avrebbero saputo a chi si riferisse se avesse parlato di di Just William o di William the Outlaw.
 Non leggevo mai pi di dieci righe di seguito ai giardini; per una madre  o per la madre che ero io   quasi impossibile non accertarsi con la vista, di continuo, che il bambino sia sempre li, anche se lo sa che  li, intento a emettere rumori o in silenzio, addormentato o sveglio.
 E in quello scenario settecentesco non molto grande n molto frequentato da turisti pi che altro), con i suoi modesti labirinti di siepi : il suo laghetto con qualche anatra, ogni volta che sentivo dei passi sulla ghiaia o qualcuno compariva nel mio campo visivo, subito alzavo gli occhi e controllavo, per cos dire, la nuova e pacifica situazione.
 Quindi quei due li vidi venire da lontano, un uomo e una donna, avevano tutta laria di essere una coppia di coniugi, lei sottobraccio a lui, e sembravano inoffensivi e perfino bonaccioni, questa  limpressione che convenzionalmente e stupidamente trasmettono a prima vista grassoni, come se un uomo grasso non potesse essere malvagio quanto i magrissimi Dracula e Fu Manchu. Il grassone era lui (grasso ma agile, con la falcata rapida), lei no; ma le persone voluminose contagiano chi hanno attorno.
 Presero posto su una panchina di pietra, proprio di fronte a quella di legno che occupavo io allombra di un albero, loro invece rimasero al sole, era una mattina tiepida di maggio, mi accorsi subito che entrambi mi guardavano con velata intensit, come se mi riconoscessero o cercassero di ricordare chi fossi, come se la mia faccia dicesse loro qualcosa e stessero cercando di ricordare. A me erano del tutto nuovi, due perfetti sconosciuti. Mi sorrisero e io sorrisi cortesemente a mia volta. Luomo portava un impermeabile del colore tipico degli impermeabili che di sicuro era di troppo a quellora, avr avuto una quarantina danni, portava i capelli castani ricci e corti, occhiali di tartaruga esageratamente grandi per i suoi occhi piuttosto piccoli; era di lineamenti minuti o glieli rimpiccioliva la grassezza del viso, il naso piccolo e le labbra sottili, il suo sorriso era aperto e simpatico, bello, con i denti ordinati e regolari come tasti di una macchina, una figura affabile. La donna colpiva per i suoi grandi occhi azzurri e strabici; era di et simile a quella del marito, le si indovinava una pelle meno liscia sotto uno strato di trucco forse eccessivo o fuori moda, le labbra molto dipinte di rosso e i capelli bion di appena usciti dal parrucchiere o da unimpegnativa seduta davanti allo specchio.
 Lei sembrava straniera e lui poteva esserlo come no: se si fosse fatto crescere i capelli ricci fino a farli scendere sul collo (o piuttosto sulla nuca), avrebbe avuto una testa da rumbero o da cantante di flamenco, ma la sua pelle era troppo bianca e poco abituata al sole, come quella di un lentigginoso senza lentiggini, anche se molto ben conservata: non un accenno di rughe, sarebbe invecchiato molto pi tardi della sua compagna. La donna aveva un aspetto pi elegante e curato di lui, era una signora fine e ben vestita, con un sorriso cordiale e un busto pi materno che provocante: non la si poteva dire grassa, ma nemmeno magra, e il tailleur non arrivava ad attenuare i suoi seni prominenti e rotondi (ma ciononostante appuntiti), forse capaci di mettere soggezione in un uomo adulto, ma di riuscire accoglienti per un bambino, un ragazzo e magari unaltra donna. Quegli occhi strabici, per, destavano una certa inquietudine, non si capiva mai del tutto dove guardassero, anche se tutti e quattro  quelli di lei e quelli di lui  si posarono certamente su di me, sulla carrozzina con la capote sollevata (provavano curiosit per il bambino, questo  normale), perfino sul libro che avevo in mano, forse cercavano di distinguere il titolo e il nome dellautore. Erano cos insistenti nellosservarmi e nel sorridere che cominciai a sentirmi a disagio e fui tentata di tornare a casa.
 Allora il grassone mi rivolse la parola:  La signora Nevinson, vero?  Si alz in piedi e si avvicin, allargando il sorriso, e mi tese la mano
perch gliela stringessi. Io lo feci meccanicamente,  quasi impossibile non ricambiare quel gesto amichevole.
  Ci conosciamo?  gli chiesi.  Non ricordo...
  E naturale che lei non ricordi. Noi non attiriamo molto lattenzione, siamo una coppia matura e banale. A differenza di lei e suo marito, cos giovani e belli tutti e due. Ci siamo visti a un cocktail allambasciata qualche mese fa, allambasciata di Thomas, intendo .
 Di rado in Spagna Toms veniva chiamato cos, era sempre Toms o Tom.
  Abbiamo fatto due chiacchiere, ma certo,  impossibile ricordare tutta la gente con cui si scambiano poche parole in quelle occasioni. E noi non lasciamo traccia, tsk-tsk,  insistette con falsa modestia schioccando la lingua per rafforzare la negazione.
 In realt rimanevano impressi facilmente, lui per la sua obesit e lei per quel suo strabismo azzurro.
  Miguel Ruiz Kindeln, per servirla. Mary Kate, mia moglie.
 La signora si avvicin quindi anche lei e mi stamp due baci sulle guance, come si usa fare in Spagna fra donne (No, non ti muovere, cara, mi disse, posandomi una mano forte e pesante sulla spalla per impedire che mi alzassi, con quella nostra tendenza femminile a darci del tu anche fra sconosciute), anche se dal nome e dallaccento potevo constatare che in effetti era straniera, bench il suo castigliano fosse corretto e fluido, probabilmente viveva da tempo nel nostro paese. Lui invece parlava come Toms, o come me, pi come un Ruiz che come un Kindeln. Poi i due videro il visino di Guillermo, lanciarono grida di ammirazione. Un po esagerate (Ma che sogno, che angelo del cielo, esclam Mary Kate), la gente esagera sempre con i neonati, perfino con quelli spaventosi, e ce ne sono.
  Kindeln?  
 Quel cognome mi diceva qualcosa, non sembra spagnolo eppure non  cos raro in Spagna, sicuramente lo avevo gi sentito o letto da qualche parte, e pi di una volta. 
  C qualcuno di famoso che si chiama cos, vero? Solo che non mi viene in mente.
  Be, c stato un generale che  morto qualche anno fa, Alfredo Kindeln. Fu il primo spagnolo ad avere la qualifica di pilota aeronautico e ha scritto qualche libro. Forse le suona familiare per questo, per il generale Kindeln. Credo che avesse preso parte all'Alzamiento e forse  stato ministro dellAviazione durante la Guerra Civile. Mi pare che gli abbiano intitolato una via.
  No,  si corresse,  quello  il generale Kirkpatrick. I cognomi irlandesi, come lei sa, ce ne sono diversi in Spagna, per via del cattolicesimo, no? 
 A ODonnell s che hanno dedicato una bella via, molto centrale, non  vero? E anche al generale Lacy non ne  toccata una malvagia, hanno avuto pi fortuna di OFarrill, ORyan, Wall e ODonohue, per dirne solo qualcuno, e questultimo  stato vicer del Messico; va detto per che favor lindipendenza, al suo governo non piacque. Sa che lo avevano trasformato in ODonoj, scritto cos, con la j e laccento sulla u? Divertente, Juan ODonoj, questo il nome ufficiale. Sivigliano, si dice che fosse. Ed era anche un noto massone . 
 Pronunciava tutti questi cognomi come un anglofono (tranne ODonoj), non come uno spagnolo, forse era bilingue come Toms.
 Non mi sfugg il termine Alzamiento, poteva indicare che non disapprovava linsurrezione militare del 36 contro la repubblica, anche se ad alcuni quel termine sfuggiva involontariamente per abitudine o per contagio, per decenni avevamo sentito la propaganda riferirsi in quel modo al colpo di stato, prima fallito e poi trionfante tre anni dopo. (Lo si sentiva ancora spesso nel 1976). Almeno non lo aveva accompagnato con labituale aggettivo franchista, glorioso. 
  Kindeln  un cognome irlandese?
  Pare di si, anche se in Spagna esiste da sempre, dallundicesimo o dodicesimo secolo o gi di li, a quanto mi  dato sapere. In origine era OKindelan, ma chi pu dirlo. Cavalieri dellOrdine di San Giacomo, molti di loro.
  E lei appartiene a una cos antica e illustre famiglia?  gli chiesi con una punta di ironia, non aveva laria dellaristocratico o delluomo di nobile stirpe, bench vestisse impeccabilmente, a parte le scarpe, impolverate dalla ghiaia dei giardini, e la camicia, che per colpa della pancia gli sfuggiva un po dai pantaloni. Doveva portare camicie con le falde molto lunghe perch non gli uscissero del tutto, dei veri lenzuoli. Trovavo buffo quel grassone agile, come la sua conversazione. Sapeva molte cose, degli spagnoli irlandesi un mucchio (io avevo sentito parlare solo di ODonnell), ed era piacevole stare a sentire le sue storie su nomi e fatti strani e sconosciuti, almeno per me. Anche se avevo una famiglia e degli amici, passavo molto tempo sola. Quando una donna ha un bambino piccolo, sta molto da sola con lui. 
  Oh no, tsk-tsk . 
 Ecco, schioccava la lingua per dire di no.
  Chiss, qualche rapporto remoto ce lavr anche, immagino; ma appartengo a un ramo ben lontano da tutto questo, cavalieri di San Giacomo e compagnia bella. Magari un mio antenato sar caduto in disgrazia o avr commesso qualche atto disonorevole e sar stato cacciato e ripudiato, ostracizzato, esiliato per sempre dalluniverso Kindeln.
 Di l devo venire io. Mai in vita mia ho conosciuto la grandezza. Ceto medio, medio a dir tanto .
 Di nuovo quella modestia. Rise di gusto, mentre Mary Kate lo redarguiva:  Non so perch devi dire sempre queste sciocchezze. Non lo sai com andata. Magari sei imparentato con i cavalieri di San Giacomo e anche con il generale aviatore. Miguel scherza sempre, Berta cara. Ti chiami Berta, vero? Se non ricordo male.
  Si, che memoria,  risposi stupefatta. 
 Loro si ricordavano perfino il mio nome e io continuavo a non ricordarli per nulla, pi li vedevo, pi li sentivo, e pi mi dicevo che non avrei potuto scordarli, cancellarli, se avessi scambiato qualche parola con loro a un ricevimento. Lo sguardo di quella donna faceva quasi paura quando i suoi occhi strabici si fissavano come in trance, e diventava invece ingenuo e smarrito quando li muoveva qua e l.
  E va bene,  si giustific lui.  Mettiamo che sia stato lui ad allontanarsi, quel mio nobile avo. A volte la gente rinnega i propri privilegi, non  vero?, rifiuta anche la felicit, perfino il meglio, di certo la tranquillit. C gente che si mette in viaggio e non torna, sparisce, se ne va, in tutte le famiglie ci sono degli spostati, individui affetti da malesseri profondi che non vogliono essere chi sono o sono destinati a diventare. Decidono di condurre una vita che non  la loro, n per nascita n per istruzione. A volte scompaiono senza lasciare traccia e i parenti esclamano Good riddance!, come si dice in inglese, conosce lespressioneMeno male che ce lo siamo tolto dai piedi, potremmo tradurre .
 Di nuovo gli usc un accento anglosassone, era di sicuro bilingue come Toms. 
  Non  lo stesso che A nemico che fugge, ponti doro, perch in teoria chi si allontana non  un nemico, al contrario, ma il senso pi o meno  quello. E poi, certo, se un giorno dovesse diventare un nemico, non c nemico peggiore di quelli del proprio sangue, o di un coniuge.
 Ma perdonami,  si scus,  sono un chiacchierone. Mi dica, come sta Thomas   un po che non lo vedo.
  E a Londra. Si trova spesso li per lavoro.
  Come!  esclam quasi gridando Mary Kate.  E ti lascia qui sola con questo tesorino, con questo angelo del cielo?  E fece qualche smanceria a Guillermo, agitando le mani per attirare la sua attenzione.
 I numerosi braccialetti che portava tintinnarono come se ci trovassimo in una cristalleria sinistrata. Il bambino si divert a quel rumore e Mary Kate continu a scuotere le braccia come una pazza, una o due volte.
  Che altro possiamo fare? Il lavoro prima di tutto, si sa. E Toms  molto richiesto. 
 Quando mi rivolgevo a loro usavo il lei, in fin dei conti a Ruiz Kindeln il tu era sfuggito solo una volta e aveva subito rettificato... Non sarei stata io a prendermi delle confidenze, ero molto pi giovane di loro.
  Per me la cavo bene. Viene una bambinaia per una parte della giornata e qualche sera, quando devo uscire, e poi ho mia madre e mia suocera che mi danno una mano, e anche mia sorella e unamica. I bambini passano i primi anni della loro vita in mezzo alle donne, noi siamo il loro universo, il loro unico sostegno, si pu dire che non vedano n sentano altro. Dipendono da noi per tutto, per la sopravvivenza. E curioso che in molti casi questo lasci cos poche tracce, no? Mi riferisco agli uomini. Forse si ribellano contro le loro origini, contro quel mondo tanto pi delicato di quello che scoprono dopo. Forse provano rabbia per essere stati alla nostra merc. Spero che Guillermo non diventi cos.
  Non credere, cara Berta,  rispose Mary Kate con il suo accento marcato, probabilmente irlandese.  Gli psicologi dicono che i primi mesi e i primi anni di vita sono fondamentali per la personalit, e siamo noi ad averne il controllo. Noi siamo le civilizzatrici, puoi starne certa, e non voglio neppure immaginare come sarebbero i bambini pi difficili se allinizio non fossero passati per le nostre cure. Non sarebbero molto diversi da un animale. Tu non sai che ragazzini ci sono in Irlanda, ancora peggio che in Spagna e in Italia, che  tutto dire.
 Bestiacce immonde, puntualizz Ruiz Kindeln. 
 Immediatamente si rese conto di aver detto qualcosa di eccessivo e spietato, cerc di rimediare, ma non era facile davanti a una donna che era madre da poco.
  Voglio dire che ce ne sono di tremendi, dei selvaggi, soprattutto nelle campagne, in Spagna e in Italia sono molto viziati e pessimamente educati, ma gli irlandesi sono feroci. C molta arretratezza da quelle parti.
 Mi venne in mente che forse da piccolo lo avevano tormentato o gli avevano tirato sassi con la fionda perch era ciccione, se aveva trascorso linfanzia li, o perfino nelle sue visite da adulto, un obeso  sempre fra i bersagli preferiti dei malevoli, da tutte le parti.
  I preti fanno quello che possono, ma non basta,  aggiunse con mia sorpresa, io avrei detto che i preti contribuivano non poco allarretratezza generale. 
  Sono pi arretrati che nelle nostre campagne  
 Lui ci pens un attimo.
  Ha ragione. Qui ci sono delle vere teste dure. Che da grandi diventeranno degli zoticoni, crescere non li aiuter.
  Voi siete irlandesi?  Fu allora che lo domandai. 
  Avete figli?  
 Fino a quel momento mi avevano detto soltanto i loro nomi, senza specificare il cognome nel caso di Mary Kate. Non sapevo che lavoro facessero n come mai ci fossimo incontrati a un cocktail allambasciata. In realt non erano occasioni molto esclusive, ma nemmeno venivano aperte le porte a chiunque.
 A quel punto i due si erano gi seduti al mio fianco, sulla panchina, io mi ero fatta da parte perch potessero trovare posto anche loro, stavamo un po stretti, erano invadenti, per quanto simpatici e cordiali.
 Mary Kate si che era irlandese, prima di sposarsi si chiamava ORiada (Come il musicista, buonanima, disse; Alcuni pronunciano OReidy, altri no. Io non avevo idea di chi fosse quel musicista).
 Ruiz Kindeln no, lui era spagnolo, ma era vissuto per una parte della sua vita a Dublino e aveva viaggiato in tutto il paese, lo conosceva alla perfezione. Lavoravano entrambi allambasciata dIrlanda, in quel senso erano colleghi di Toms, per questo ogni tanto venivano invitati a feste e cene diplomatiche. E no, non avevano figli. Per loro ormai cominciava a essere tardi, un po tardi. 
  Ma non ci siamo neppure impegnati a cercarli, non credere. Abbiamo avuto sempre troppo da fare. 
 E Mary Kate rimase a fissare con assoluto strabismo due anatroccoli che nuotavano nel laghetto, come se le evocassero i figli che non aveva, o come se per lei i bambini non fossero molto diversi da bestiole sciocche cui bisogna dare da mangiare.
  Noi ci dedichiamo luna allaltro,  concluse senza rammarico.
  Miguel si prende cura di me e io mi prendo cura di lui. Non siamo solo una coppia, formiamo una squadra e non ci separiamo mai. Finch morte non ci separi, e speriamo che ci prenda insieme, vero, Miguel?
  Vero. Grande verit.
 Nel giro di quattro o cinque settimane  quanto dur lintero episodio, per continuare a chiamarlo cos; fu senzaltro di pi, fu uno spavento e un orrore  , mi resi conto anchio che in effetti formavano una squadra e non si separavano mai. Non li vidi mai luno senza laltra.
 Le loro apparizioni ai Giardini di Sabatini si fecero frequenti (forse lo erano gi prima, ma io non li avevo notati), e se no mi capitava di incontrarli in altri punti del quartiere, dissero di abitare nelle vicinanze, senza specificare dove, una volta indicarono in direzione del paseo del Pintor Rosales, in modo vago. Come capita a un certo genere di coppie senza figli, mi adottarono con facilit, perfino con alacrit. Si mostravano sorridenti e gentili, protettivi e premurosi, si offrivano di aiutarmi se ne avessi avuto bisogno, addirittura di occuparsi del bambino se fosse stato necessario (non era necessario, e non lo avrei certo affidato a due semisconosciuti che si erano presentati da s, per affettuosi che fossero, per devoti che si dichiarassero).
 Io in parte mi lasciai corteggiare. Cerano momenti in cui mi sentivo davvero sola quando Guillermo era troppo piccolo perch potessi perderlo di vista un istante, allinizio si fa una fatica enorme a staccarsi un attimo da loro, a non tenerli sempre in braccio, a non annusarli di continuo, a non desiderare che il mondo si fermi, che i bambini non crescano e tutto si paralizzi per rendere eterna quella situazione, io e loro, loro e io, e che tutto il resto sparisca. Si vive, per, nellisolamento, e mi piaceva avere un po di compagnia : conversazioni distese, sentirmi protetta da vicini paterni ai quali avrei potuto ricorrere in caso di difficolt. Mi avevano lasciato il loro numero di telefono, io avevo dato loro il mio, e da allora in poi presero a chiamarmi spesso con disinvoltura, per sapere come stavo e se mi occorresse qualcosa, qualche commissione o favore o servizio, qualcosa che avessi dimenticato o non avessi fatto in tempo a comprare. A volte trovavo strano che loro non fossero allambasciata a met mattina, proprio quando gli altri sono pi affaccendati; in quelle ore non potevo contare su mia madre, mia suocera, mia sorella o qualche amica, tutte donne attive e piene di impegni.
 Un giorno chiesi loro come mai e loro dissero che avevano orari flessibili, non diedi troppa importanza alla cosa.
 In una delle rare e sempre frettolose telefonate di Toms accennai ai Ruiz Kindeln, gli dissi che li avevo conosciuti, gli chiesi se si ricordasse di loro, data la familiarit con cui quellatletico grassone si riferiva a lui, a Thomas, e anche Mary Kate, bench lei lo facesse forse per imitazione.
  I nomi non mi dicono niente, non mi ricordo,  rispose.
  Forse se li vedessi in faccia... Ma non c niente di strano in questo. Ci sono tanti cocktail e ricevimenti e incontri dogni genere che uno finisce per essere presentato a centinaia di persone nel corso dellanno. Parli due minuti con ciascuno e te li dimentichi subito, a meno che non siano personaggi importanti, o cos straordinari da colpire lattenzione.
  Straordinari forse no. Ma una volta visti sono inconfondibili, per questo trovo strano non ricordarmi affatto di loro. Lui  vistosamente grasso e lei  strabica. Abbastanza una bella donna, ma strabica in un modo che pu essere inquietante.
  Non so, non ne ho idea, forse li ho incontrati a qualche iniziativa dellAhgbi. Devo lasciarti, ho il tempo contato.
  LAhgbi?  Mi aveva detto la sigla in inglese.
  Non hai mai tempo, vero? Non so cosa ti fanno fare.
  LAssociazione ispanisti di Gran Bretagna e Irlanda, a volte organizziamo delle cose con loro, alcuni vengono in Spagna e ne approfittano per farsi un giro al British Council, allambasciata, soprattutto se c un aperitivo. Dai tempi di Starkie gli irlandesi sono di casa li. Non dimenticare che  irlandese anche lui. E orgogliosissimo di essere stato il primo titolare di una cattedra di spagnolo al Trinity College di Dublino, e di aver avuto Samuel Beckett fra i suoi allievi. Chiedi a lui, se sei curiosa. Lui li conoscer di sicuro .
 Walter Starkie era stato fondatore e direttore dellInstituto Britnico, dove Toms aveva studiato prima di iscriversi al mio liceo. Buon amico di mio suocero Jack, aveva preso Toms sotto la sua ala protettrice, e supponevo che in parte fosse a lui che mio marito doveva la sua rapida assunzione. Ora, dopo un lungo periodo di insegnamento in California, Starkie era tornato a vivere a Madrid, dove sarebbe morto di una grave crisi del suo asma cronico qualche mese dopo. 
  Non voglio disturbarlo,  molto anziano. E poi non sono cos curiosa. In realt sono molto affettuosi. Fanno un mucchio di feste al bambino. Laltro giorno sono venuti a trovarci con una quantit di regalini per lui. Sono carini e premurosi .
 Avrei dovuto esserlo di pi, curiosa, forse cos mi sarei risparmiata lincidente, lo spavento e lorrore. Anche se fu questo che mi permise di scoprire qualcosa sul conto di Toms. 
 Spesso mi chiedevano di lui, i Ruiz Kindeln, o Miguel e Mary Kate (passammo presto a darci del tu, in Spagna gi nel 1976 era difficile mantenere il lei molto a lungo), con un interesse alquanto insistente che io prendevo per cortesia, desiderio di confortarmi, solidariet e preoccupazione nei miei riguardi.
  Hai notizie di Thomas? Sai qualcosa di nuovo? Che cosa sta facendo attualmente a Londra? O forse non  a Londra? A seconda delle sue funzioni,  possibile che lo facciano viaggiare. Di che cosa si occupa esattamente al Foreign Office? Per chi lavora? In quale sezione ? Alle dipendenze di chi? Noi abbiamo delle conoscenze li, forse  con Gathorne, un nostro caro amico, chiedigli se lo conosce, Reggie Gathorne. Ma passa un po troppo tempo lontano da te, non ti pare? Se collabora con loro per alcuni periodi, Dovrebbero tener conto della sua situazione, con un bambino cos piccolo  imperdonabile. Cerca di capirmi, non che io voglia criticarlo e il lavoro  lavoro, certo; per dovrebbe stare pi tempo con te, il primo anno di una creatura  il pi difficile e quello che richiede pi attenzioni e sacrifici, si vede che sei sfinita, per quanto aiuto tu abbia. E non va bene che lui si perda questo momento, i bambini cambiano talmente in fretta e Guillermo non sar mai pi com oggi.
 Se si pu sapere, che cos che richiede cos a lungo la sua presenza li? Quando prevede di tornare? Che cosa lo trattiene? Sar un lavoro difficile, una missione. E gli mancherete enormemente, no? Morir dalla voglia di rivedervi, soprattutto di rivedere te .
 Io non sapevo che cosa rispondere, n di preciso n vagamente. Ignoravo quasi tutto, perfino la data del suo ritorno. Non avevo mai sentito il nome di Reggie Gathorne e non mi ero mai fatta unidea della vita londinese di Toms. Lui sembrava trovare noioso parlarne quando veniva a casa e io avrei trovato senzaltro noioso ascoltare. Non ho mai amato fare domande, e lui aveva sempre avuto, fin da giovanissimo  fin da quando ci eravamo conosciuti nelladolescenza  , una certa opacit che non aveva fatto che accrescersi nel corso degli anni. Lunica sfera che condividevamo veramente  la pi vasta ed essenziale, quella che contava e che in ogni coppia dovrebbe contare  era quella della casa e del letto e del bambino, quella delle risate e dei baci e delle chiacchierate senza tediose relazioni e dettagli su quello che facevamo, quella del piacere di stare e di uscire insieme e di vederci luno accanto allaltra, luno di fronte allaltra, luno sopra laltra, o di sentire alle nostre spalle il respiro dellaltro. Immagino che qualcuno meno pudibondo di me direbbe la sfera del nostro amore. Ed era vero, lui mi mancava enormemente e immaginavo di mancare anchio a lui. Ma tutto ci che prova laltro appartiene sempre al campo dellimmaginazione. Non lo si pu mai sapere con certezza, non si pu sapere neppure se le dichiarazioni pi ardenti siano verit o interpretazione o convenzione, se siano sentite o se siano quello che laltro crede di dover provare ed  disposto a dire. Io morivo dalla voglia di vederlo. Se lui a sua volta si consumava, non lo posso assicurare. Come ho gi detto, un peso misterioso lo rendeva distante, qualunque cosa fosse, se lo era caricato sulle spalle al termine dei suoi studi a Oxford, e non lo aveva scelto lui. I desideri devono essere mitigati, sopiti, quando la sorte  segnata e non si sceglie con libert. In un certo senso non hanno pi posto, o compaiono solo come chimere e sogni a occhi aperti, il loro destino  venire scacciati dopo qualche momento di debolezza.
 Era passato circa un mese dal nostro primo incontro, quando i Ruiz Kindeln un giorno vennero a trovarmi a casa, a met mattina. Quella notte Guillermo aveva avuto la febbre : preferivo non portarlo fuori, non esporlo a rischi. Quindi loro vennero da noi a chiedere sue notizie, allalba la temperatura era gi scesa, ma era assonnato e stanco, aveva pianto molto e non aveva dormito a sufficienza. Io non avevo quasi chiuso occhio. 
 Miguel, che era un uomo spiritoso, allegro e loquace, rimase piuttosto taciturno e come contrariato per i primi minuti, loro si sedettero entrambi sul divano e io su una poltrona alla loro sinistra, dopo aver portato il bambino nel soggiorno per tenerlo docchio. Avevo posato la sua cesta in mezzo tra loro e me, ai nostri piedi.
 In quegli anni si fumava anche in presenza dei bambini, e i Ruiz Kindeln fumavano. Non esageratamente, ma fumavano, come Toms e come me, io avevo ricominciato, dopo aver smesso per nove o dieci mesi. 
 Ruiz Kindeln prese una sigaretta dal suo astuccio di cuoio ma non l'accese, giocherell tenendola fra le mani, passandosela dalluna allaltra e addirittura infilandosela dietro lorecchio come un meccanico o un bottegaio di una volta.
  Berta, c una cosa di cui dobbiamo parlare,  mi disse improvvisamente, chiudendo i soliti convenevoli. Mise da parte lespressione contrariata e cerc di sorridere mostrando i suoi denti piccoli e quadrati come tasti in miniatura, facendo il simpatico come al solito, usando un tono leggero che non mi dest preoccupazione malgrado quelle parole di preambolo che non annunciavano nulla di buono, solo disgrazie e abbandoni e conflitti e cattive notizie. 
  Dimmi. Di che cosa si tratta?
  In realt le cose sarebbero due. Una  che siamo venuti a salutarti, con il pianto nel cuore. Ci trasferiscono, pensa. Dopo tanto tempo che siamo qui. E ingiusto. Uno si costruisce poco a poco la vita in un luogo, vi si adatta, e da un giorno allaltro deve andarsene e ricominciare altrove, dove non centriamo niente. Pu capitare in qualunque momento, come sai, nella nostra professione; era uneventualit che temevamo, ma finora eravamo riusciti a scamparla un anno dopo laltro. La fortuna  finita, e chiss quando potremo tornare, e potremo tornare. Almeno siamo riusciti a ottenere che ci mandino insieme nella nuova destinazione. Non potremmo separarci. E il pericolo cera. Lieve, ma cera.
  Miguel si prende cura di me e io di lui,  intervenne Mary Kate, ripetendo la frase che mi aveva detto il primo giorno. 
  Quanto mi rincresce, per voi e per me. E un grosso dispiacere Ed era vero che mi dispiaceva anche per me, tendiamo ad abituarci a chi ci sta vicino, alle figure che ci proteggono e ci facilitano la vita.
  Ancora non sapete dove vi mandano?
  Ci sono un paio di possibilit,  rispose Ruiz Kindeln.
  A volte la destinazione te la comunicano allultimo momento e ti organizzano un trasloco lampo. Pu essere in Italia, dove siamo gi stati, ma anche in Turchia. Questo non ci piacerebbe affatto. Laggi non sono cattolici, nemmeno cristiani, ce ne saranno quattro gatti. La lingua  diabolica, nel vero senso della parola, e non assomiglia a nessunaltra. Lontanamente allungherese, dicono, sai che consolazione. Perlomeno in Ungheria saremmo fra cristiani, anche se a quanto sembra ci sono ancora molti ebrei, sar gente che  riuscita a tornare . 
 Bench non ne parlassero mai direttamente, avevo gi notato da certe allusioni limportanza che attribuivano al credo religioso. La domenica andavano a messa, questo si, me lo avevano detto con naturalezza; e forse non solo di domenica. 
  Ad Ankara non saremmo neppure di grande utilit, solo che li c carenza di personale. In definitiva, decide chi comanda, e non  detto che lo faccia bene. In ogni caso il trasferimento  imminente.
  Davvero? Quanto imminente?  
 Avvertii una certa desolazione superficiale.
  Entro una settimana, crediamo. Dieci giorni al massimo. Ma a parte questo, cara Berta, dobbiamo salutarci perch probabilmente tu non vorrai pi vederci. Non dopo che ti avr parlato dellaltra questione . 
 Non lo disse in tono grave, continu a sorridere. Tir fuori laccendino Zippo nero che usava sempre. Andavano molto di moda perch erano stati in dotazione dei soldati americani nella guerra del Vietnam, finita un anno prima. Si diceva che se ne servissero per incendiare i villaggi, che fossero pi efficaci delle torce.
 A quel punto si che mi preoccupai un pochino. 
  Quale altra questione? Perch non dovrei volervi pi vedere?
 Allora lui mi chiese di nuovo di Toms:  Dimmi, sei sicura che a Londra tuo marito faccia quello che ti dice di fare? Anzi, sei sicura che sia a Londra? Che in questo preciso momento si trovi li?
  Be, io so solo quello che mi racconta lui. Vi ho gi detto che non  molto, lui non entra nei particolari che non mi riguardano, e poi io non faccio molta attenzione .
 Rimasi pensierosa per un attimo. 
  Di quello che ci raccontano non si ha mai la certezza, come si potrebbe averla? Comunque, anche se di solito  lui a chiamarmi, io ho due numeri di telefono suoi a Londra in caso di emergenza. Perch non dovrebbe essere dove dice? 
  A quei numeri di telefono risponde sempre lui?  si aggiunse allinterrogatorio Mary Kate. 
  Sono numeri di casa, di un appartamento, o del luogo di lavoro, di un ufficio, del Foreign Office?
 Cominciava a sembrarmi strana tanta insistenza, da parte di entrambi; ma non vedevo ancora nulla di anomalo nelle loro domande. Certo, erano curiosi e facevano troppe domande, in generale.
  Vedi,  le risposi,  io non li ho usati pi di una volta ciascuno, e non ha mai risposto lui; daltronde  logico: uno del lavoro, dove lui passa pi tempo che a casa, e laltro  di un residence con centralino, nella zona di Gloucester Road. L  dove abita, o per meglio dire dorme.
 Le due persone che mi hanno risposto mi hanno detto che avrebbero riferito, e difatti lui mi ha chiamata poco dopo. Non so se il numero del lavoro corrisponda al Foreign Office o ad altri uffici. Perch? Come mai tutte queste domande? 
  Ci  giunta notizia che non  li che lavora, e che invece  alle dipendenze dellMI6 .
 Data la mia espressione stupefatta, Ruiz Kindeln giudic opportuno spiegarmelo a scanso di equivoci, bench il mio stupore non si dovesse a ignoranza, sapevo che coserano lMI6 e lMI5, come chiunque abbia letto i romanzi o visto i film di James Bond. 
  I servizi segreti per lestero . 
 E siccome ero rimasta in silenzio (com normale nei casi di divertito stupore, quando uno sospetta che chi parla stia scherzando, o non sia del tutto serio), aggiunse, come se fossi idiota o pi giovane di quello che ero:  Spionaggio, in una parola.
 A quel punto feci una risatina, incredula. Trovavo buffo quel'inutile chiarimento. Quasi ingenuo.
  Lui non mi ha mai detto niente. Certo che le spie, quelli dei servizi segreti, non vanno a raccontarlo in giro,  scherzai.
 I Ruiz Kindeln continuavano a sorridere e avevano sempre quel tono gentile, anche se era comparsa unombra di involontaria durezza in quel concatenarsi di domande. 
  Ma, e se anche fosse? Lidea non mi piacerebbe, ma in fondo immagino che non sia difficile dal Foreign Office passare a questo, occasionalmente. Forse gli avranno chiesto di interrogare qualche straniero, di fare ogni tanto da interprete. Lui  molto bravo con le lingue, ne parla diverse, e quasi tutte alla perfezione. Non rinuncerebbero certo a lui se risultasse di utilit per lMI6.
  Non  affatto cos semplice. MI significa Military Intelligence, nel caso tu non lo sapessi, anche se di sicuro lo sai. E un corpo militare, non diplomatico, non civile. Fa parte delle forze armate,  al di sopra della polizia e di quasi tutte le autorit. I suoi agenti hanno una struttura gerarchica, dei gradi, e sono soggetti a una disciplina. Appartengono, insomma...  Storse la bocca e si corresse.  Sono ufficiali, fanno parte di un esercito invasore.
  Invasore? Invasore di cosa?
  DellIrlanda, ovvio. Del nostro paese,  si affrett a rispondere Mary Kate con il suo accento, e mentre lo diceva i suoi occhi si fissarono irritati su di me, o cos mi parve. Erano diventati ancora pi strabici, incutendomi di nuovo una paura momentanea e superficiale, una paura irrazionale finch durava, in genere pochi secondi. Ora mi dur un po di pi. Ci mise un po a farli tornare alla loro natura pi benevola, era come se quegli occhi, inchiodati su di me e contemporaneamente scentrati, mi stessero rimproverando con asprezza: Ma non ti rendi conto, stupida di una ragazza? Sei proprio cos ignorante, cos fuori dal mondo? Un esercito invasore del nostro paese.
 Distolsi lo sguardo e lo abbassai sul bambino, credo che cercai rifugio in lui. Il suo sguardo vagava dolcemente, non fissava ancora del tutto le persone e gli oggetti, zigzagava a casaccio e non riusciva a fermarsi, era il contrario di quello di Mary Kate. Da un po se ne stava tranquillo con gli occhi aperti, senza pi traccia di malessere. Gorgheggiava distratto ai nostri piedi.
 Mi chinai, gli accarezzai la guancia con un solo dito, eccolo
li il mio bambino cos nuovo, cos liscio e tondo, cos intatto. Sembrer assurdo, ma la sua vista mi rasserenava, come se vicino a lui nulla potesse succedermi e tutto il resto sfumasse; come se ci proteggessimo a vicenda, anche se lui, poverino, come poteva proteggere me.
 Il rumore dello Zippo mi fece alzare gli occhi. Ruiz Kindeln si era portato finalmente la sigaretta alle labbra, aveva aperto laccendino con un colpo di pollice e aveva azionato la rotella, ma non ne era uscita la fiamma. Lo agit con energia e ci riprov, ma inutilmente. Gli guardai le scarpe, erano sempre un po sporche, o almeno mai lucenti, probabilmente le trascurava, molti uomini hanno un rigetto invincibile della spazzola, dello straccio e del lucido da scarpe, per questo la tradizione dei lustrascarpe, pensai; quelle scarpe erano in contrasto con i suoi abiti di buona qualit e molto ben tenuti, a volte solo leggermente lisi in alcuni punti. Limpermeabile che ancora portava al braccio nel mese di giugno laveva gettato accanto a s sul divano, senza pensarci.
  Vedi, Berta cara,  disse, e subito dopo rise, senza motivo, come se volesse imprimere un tono scherzoso a quella conversazione.
  Ci  giunta notizia che un preciso soggetto dellMI6 sta facendo parecchi danni a Belfast, oppure stanno per mandarlo li o da qualche altra parte perch ne faccia, non sappiamo se sia in viaggio o gi a destinazione. 
 Il nome della capitale lo pronunci con laccento sullultima sillaba, come uno spagnolo non avrebbe fatto; uno spagnolo senza ascendenza anglosassone, voglio dire. Di nuovo quella formula Ci  giunta notizia; da chi giungevano queste notizie? E a chi alludeva con quella prima persona plurale? A lui e a Mary Kate o anche ad altri? A unorganizzazione, a un governo, a un intero paese?
  Non abbiamo certezza di chi sia n di quale identit abbia assunto, non ne conosciamo bene laspetto perch pu averlo alterato gi una volta
o due. Forse era biondo e adesso  bruno e per un periodo  stato rosso di capelli. Forse aveva una chioma abbondante e adesso si rapa quasi a zero. Forse ha la barba e prima non laveva, e nel frattempo si  fatto crescere due lunghe basette, di quelle che si congiungono con i baffi, baffi alla Crosby e basette alla Stills o alla Neil Young. A quei tempi si sentivano ancora gli echi di quel supergruppo musicale, Crosby, Stills, Nash & Young. Ma mi sorprese che un tipo come Ruiz Kindeln avesse familiarit con il rock.
  Non portava gli occhiali e magari adesso ne porta di grandi come i miei.
 Se li tocc, li avvicin agli occhi spingendoli col medio; ne approfitt per ravviarsi i capelli ricciuti. 
  E normale che nasconda il suo vero volto, o che ne mostri diversi per cercare di sembrare pi persone e depistare, seminare la confusione . Rise di nuovo, sembrava una risata spontanea, come se fosse tutto un gioco o un indovinello.
  Abbiamo il sospetto che sia un agente piuttosto nuovo, addestrato di recente, non ancora utilizzato, probabilmente destinato a missioni da talpa, da infiltrato, capisci? E che possa trattarsi di Thomas, insomma. Come se la cava Thomas con laccento irlandese? Credi che potrebbe farsi passare per uno di noi? Pare sia un prodigio nellimitare gli accenti, le parlate e le voci. La gente muore dalle risate a sentirlo, noi non abbiamo avuto questa fortuna, dicono sia fantastico .
 Rise per la terza volta come se assistesse a una di quelle esibizioni, poi prese limpermeabile e si mise a frugare nelle tasche con grande lentezza, era uno di quegli impermeabili con un mucchio di tasche, e intanto continuava a parlare in tono divertito, senza la minima drammaticit. 
  Attenzione, noi non diciamo che sia lui, non ne siamo sicuri,  molto difficile accertarsi di questo, ovvio: compito dei suoi  fare in modo di impedirlo. E non siamo neppure totalmente sicuri che sia lMI6 a servirsi di lui. In realt speriamo di no, ci auguriamo di no, preferiremmo che fosse tutto un equivoco. Sarebbe molto penoso se qualcuno che noi stimiamo cos tanto lavorasse contro lIrlanda, questo ci sconvolgerebbe. Il marito di una persona che adoriamo, per di pi. Pensa.
  Il padre di questa meraviglia, nientemeno. Di questo angelo del cielo, specific Mary Kate, era la sua espressione preferita per il beb; e si chin per far ballare i suoi braccialetti davanti al suo visino, lui era sempre molto colpito da quel suono, erano come un sonaglietto. 
  Per girano brutte voci, sai?  continu Ruiz Kindeln. Sono voci che di solito non sbagliano, non hanno sbagliato in altre occasioni, questa volta ci auguriamo di si .
 Teneva la sigaretta fra le labbra, lo Zippo in una mano, chiuso, mentre con laltra continuava a palpare limpermeabile con enorme calma, senza nessuna fretta e senza impegno, senza metterci attenzione, come se non avesse il minimo dubbio che loggetto cercato prima o poi sarebbe saltato fuori. 
  Converrebbe verificare, escludere questa possibilit. Prima lo facciamo, meglio , per noi e per voi. Per tutti, non credi? Penso che potresti farlo tu, Berta, che devi indagare e parlargli. E convincerlo ad astenersi, se risultassero vere quelle brutte voci, a te non mentirebbe, vero? Su una questione cos grave che riguarderebbe anche te, e il bambino, voi tre. Almeno in Irlanda. Che se ne astenga in Irlanda, o ci rimetteremmo tutti quanti e sarebbe molto peggio, non so se te ne rendi conto .
 E finalmente tir fuori da una tasca interna loggetto che cercava: una tanica di benzina in miniatura, sempre della marca Zippo, nera come laccendino, con un tappo di plastica rosso sormontato da una specie di beccuccio, che in una posizione lo teneva chiuso, e nellaltra lo apriva permettendo al combustibile di fuoriuscire, da un minuscolo orifizio, per ricaricare laccendino. Non era che la pietrina non funzionasse, che si fosse consumata, le due volte che Ruiz Kindeln aveva tentato di accendersi la sigaretta aveva fatto un rumore normale e aveva prodotto una scintilla, ma la fiamma no, quella fiamma piuttosto vistosa e inizialmente ballerina degli Zippo, che sembrava meno governabile di altre, forse per questo laria non la spegne tanto facilmente, a volte nemmeno una lieve raffica, forse per questo gli Zippo erano pi efficaci delle torce quando si trattava di dar fuoco a qualcosa, di appiccare un incendio. Laccendino era rimasto senza benzina e Kindeln era attrezzato per ricaricarlo, tutti in quegli anni sapevano come si faceva, tutti i fumatori: lo si estraeva dalla sua guaina metallica e si iniettava il petrolio, attraverso un forellino che si trovava sotto, nellovatta o nella gommapiuma o in quello che era, fino a impregnarla tutta, e cos laccendino era pronto per funzionare di nuovo.
  Sarebbe un bel dilemma, se non si lasciasse convincere,  aggiunse con un sorriso, simpatico e carino come sempre, e fu allora che mi resi conto che il beccuccio della tanichetta era sollevato e non abbassato come avrebbe dovuto, e che nellagitare subito il contenitore prima di usarlo, come se contenesse succo di frutta, Kindeln aveva fatto cadere alcune gocce di liquido infiammabile sulla cesta di Guillermo (o un sottile spruzzo), sul lenzuolino e sul pigiama. Sembrava tutto involontario, un momento di distrazione, la tanichetta era uscita gi mal chiusa dalla tasca, ed era accaduto cos in fretta, dalla comparsa del contenitore alla caduta del combustibile dove peggio non si poteva (fu un solo movimento del braccio, in realt), che non feci in tempo a evitare quellimprudenza. Il mio primo impulso fu togliere il bambino di li, prenderlo in braccio e portarlo nella stanza da bagno, spogliarlo, pulirlo, lavarlo, allontanarlo da quella coppia che in brevissimo tempo era passata dallispirarmi fiducia e un senso di protezione a riempirmi di terrore. Ma fu precisamente quel terrore a frenarmi, perch prima che potessi afferrare il bambino Ruiz Kindeln riapr laccendino col pollice, come se volesse riprovare a farne uscire una fiamma per la sua sigaretta, anche se non aveva ancora iniettato la benzina nella gommapiuma; e nemmeno allora abbass subito il beccuccio del tappo, come chiunque avrebbe fatto dopo quel piccolo incidente. Aveva ancora la sigaretta tra le labbra, la benzina in una mano e nellaltra laccendino aperto. Mi bloccai, capii quello che avevo preferito non capire e rimasi immobile sulla poltrona, temendo che qualunque cosa avessi fatto potesse essere peggiore, controproducente e peggiore, irrimediabile e peggiore. La pietrina funziona,  pensai a tutta velocit, e cominciai ad ansimare angosciata, oggi si direbbe andare in iperventilazione,  ed  possibile che questa volta la fiamma parta, se ci prova di nuovo. E se c una fiamma la pu dirigere verso la cesta di vimini, il lenzuolino e il pigiama, non ci metterebbero niente ad andare a fuoco. Oppure, se non
lo fa di proposito, potrebbe scivolargli di mano laccendino, con quella fiamma che non si spegne immediatamente.
 Rimasi immobile mio malgrado, avrei voluto correre via, fuggire con il mio bambino, ma non ne avevo il coraggio, mi costrinsi a star ferma. Lo implorai come se non avessi ancora capito niente e la situazione fosse del tutto normale. Cercai di non dimostrare come mi sentivo, gli parlai con calma e naturalezza, bench probabilmente mi tradissero il respiro accelerato e una vibrazione di panico nella voce. Finsi di no, ma in realt lo implorai:  Per favore, Miguel, chiudi il cappuccio, adesso sarebbe meglio che tu non accendessi. Hai spruzzato della benzina sulla cesta, non so come ti venga in mente di maneggiare quel coso proprio qui, sopra il bambino. E chiudi anche la tanica, come mai la portavi in giro aperta? Ti avr inzuppato limpermeabile. Puzzer terribilmente . Sentivo odore di benzina da dovero, Guillermo doveva sentirlo molto di pi, inalare quei vapori non doveva far bene ai suoi piccoli polmoni. Che cosa potevo fare? Mi venne in mente di strappargli dalle mani una delle due armi o tutte e due, con un gesto energico e veloce, qualunque cosa pu trasformarsi in arma, lingegno umano  atroce nella sua rapidit. Per le teneva ben strette, osservai, mi esponevo a un rischio enorme se avessi sbagliato.
 Non pu far nulla,  cercai di pensare, per scacciare la paura.  Se d fuoco a un bambino andr in prigione, non scapper, a meno che non dia fuoco anche a me. Ma per me che cosa cambierebbe se lui fosse in galera? Una cosa cos, una volta fatta, non si pu disfare.
 Lui inarc le sopracciglia come se niente fosse, come se non ci fosse nessun pericolo e lo stupisse la mia apprensione. Rise.
  Su, non fare lesagerata. Non succeder niente di male, tsk-tsk,  mi disse con i suoi soliti schiocchi di lingua per rafforzare la negazione. Abbass il beccuccio della tanica ma non chiuse laccendino.
 Una minaccia in meno, ringraziai mentalmente, ma poi mi resi conto che non era cos, che il combustibile era gi caduto, non occorreva che ne cadesse dellaltro. 
 Quanto ci metter a evaporare?, mi chiesi, non ne avevo la minima idea. Per fortuna il bambino non piangeva, non si lamentava, era sereno, con i pugnetti chiusi e alzati, gli occhi che vagavano sul soffitto senza una direzione, produceva i suoi piccoli suoni gutturali, qualche gorgheggio ogni tanto. Malgrado lodore penetrante, che forse poteva dargli il capogiro.
 Gettai uno sguardo a Mary Kate in cerca di aiuto, di sostegno, forse di solidariet femminile, e lei non mi tranquillizz minimamente. Guardava il marito, alla sua sinistra, con fissa determinazione, come in attesa di quello che avrebbe fatto o di quello che doveva fare o che avevano concordato di fare. E il suo conseguente strabismo mi parve avere ora un che di fanatico, di invasato, come se i suoi occhi di uno spettacolare azzurro si fossero spogliati non solo dellingenuit disarmata che sembravano esprimere quando erano in movimento, ma anche di ogni piet, e attendessero lesatto opposto di quello che attendevo io, ossia lirrimediabile e il peggio. I figli che non aveva mai avuto erano per lei come un paio di sciocche anatre in un laghetto, ricordai. E per lui bestiacce immonde, ricordai anche.
  Niente di male, Berta cara, sicuro,  ripet Mary Kate quasi senza staccare gli occhi da Kindeln, solo lindispensabile per captare il mio sguardo di supplica mal dissimulata.
  Niente di male, dato che dipende da te e che tu sei la migliore delle madri. Posso ben dirlo,  aggiunse. 
 Osservai il suo busto prominente e massiccio, non so perch: semplicemente per non vedere quel suo strabismo spaventoso, o per convincermi che una donna con un seno cos accogliente non avrebbe potuto fare del male a nessuno, tantomeno a un neonato. O come se cos facendo cercassi di appellarmi allistinto materno che forse lei non aveva mai conosciuto. Mi sentivo sempre pi stordita e per di pi nessuna considerazione ottimistica veniva in mio soccorso: ero profondamente convinta che quella donna fosse capace di fare del male a chiunque, in nome della sua causa, intuivo qual era, o del suo paese. Troppa gente si erige a interprete delle necessit del proprio paese, in tutto il mondo, e alla lunga finisce per impadronirsene con la sua veemenza contagiosa.
  Ma certo,  risposi, e mi sentii come chi d ragione a un pazzo per placarlo, solo che i pazzi si accorgono sempre di questo stratagemma e non ne sono contenti, anzi, questo li irrita ed eccita ancora di pi la loro collera, ma non sapevo che cosaltro dire, quale tono usare.
  Si, certo,  insistei,  parler con Toms al pi presto, glielo domander, lo convincer, non preoccupatevi. Se c qualcosa di vero in queste voci; forse no, forse sono false voci, forse si  trattato di una confusione e lui non  lui .
 Questultima frase non aveva senso, ma mi avrebbero capita, sperai. La paura prolungata porta a pensare e a parlare come in una nebbia.
  Gi. E se nega?  disse Mary Kate.
  Se nega sar perch non  vero.
  Come potresti saperlo? Lui potrebbe negare anche se fosse vero. Se lavora per lMI6 lo avranno addestrato a negare anche linnegabile,  cos che funziona. Potr essere ovunque e proprio da li ti giurer che non  li .
 La mia mente non era in grado di seguire quei discorsi. Era interamente occupata dal mio bambino indifeso e dallaccendino aperto, bastava un movimento del pollice di Ruiz Kindeln perch ne scaturisse una fiamma, e lattimo dopo poteva essere catastrofico, per accidente o per intenzione. La consapevolezza che non era in mio potere proteggere Guillermo, salvarlo, mi produceva unangoscia intollerabile. Vedevo solo quel dito, il mio respiro era sempre pi rapido, rivelava la mia paura, e in effetti sarei stata disposta a qualsiasi cosa, quella coppia poteva ordinarmi latto pi umiliante, indecente o abietto e io avrei obbedito. Avrei certamente tradito il mio paese, del quale non avevo grande stima, era difficile averne dopo quarantanni di dittatura; oppure i miei genitori, o Toms, non avrei esitato un istante pur di allontanare il fuoco dal mio bambino. Mi trattenevo dallimmaginarlo tra le fiamme, perch se per un attimo lo avessi fatto avrei perso conoscenza e non avrei potuto neppure vigilare.
 Ruiz Kindeln continuava a sorridere con la sua solita leggerezza, gli sfugg perfino una risata, come se avesse trovato molto buffa lultima frase di Mary Kate.
  Come sar venuto in mente a Thomas di finirci dentro?  disse, quasi gli interessasse o lo divertisse ragionarci su; non in tono interrogativo, ma dandolo per scontato, per sicuro.
  Se ha passato la maggior parte della vita qui, non pu essere un gran patriota inglese. E un mestiere da cui si esce sempre male, cara Berta, se mai si riesce a venirne fuori. Io ne ho conosciuti un paio e ne ho studiati parecchi, ed  normale che ne escano squilibrati o morti. E quelli che non vengono giustiziati e non impazziscono del tutto, finiscono per non sapere pi chi sono. Perdono quella che era la loro vita o se la ritrovano spezzata in due, e quelle due parti sono inconciliabili, si respingono. Perdono la loro identit e perfino il ricordo di chi erano prima. Alcuni cercano di tornare alla normalit, anni dopo, e non ne sono capaci, non sanno pi adattarsi alla vita civile, chiamiamola cos; alla vita passiva, tranquilla, senza continue tensioni, a un prepensionamento forzato. Non importa let. Quando non servono pi o sono bruciati, vengono ritirati senza complimenti; li mandano a casa o a vegetare in qualche ufficio, ce ne sono che non hanno ancora trentanni e languiscono con la consapevolezza che il loro tempo  finito. Come i calciatori. Rimpiangono i giorni dellazione, della vilt, dellinganno e della frode. Rimangono ancorati al loro passato pi torbido, e a volte sono oppressi dal rimorso: quando si fermano si rendono conto che quello che hanno fatto era un lavoro sporco, e che  servito a poco o niente. Che non erano indispensabili, nel migliore dei casi. Che chiunque avrebbe potuto farlo al posto loro e non sarebbe cambiato nulla. Che tutti gli affanni e i rischi corsi erano irrilevanti, quasi inutili, una sola persona non pu mai essere decisiva, e neppure cambia nulla di essenziale. E scoprono che nessuno li ringrazia per i loro sforzi e il loro talento, per la loro astuzia e la loro pazienza, in quel mestiere non esiste la gratitudine, e neppure lammirazione. Quello che per loro  stato importante non lo  per nessun altro. Che dico? Quello che per loro  stato cruciale. Come ha potuto Thomas essere cos stupido da finirci dentro? E cos imprudente. Di li si esce solo male, come ti ho detto. Molto male .
 Non ascoltavo troppo quello che diceva, ma riuscii a pensare: Finch continua a fare i suoi discorsi andr tutto bene. Sar distratto e si scorder della sigaretta, non prover ad accenderla.
 E subito dopo mi dissi: E lui che cos? E loro che cosa sono? Forse si riferisce a se stesso raccontandomi tutto questo, perch sa che cosa lo attende, i suoi compiti devono essere simili a quelli che attribuisce a Toms, altrimenti non mi darebbe questi avvertimenti, non cercherebbe di obbligarmi a distoglierlo dai suoi. Io non credo che siano questi i compiti di Toms, probabilmente c un errore, lo confondono con qualcun altro. Ma quanto poco ne so, in realt.
  E per di pi sta mettendo in pericolo voi. Che cosa credi, cara Berta? Che quelli contro cui lavora non faranno di tutto per impedirglielo? Che non lo neutralizzeranno con tutti i mezzi a loro disposizione? O che non si vendicheranno?  
 Qui sta parlando di se stesso,  pensai,  di lui e di Mary Kate, loro formano una squadra, non sono solo marito e moglie, per lo dice come se ad avere lincarico di fermarlo o di vendicarsi fossero altri e non loro. Ha la sfacciataggine di parlarmi cos dopo aver gettato della benzina sulla cesta di mio figlio, lo fa tenendo in mano uno Zippo aperto, un accendino scarico, ma nel quale basta che sia rimasta una goccia di benzina per fare una fiammata in un istante, un contenitore pu sembrare asciutto e non esserlo, lho visto al cinema con le borracce, sono vuote e poi basta scuoterle per vederne cadere lentamente una goccia come di sudore... 
 Guillermo cominci a tossire, non resistetti pi.
  Far quello che vuoi, Miguel. Per favore, chiudi quellaccendino e lasciami portare il bambino di l, lascia che lo lavi e lo cambi, soffocher con questo odore, guarda che tosse. Se lo sento io, figurati lui. Ed  cos piccolo, tutto  cos piccolo in lui. Lasciami, per favore.
 Meglio parlare dellodore e non del fuoco, meglio non mettergli in testa strane idee, pensai stupidamente, era chiaro fin dallinizio qual era lidea dietro quel finto incidente, volevano farmi paura, piegarmi a qualunque richiesta, obbligarmi a promettere quello che non ero nelle condizioni di promettere, che non dipendeva da me. Mi chinai e tesi le braccia, decisa a prendere Guillermo e a portarlo via di li, che lui me
lo permettesse o no. Ma lui non me lo permise, perch fu allora, vedendo il gesto determinato che non arrivai a portare a termine, che il suo pollice si mosse sulla rotella dello Zippo per accenderlo, la sigaretta sempre tra le labbra. La fiamma non usc neppure quella volta. Per non feci in tempo a tirare un sospiro di sollievo  avevo trattenuto il fiato una frazione di secondo, o il mio cuore aveva saltato un battito  perch Kindeln chiuse laccendino e poi subito lo riapr per minacciarmi di nuovo. Io mi ero fermata a met del movimento, le mie braccia rimasero protese, paralizzate a mezzaria, come se non riuscissero a raggiungere il bambino, quasi che a separarle da lui ci fosse una barriera invisibile, delle inferriate, in vetro, la forza pi grande che possa esistere, quella del terrore.
 Kindeln mi guard sorridendo come sempre, fece uno dei suoi risolini, si trovava buffo da solo.
  Che fifona,  mi disse con benevolenza.  Ti ho gi detto che non succeder niente di male. Vedi?
 E torn ad azionare la rotella col pollice e allora, forse con sua sorpresa, ne scatur davvero una fiamma minuscola ; vacillante che non sarebbe durata, proprio come temevo sarebbe potuto succedere.
 Feci quello che ogni madre avrebbe fatto, immagino, soffiai forte, distinto, e la spensi. E poi presi in braccio il bambino, non aspettai oltre. Per un attimo avevo visto una debole fiammella e questo mi bastava. Ero sicura che Ruiz Kindeln aveva portato a termine la seduta, e anche Mary Kate. Ero sicura che per quel giorno il pericolo era passato, ma sapevo che poteva tornare, che quello era stato il pericolo inaugurale. Lui chiuse laccendino con il ben noto scatto e lo rimise in una tasca della giacca. 
 Si, per oggi posso riposare,  pensai,  ma dora in poi non potr riposare mai pi, perch questi sono capaci di tornare. O forse  stato solo uno scherzo pesante e domani lo vedr cos. 
  incredibile con quanta facilit allontaniamo da noi il pensiero che pi ci preoccupa e ci angoscia, quello che pu impedirci di vivere normalmente; in guerra, fra un bombardamento e laltro, la gente approfitta della parentesi per fare come se niente fosse ed esce a passeggio e si riunisce nei caff, probabilmente io avevo bisogno di credere che non fosse successo quello che stava succedendo, i Ruiz Kindeln non erano ancora spariti alla mia vista, mi chiedevo chi fossero in realt, allimprovviso mi parve impossibile che dei funzionari di ambasciata facessero una cosa simile; anche se avevano provveduto affinch tutto sembrasse fortuito, io sapevo che non era cos, ma come avrei potuto dimostrarlo? Non potevo denunciarli n elevare delle rimostranze ai loro superiori, potevo solo parlarne con Toms, raccontarlo a lui e chiedergli che cosa cera di vero in quello che mi avevano detto, ammesso che qualcosa di vero ci fosse. Continuavo ad ansimare anche se mi sapevo in salvo, non si ferma di colpo un respiro affannoso, n si interrompe di netto lorrore.
 Poi Kindeln fece la stessa cosa con la piccola tanica di benzina, la rimise ben chiusa in una tasca, le due armi erano scomparse. Prese limpermeabile sgualcito, se lo gett sul braccio come quando era arrivato, si alz in piedi quasi con un salto  sempre agile nei movimenti, in contraddizione con la sua obesit  e sua moglie lo imit. Le era sbavato un po il rossetto, era fuoriuscito dal contorno delle labbra, se ne accorse allora, apr la borsetta, tir fuori uno specchietto e un kleenex, si pul con attenzione (si guard anche i denti, caso mai fossero macchiati di rosso) come se non fosse successo niente. Eppure gli occhi le scivolavano via dallo specchio inquieti, continuavano a spostarsi qua e l per tutto il soggiorno, evitando per di posarsi su Guilllermo, come se langelo del cielo avesse smesso di esistere.
 Io lo abbracciavo con tutte le mie forze, coprendogli la testa con una mano per proteggergliela, tenendolo il pi possibile lontano da quei due. Stringendolo contro di me sentivo ancora di pi lodore di benzina, poverino, temevo per i suoi polmoni, anche se la tosse gli era passata quando lo avevo tirato su, quando lo avevo tolto dalla cesta, dovevo chiamare subito il pediatra, non si sa mai, il dottor Castilla o il dottor Arranz. Era chiaro che i Kindeln si stavano congedando, se ne andavano, magari se ne fossero andati davvero in Turchia o nella Mongolia Esterna, una volta compiuto il loro mandato, la loro ripugnante missione. Si avviarono con calma verso luscita, io non li accompagnai, pi distanza cera fra loro e me, meglio era. Aspettai che fossero fuori e allora mi precipitai per chiudere a chiave, mossa da pura superstizione. Prima di tirare il pomo della porta dal pianerottolo, il grassone sorrise e fece ancora una volta il suo risolino:  Lo vedi, cara Berta, che avevamo ragione noi? Te lo avevo detto. Che da oggi in poi tu non vorrai pi vederci. 
 
 PARTE QUARTA 
 Quello stesso pomeriggio, non appena se ne fu andato il dottor Castilla (rapido nel venire e gentilissimo, e mi tranquillizz con il suo abituale borbottio), chiamai Toms ai suoi due numeri di telefono, senza trovarlo. Il centralino del residence si limitava a mettermi in comunicazione con il suo appartamento, dove non rispondeva nessuno. Tornai a comporre il numero e pregai la telefonista di lasciare detto a Mr Nevinson che sua moglie lo cercava con urgenza da Madrid. 
 Al numero del lavoro mi pregavano di attendere, mi passavano un interno dove il telefono suonava a lungo, inutilmente, e poi la comunicazione si interrompeva. Allora mi resi conto di quanto ero isolata da lui. 
 Non sapevo nemmeno chi fossero i suoi colleghi o collaboratori pi stretti. Con uno sforzo di memoria, mi ricordai che in un paio doccasioni aveva accennato a un certo Mr Reresby, e una volta a Mr Dundas (in realt aveva detto Dunds, ma in inglese non ci sono accenti) e unaltra volta a Mr Ure, cognome che non avevo idea di
come si scrivesse (lo aveva pronunciato Iuah, qualcosa del genere) e lui con mio stupore me ne aveva scandito le lettere.  scozzese, mi aveva chiarito riferendosi a quel nome, non alluomo, e aveva precisato la stessa cosa riguardo a Dunds. Quindi rifeci il numero ancora una volta e chiesi di Mr Reresby, ma non cera nessuno che si chiamasse cos; provai a informarmi di Mr Dundas e ricevetti identica risposta.
  Posso parlare allora con Mr Ure, per favore,  insistetti, e cercai di pronunciarlo come aveva fatto Toms (il mio inglese era abbastanza accettabile, ma nulla a che vedere con il suo, naturalmente).
 Mi sentii ridicola a dire Iuah e a compitarlo per assicurarmi che venisse intesa quella che per me era unesclamazione, tanto pi che non serv a nulla, non cera nessun Ure che lavorasse l. La disperazione apre degli squarci nella mente, di colpo mi parve di aver sentito sulle labbra di Toms il nome Montgomery, chiesi di Mr Montgomery, anche se poteva benissimo essere un nome di battesimo, negli Stati Uniti, almeno, per non stavo parlando con gli Stati Uniti. La persona allaltro capo della linea si spazient con educazione:  Nessun Mr Montgomery, signora.  sicura di aver chiamato nel luogo indicato, signora?
   il Foreign Office, vero?  risposi.  E Mr Nevinson lavora presso di voi, non  cos?  
 Dopo la prima domanda ci fu un sorprendente silenzio, come se non fosse previsto o ben visto soddisfare quella curiosit; ed  vero che quando rispondevano al telefono non dicevano mai il nome dellente, aprivano la comunicazione con un semplice Hello?, come in una casa privata.
  S, Mr Nevinson fa parte del nostro personale, le passo il suo interno. 
  No, lhanno gi fatto prima e non risponde,  lo bloccai.
 Allora mi venne in mente di tentare con un altro nome, quello del presunto amico dei Ruiz Kindeln, Reggie Gathorne, e con quello ebbi pi fortuna, ma non abbastanza. 
  Mi dispiace, Mr Gathorne  fuori da una settimana, non sappiamo quando rientrer . 
 Su una cosa la coppia non aveva mentito, e se l lavorava un Reggie Gathorne quello doveva essere il Foreign Office o un servizio dipendente da quel ministero. Pregai di avvertire Mr Nevinson che avevo urgente bisogno di parlargli.
   successo un fatto molto grave. Sono Mrs Nevinson, la moglie, aggiunsi, per investirmi di una vaga autorit (non che sia tenuta in gran conto lautorit coniugale). 
  Devo avvertirla che anche lui  assente da diversi giorni, signora,  mi disse lindividuo che mi rispondeva,  non sappiamo quando rientrer; dubito di potergli trasmettere il suo messaggio in breve tempo. 
  E non sa dove posso trovarloDove sia?
  Mi dispiace, signora, io non dispongo di questo genere di informazioni.
 Rimasi a lungo a fissare il telefono riagganciato con un senso dimpotenza. Ogni tanto riprovavo allaltro numero, sempre invano, sempre senza successo. Per dire assente quel telefonista aveva detto away, il che, a ben vedere, suonava pi come via, come fuori citt.
 Se Toms non era a Londra non avevo modo di rintracciarlo, e avevo davvero bisogno di parlare con lui, di raccontargli quello che era successo, di chiedergli che cosa diavolo faceva e in quali guai ci aveva messi, qual era veramente il suo lavoro, se avevano ragione quei Kindeln che speravo di non dover incontrare mai pi, n ai Giardini di Sabatini n altrove. Avevo bisogno che lui intervenisse, una cosa simile non doveva succedere mai pi.
 Stavo ancora guardando il telefono quando suon, una mezzora dopo i miei tentativi falliti. Mi ci gettai sopra. Lavranno avvertito, sar Toms. 
 Ma una voce inglese chiese nella sua lingua di Mrs Nevinson, vale a dire di me.
  Sono Ted Reresby,  si present.
 Dal primo momento il suo tono suon disinvolto e sicuro, niente a
che vedere con la rigidezza dellimpiegato con cui avevo parlato prima.
  Mi scusi se la disturbo, ma pare che lei abbia cercato suo marito poco fa, e che poi abbia chiesto di me e di altre persone. Limpiegato che le ha risposto si  sbagliato per quanto mi riguarda, le ha detto che non esistevo.  evidente che fino a poco fa ignorava la mia esistenza; adesso non la dimenticher pi. Non gliene faccia una colpa,  nuovo e non conosce ancora tutti qui .
 Qui, diceva. Avrei voluto chiedergli se qui era il Foreign Office, per fugare i miei dubbi almeno su questo, ma il fiume di parole con cui mi aveva investita non me lo consentiva, e poi mettevo tutta la mia concentrazione nel capirlo, aveva un modo di parlare strascicato e insieme cantilenante, non era facile seguirlo per chi come me era abituato a sentire solo diplomatici in occasioni formali o sociali, e per di pi al telefono: non poter vedere la bocca che parla aumenta la difficolt. 
  Tom non  a Londra,  continu senza permettermi di interloquire,  si trova con una delegazione nei pressi di Berlino e non rientrer prima di diversi giorni. Spero che la cosa non si prolunghi, che non sorgano complicazioni tali da ritardare il ritorno, ma questo non lo possiamo prevedere. Mi hanno detto che aveva urgenza di parlargli e perci lho chiamata, Mrs Nevinson, nel caso potessi esserle daiuto, visto che al momento non c modo di comunicare con Tom.
  Non c modo di comunicare?  intervenni finalmente.  Com possibileLei non lo pu avvisare?
  No, signora, temo non sia possibile.  proibito alla delegazione avere contatti con lesterno per tutta la durata dei negoziati, delle riunioni. A volte succede. Sono condizioni un po assurde, estreme. Aggiungo, a nostra discolpa, che di solito  la controparte a imporle. Qui non siamo tanto suscettibili.
  Mi sta dicendo che la delegazione  isolata e che non potete contattarla per giorni?
  Non esattamente. Possiamo contattare il capo della delegazione, e lui pu contattare noi, ma nessuno dei membri  autorizzato a comunicare direttamente con lesterno. Potremmo trasmettere il suo problema, il suo messaggio, al capo della delegazione, e lui a sua volta a Tom, il che sarebbe controproducente e forse preoccupante per lui, dato che potrebbe fare ben poco finch rimarr l, purtroppo. Ma mi dica, per favore. Se si tratta di una questione davvero grave o urgente, cercheremo di fare qualcosa da qui. Ha gi parlato con lambasciata a Madrid?
 Non aveva senso raccontare quello che era successo a uno sconosciuto, per telefono e nel mio inglese limitato. Non sapevo neppure chi fosse quel Ted Reresby, avevo sentito il suo cognome un paio di volte in bocca a Toms, ma non ricordavo che mi avesse detto nulla di lui o io non avevo fatto particolare attenzione. Non sapevo se fossero amici o semplici colleghi, o se luno fosse il superiore dellaltro. Forse lo avevo sentito nominare solo in una conversazione con unaltra persona.
  No,  risposi.  Non ancora.  una cosa che prima devo raccontare a Tom.
  Le suggerisco di parlarne con lambasciata, Mrs Nevinson. Sar pi facile aiutarla da Madrid, se le occorre aiuto. Vuole che me ne occupi ioPosso chiamare da qui . 
 Rimasi in silenzio qualche secondo, stupita da tanta sollecitudine.
  Per favore, mi dica, sta beneAvete un figlio piccolo, veroIl bambino sta bene?
 In realt s, io stavo bene e Guillermo anche. Non avevamo bisogno di aiuto immediato, non si trattava di questo, quella mattina s ma ora non pi. Quella mattina avrei avuto un gran bisogno daiuto, ero stata a un pelo dal veder bruciare mio figlio, E ogni azione  un passo verso il fuoco, avevo sentito recitare a Toms ogni tanto, da un poema che sapeva a memoria, era un verso che mormorava fra s in inglese. Forse tutto poteva aspettare, avrebbe dovuto aspettare. Non era il caso di parlarne adesso a quel Reresby, del sinuoso avvicinamento dei Kindeln, del loro accendino e della loro benzina Zippo, delle loro accuse e dei loro sospetti su Toms. Se Toms si trovava nei pressi di Berlino, allora non era in Irlanda n in Irlanda del Nord, non poteva lavorare contro di loro. Ammesso e non concesso che quelluomo mi stesse dicendo la verit. 
  S, stiamo bene adesso, non si tratta di questo.
  AdessoPrima no?  
 Rimasi in silenzio, mi infastidiva che si fissasse su ogni mia parola. Quindi Reresby cambi discorso:  Mi permette una domanda, anzi, dueSe non sono indiscreto. Si tratta di una questione personale o riguarda il lavoro di TomIl motivo dellurgenza, intendo .
 Quella domanda mi suon strana, da parte di un perfetto sconosciuto, inglese per di pi, a quei tempi la gente era pi riservata. La mia urgenza poteva dipendere da un capriccio qualunque, da un po di malinconia, una crisi di gelosia a distanza, unincertezza, il desiderio di sentire la sua voce.
  Non vedo che importanza abbia, Mr Reresby,  risposi, un modo educato per fargli capire che la cosa non lo riguardava. 
  Se non posso parlare con lui, non posso parlare con lui. Lo far al suo ritorno. Quando non sar in isolamento. Quando non gli sar proibito sapere di sua moglie, di suo figlio. Trovo strano che non mi abbia avvertita della possibilit di questa situazione. E per giorni, oltretutto.
  Ha ragione, ha ragione,  si scus, ignorando le mie ultime osservazioni, quasi dei rimproveri.
  Glielo chiedevo solo perch, nel secondo caso, forse avrei potuto darle assistenza.
 Non insistetti.
  E laltra domanda?  
 Ero stanca di tendere lorecchio per capirlo. Cominciavo a spazientirmi, e a pensare che forse i Kindeln avevano ragione. Che Toms non lavorava per il Foreign Office e che non stavo parlando con un funzionario del ministero, ma con un uomo dellMI6.
  Oh, niente. Curiosit. Secondo il centralinista lei ha chiesto di me e poi di Mr Dundas, Mr Ure, Mr Montgomery e Mr Gathorne. Posso chiederle da dove ha tirato fuori questi nomi?  Pura curiosit. Mr Gathorne e io esistiamo, ma gli altri no. Non qui, certo. In qualche altro angolo del Regno immagino di s .
 Quella voleva essere una battuta, ma io non ero disposta a ridere, nemmeno per cortesia.
  Non saprei,  risposi.  Sono cognomi che mi  parso di sentir pronunciare a mio marito qualche volta. Il centralinista non sapeva o non voleva indicarmi come rintracciarlo, e cos ho pensato che qualcun altro potesse informarmi, come infatti  avvenuto. Mr Reresby, mi dica, sto parlando con il Foreign Office?
  Ma certo, naturalmente,  disse Reresby. Of course, naturally, furono le sue parole. 
  Mi scusi se non lho specificato quando mi sono presentato. Ho dato per scontato che lo sapesse. Dove pensava di chiamare, se no, quando ha chiamato?
  Certo, certo. Bene, la ringrazio molto per avermi cercata, Mr Reresby.  stato molto gentile. Almeno adesso so dov Tom e che devo aspettare qualche giorno.
  Forse di pi, Mrs Nevinson, forse di pi.
  Gi. E comunque lo avvisi che ho bisogno di parlargli quanto prima. Glielo dica se ne ha lopportunit, per favore.
 E con questo misi fine alla chiacchierata. 
 S, dovevo aspettare. Dovevo aspettare che tornasse da quel riservatissimo negoziato a Berlino. Fu allora che mi resi conto che Reresby aveva detto nei pressi di Berlino, non a Berlino. Forse ero male informata, ma mi venne in mente che nei pressi, vale a dire, fuori da Berlino Ovest, cera solo il territorio della Germania socialista, la Germania Est, la Ddr. Infatti mi pareva che in quella citt si arrivasse soltanto in aereo, o forse cera anche una strada-corridoio, lungo la quale le auto non potevano fermarsi e dalla quale non potevano uscire. Comera possibile, allora, che Toms fosse nei pressi di BerlinoCome gli altri paesi oltre la cos ddetta Cortina di ferro, la Repubblica democratica tedesca era un territorio ermetico, che aveva pochissimi contatti con lOccidente. Ma chi ero io per sapere se non cerano contatti a livello diplomatico o governativoO di altra indole,  pensai.  Sottobanco. Di altra indole pi segreta ancora.
 Mi sembrava stranissimo che Toms non mi avesse avvertito della sua partenza, e del fatto che sarebbe stato irrintracciabile.
 La mattina dopo telefonai allambasciata dIrlanda a Madrid e chiesi di don Miguel Ruiz Kindeln. Correvo il rischio che me lo passassero, e lultima cosa che volevo era sentire di nuovo quella sua voce scherzosa, ora divenuta odiosa nel ricordo, ma facevo sempre in tempo a riattaccare senza dire una parola. E a dare un nome falso se mi avessero chiesto: Chi lo desidera?
 Non ce ne fu bisogno, perch una voce di donna che parlava spagnolo con un lieve accento anglosassone mi rispose che l non cera nessuno che si chiamasse cos. Le chiesi se non ci fosse stato fino a poco tempo prima, sapevo che stavano per trasferirlo, forse per questo non figurava pi fra i funzionari in servizio.
  No, qui non c mai stato nessuno con quel nome, signorina. E nemmeno con un nome vagamente simile . 
 La mia voce e il mio tono dovevano suonare giovanili. Chiesi allora di Mary Kate ORiada, pronunciando il cognome nei due modi, alla spagnola e OReidy, per sicurezza.
  Nemmeno,  fu la risposta.  Chi le ha detto che queste persone lavorano in questa ambasciata?
  Loro stesse, veramente,  risposi con un candore dettato dallo sconcerto.
  Allora temo che le abbiano mentito, signorina. Non c mai stato in questa ambasciata nessun ORiada, e neppure nessun Ruiz Kindeln. Come il generale Kindeln, veroSar gente che ha voluto rendersi interessante con lei. 
 Chiamai allora Jack Nevinson, mio suocero. N a lui n a sua moglie, Mercedes, e nemmeno ai miei genitori raccontavo mai delle mie amicizie n di quello che mi succedeva: abitudine rimastami dalladolescenza, dalladolescenza della mia generazione, portata a tacere, gelosa del suo mondo. Non avevo detto nulla a mio suocero dei miei rapporti con i due coniugi, ma adesso gli chiesi se avesse mai sentito parlare di quei due, se avesse idea di chi fossero.
  Mai sentiti,  mi disse.  Perch?
  Niente. Li ho conosciuti e sono curiosa .
 Il primo a sapere dellaccaduto doveva essere Toms. Non volevo allarmare nessuno inutilmente e non intendevo far sorgere dubbi: per tutti, a quanto ne sapevo, il lavoro di Toms era quello che lui aveva detto, nientaltro.
 E osai addirittura disturbare Walter Starkie, adesso s, nonostante la sua et avanzata. Lui conosceva tutti nellambiente diplomatico e in molti altri ambienti, li aveva conosciuti tutti per decenni e in pi possedeva una memoria straordinaria. Ma la sua risposta fu la stessa:
  Non ho mai sentito questi nomi prima dora, cara Berta . 
 E non mi chiese neppure perch.
 Com facile essere alloscuro, forse  il nostro stato naturale, pensai nei giorni e nelle settimane che seguirono, mentre aspettavo paziente che Toms desse segni di vita, o comparisse a Madrid senza preavviso. Ogni volta che sentivo dei passi sulle scale o lascensore che si fermava al piano avevo lingiustificata speranza che fosse lui, che avesse preferito non parlare al telefono ma venire subito a casa per vedermi, per vedere me e il bambino, al ritorno dalla sua missione, magari informato delle mie ansie da Reresby e direttamente da Berlino. Di quello che non ci raccontano non sappiamo nulla, di quello che ci raccontano nemmeno, nemmeno di quello. Noi abbiamo la tendenza a credere, a pensare che la gente dica la verit, senza far troppo caso e senza diffidare; la vita non sarebbe vivibile se non facessimo cos, se mettessimo in dubbio le affermazioni pi insignificanti, perch mai qualcuno dovrebbe mentirci riguardo al suo nome, al suo lavoro, alle sue origini, ai suoi gusti e alle sue abitudini, a quella massa di informazioni che tutti ci scambiamo disinteressatamente, spesso senza che nessuno ci chieda nulla, senza che nessuno mostri il minimo interesse nel sapere chi siamo, che cosa facciamo, come ci va la vita, quasi tutti raccontiamo pi di quanto dovremmo o, peggio, imponiamo agli altri informazioni e storie che a loro non interessano affatto e diamo per scontata una curiosit che non esiste, perch mai qualcuno dovrebbe essere curioso di sapere qualcosa di me, di te, di lui, pochi sentirebbero la nostra mancanza se sparissimo da un giorno allaltro e pochissimi si porrebbero il problema.
 Gi, non so che cosa ne  stato di quella signora, direbbero. Aveva un bambino piccolo, abitava nel palazzo, il marito in certi periodi cera, in altri non cera, era lei che stava qui. Si sar trasferita, non so se da sola o col marito, non mi stupirebbe se si fossero separati, era un po solitaria, sempre per conto suo, si vedeva che era pi contenta quando veniva lui. In ogni caso il bambino sar andato con lei,  cos che succede di solito.
 S, crediamo a quello che ci raccontano,  normale, eppure Toms pu non fare il lavoro che mi ha detto di fare e pu non essere dove mi ha detto di essere, e non esistono quei nomi che ricordavo per averli sentiti dire a lui, non so neppure quando, non esistono Dundas n Ure n Montgomery al Foreign Office, mentre Reresby s, esiste, anche se chiss se  vero quello che mi ha detto, se Toms  in Germania Ovest o in Germania Est o in nessuna delle due, se si trova a Belfast o da qualche altra parte; i Ruiz Kindeln allambasciata dIrlanda non si sono mai visti, quindi non verranno trasferiti ad Ankara n a Roma n a Torino,  tutta uninvenzione e pu darsi che non si chiamino nemmeno ORiada o OReidy, n Ruiz Kindeln, n Miguel n Mary Kate, avranno scelto quei nomi per la fama e la sonorit, per il musicista che non conoscevo e per quel generale franchista aviatore.
 Lei probabilmente era davvero irlandese o nordirlandese, forse membro dellIra, strano che parlasse cos bene lo spagnolo, anche se quellorganizzazione doveva avere dei collaboratori e degli appoggi in molti paesi, di sicuro in quelli pi fanaticamente cattolici, e il mio lo era ancora. Ma luiForse apparteneva o simpatizzava con lEta, le due bande erano in contatto e si prestavano reciproco aiuto, questo era noto, un membro dellEta che a sua volta parlava un perfetto inglese, dovevano essere in pochi  ammesso che ce ne fossero  , forse era davvero bilingue, mezzo basco e mezzo irlandese. Forse era un prete, la Chiesa cattolica aveva un ruolo importante nella creazione, nella protezione, nella crescita e nellimpunit di quei gruppi terroristici, un uomo istruito, che sapeva molte cose. O forse era mezzo americano, lIra riceveva molto denaro dagli Stati Uniti.
 Com facile non sapere niente, com facile muoversi a tentoni, com facile essere ingannati e ancora di pi mentire, non richiede alcun talento ed  alla portata di tutti,  strano che i bugiardi si credano tanto astuti, quando non occorre nessuna abilit. Tutto quello che ci viene detto pu essere e non essere, il fatto pi decisivo come quello pi irrilevante, il pi innocuo come il pi cruciale, quello che decide della nostra esistenza come quello che nemmeno la sfiora. Possiamo vivere nellerrore continuo, credere di avere una vita comprensibile, stabile e afferrabile, e poi scoprire che tutto  insicuro, melmoso, sfuggente, che non abbiamo un terreno solido su cui poggiare; o che tutto  una rappresentazione, come se fossimo a teatro convinti di vivere la realt e non ci fossimo resi conto che si sono spente le luci e si  alzato il sipario e che per di pi siamo sul palcoscenico e non sopra o sotto, tra gli spettatori, o che siamo sullo schermo di un cinema senza poterne uscire, intrappolati nel film e obbligati a ripeterci a ogni nuova proiezione, trasformati in celluloide e incapaci di alterare i fatti, la trama, le inquadrature e neppure il punto di vista n la luce, della storia che qualcun altro ha deciso che fosse per sempre com. Ci accorgiamo, nella vita, che ci sono cose altrettanto irreversibili di una storia gi vista o gi letta, gi raccontata; cose che ci conducono lungo un percorso dal quale non possiamo allontanarci o nel quale ci  permesso tuttal pi improvvisare unespressione del viso o un ammicco che passeranno inosservati; sul quale dobbiamo rimanere perfino per tentare di fuggire perch, ora che ci siamo finiti senza volerlo, condiziona i nostri movimenti e i nostri avvelenati passi, sia che lo seguiamo sia che ne fuggiamo, non importa. Il fatto  che lo percorriamo contraddicendo ci in cui credevamo e la nostra volont, qualcuno ci ha messi l e quel qualcuno nel mio caso  stato mio marito, luomo che amo da sempre e al quale ho unito per sempre la mia esistenza, o quella almeno era la mia intenzione; quel qualcuno  Toms.
 In quei giorni e in quelle settimane di attesa mi pareva di essere avvolta da una fitta nebbia, e facevo congetture, alternavo lottimismo al pi estremo pessimismo, pensavo che ancora, in effetti, tutto poteva essere: che Toms fosse lui, chiunque fosse, e che i Kindeln si fossero sbagliati; o che Toms mi avesse mentito fin dal principio e conducesse una vita cos diversa e segreta che doveva tenerla nascosta perfino a me. In quelle oscillazioni mi sentivo senza fiato, al punto che nella mia testa si ripeteva un altro dei versi che ogni tanto Toms recitava distrattamente, mentre si radeva, per esempio, a volte canticchiava e altre volte mormorava quei versi che conosceva a memoria, erano molti, non ero certa che appartenessero tutti allo stesso poema o che fossero dello stesso poeta, sapevo che alcuni erano di Eliot, questo s, che lui leggeva spesso, anche a voce alta e a tutta velocit, dovevo ricordarmi di chiederglielo quando lo avessi rivisto, ma quando diavolo lo avrei rivisto? Quel verso ora risuonava dentro di me: Questa  la morte dellaria, diceva. E in effetti non era come se mi mancasse laria, era qualcosa di peggio; come se laria non circolasse pi, come se non ci fosse pi in tutto luniverso e avesse cessato di esistere. E al termine di qualche verso che non capivo e che perci non ricordavo, Toms aggiungeva: Questa  la morte della terra, This is the death of earth. E dopo qualche altro verso veniva la condanna degli altri due elementi: Questa  la morte dellacqua e del fuoco.
 Magari il fuoco fosse morto quella mattina dellaccendino! Per il verso che pi mi tornava in mente era il primo, This is the death of air, cos lo recitava lui in inglese.
 Eppure io sapevo, nonostante le congetture e le incertezze, nonostante le speranze di essermi sbagliata, nonostante i dubbi necessari per tirare avanti giorno dopo giorno e per vivere. Quello che i Kindeln avevano insinuato, quello che sospettavano, spiegava troppe cose per non essere vero. Spiegava il cambiamento di carattere di Toms e il suo umore cos mutevole da quando aveva finito gli studi. E le sue difficolt a addormentarsi e la sua agitazione o il suo abbattimento ogni volta che si avvicinava uno dei periodi che doveva passare a Londra. Spiegava come avesse potuto diventare in poco tempo tanto pi grande di me, pur avendo la mia stessa et, quel suo strano invecchiamento interiore e la sua occasionale taciturnit; il suo modo di farmi lamore nelle notti o nelle albe dinsonnia, come se io non fossi che il ricettacolo in cui sfogare le tensioni accumulate o la maledizione del suo destino gi tracciato e decifrato e letto, dalle quali sperava di liberarsi momentaneamente agitando e vuotando il corpo, concedendogli per qualche minuto  o secondo, per il maschio  limportanza che di solito acquista solo nella malattia e nel dolore, e certamente  questo era il caso  anche nel piacere. Spiegava la sua mancanza di curiosit per lavvenire, la sua indifferenza per il domani e il dopodomani e anche per lanno venturo, il suo scetticismo di fronte allinaspettato, come se linaspettato non potesse pi darsi, o non a lui. Spiegava perfino, in parte, quello che mi aveva detto una volta, prima che ci sposassimo: Tu sei una delle poche cose cui non mi sento obbligato, che ho potuto scegliere con libert. In altri aspetti della vita ho la sensazione che la mia sorte sia segnata, di non essere stato io a scegliere, che siano stati altri a scegliere me. Tu sei lunica cosa veramente mia, lunica che so di aver voluto io. 
 Gli anni erano passati e serbavo dentro di me quelle parole come un tesoro, forse perch non ce nerano state molte di cos esplicite, con lo stesso valore. Io ne avevo colto solo laspetto lusinghiero, come se fossero esclusivamente una dichiarazione di convincimento, di riconferma, di eccezione e damore. Adesso vedevo chiaramente che cera molto di pi, in quelle parole, tanto per cominciare, una contrapposizione. Sul momento lavevo avvertita, ma poi non ci avevo pi pensato, teniamo conto solo dei significati che ci fanno comodo, gli altri li scartiamo o li sfumiamo, soprattutto nel ricordo e nelleco della ripetizione.
 Se Toms era soggetto a una disciplina militare, poteva avere la sensazione, gi allora, che la sua sorte fosse segnata e che nella sua vita futura non ci sarebbe stato molto spazio per le sorprese, che sarebbe sempre stato costretto a obbedire agli ordini e a svolgere le missioni che gli avrebbero affidato, che per lui non ci sarebbe stata libert di scelta. Ogni volta che tornava in Inghilterra doveva essere a disposizione dei suoi superiori in loco, immediatamente e senza riserve, e questo poteva facilmente abbatterlo o farlo ammattire, poteva benissimo togliergli il sonno. La cosa peggiore che si possa immaginare  non poter dire di no, non poter discutere n ragionare n argomentare, dover fare tutto ci che viene in mente a qualcuno che ricopre un grado gerarchico superiore, anche ci che si disapprova o di cui si ha ripugnanza, essere costretti a ingoiare il boccone amaro che un altro individuo ci obbliga a ingerire. In maggiore o minor misura questo tocca a quasi tutti noi, qualunque sia il nostro mestiere, dalla culla alla tomba; c quasi sempre qualcuno sopra di noi che ci indica quello che dobbiamo fare, e che non possiamo contraddire, ma in un corpo militare tutto questo  spinto allestremo, le gerarchie sono pi visibili, sono il fondamento. Aveva ragione quella coppia diabolica, lMI5 e lMI6 non dipendono dal ministero degli Esteri n da quello degli Interni, ma fanno parte delle forze armate, bench probabilmente i loro membri non indossino mai ununiforme, loro di certo. Ma se avevano ragione i Kindeln e Toms lavorava per i servizi segreti, doveva esserci stata una precisa volont e accettazione da parte sua, e daltra parte, cos io mi figuravo, avrebbe potuto anche ritirarsi, fare un passo indietro. Certo, secondo Kindeln, se ne esce sempre male, molto male. Molti ne escono squilibrati o morti, e quelli che non vengono giustiziati e non impazziscono del tutto, finiscono per non sapere pi chi sono.
 Come aveva fatto Toms a entrare l dentro, se davvero cera entrato? E che cosa significava quellenigmatica parte delle sue parole ormai antiche e da me tanto amate: Ho la sensazione di non essere stato io a scegliere, che siano stati altri a scegliere me.
 Dopo un paio di settimane di assoluto silenzio nelle quali non lo vidi comparire, osai chiamare di nuovo Ted Reresby, in teoria al Foreign Office. Chiesi direttamente di lui, non pi di Toms. Non me lo passarono, era irrintracciabile, ma mi richiam mezzora dopo, pi o meno come laltra volta. Quella voce era diventata il mio unico vincolo con mio marito.
  Mr Reresby,  gli dissi,  da quando ci siamo parlati non ho pi avuto notizie di Tom. Sa dirmi se  ancora fuori, se si trova sempre in Germania? Posso fargli arrivare il mio messaggio in qualche modo?  informato del fatto che desidero parlargli o non ha neppure idea che da quindici giorni lo sto cercando, sto aspettando una sua telefonata?  
 E aggiunsi, forse con imprudenza:  Ah, e poi una cosa non mi  chiara. Si trova in Germania Ovest o in Germania Est? Se si pu sapere.
 Reresby si mostr molto meno cortese e premuroso della prima volta, come se le mie domande lo infastidissero e trovasse quella chiamata del tutto fuori luogo. Mi parve che avesse meno rispetto nei miei riguardi. O forse nei riguardi di Toms, che non sapeva tenere sua moglie debitamente in attesa e in silenzio. Oppure, mi domandai, Toms non stava facendo quello che ci si aspettava da lui e in quel momento non era cos indispensabile. Cera in Reresby un tono di vaga delusione.
  Mrs Nevinson,  mi disse, senza rispondere a nessuna delle mie domande,  lei  troppo impaziente, in questo modo non aiuta suo marito. Se Tom non si  messo in contatto con lei, sar perch non gli  ancora possibile farlo, non crede? A che pro insistere? Lo lasci finire. Torner.
 Quella volta decisi di raccontargli qualcosa, perch potesse valutare limportanza dellaccaduto, e anche per metterlo un po in allarme e destare la sua curiosit.
  Signor Reresby, nostro figlio  stato messo in pericolo di vita. Lei capisce che non  una cosa da nulla. Io ho bisogno di parlare con mio marito urgentemente. Lui deve prendere dei provvedimenti, deve fare qualcosa perch questo non si ripeta. Io non so che cosa sta succedendo e nemmeno quale sia veramente il lavoro di Tom. So solo che il suo lavoro  il motivo per cui nostro figlio poteva bruciare vivo. Qualcuno mi ha detto che mio marito  al servizio dellMI6. Lei deve saperlo.  la verit?
 Ma Reresby non era di quelli che si lasciano smuovere dalle parole n da uno sfogo improvviso, forse si era accorto che il mio era calcolato, artificioso, sarebbe stato normale se mi fossi lasciata andare quando il fatto era appena avvenuto, non due settimane dopo. E nemmeno era di quelli che si fanno prendere allamo e dicono quello che non dovrebbero, n di quelli che rispondono alle domande cui non intendono rispondere. Non mi chiese che cosa fosse successo, n chi avesse minacciato la vita del bambino, n in che senso aveva rischiato di bruciare vivo, e neppure chi mi avesse parlato dellMI6. Non fece una piega.
  Ne sono molto dispiaciuto, Mrs Nevinson,  fu la sua risposta.  Ma Tom forse non avrebbe dovuto permettersi un figlio in questa fase della sua vita, quando la sua carriera  ancora da costruire. Non posso dirle altro. Per quanto mi riguarda, Tom lavora alternativamente al Foreign Office e presso la nostra ambasciata a Madrid, con grande efficienza in entrambe le posizioni, ha un futuro molto promettente, mi creda. E se lo avessero reclutato i servizi segreti, le assicuro che io non potrei esserne al corrente. Si presume che nessuno sappia chi ne fa parte, immagino lei capisca,  normale. Che significato avrebbe che si chiamino segreti, se no? Quando Tom rientrer a Madrid, parli con lui, gli chieda quello che ora sta chiedendo a me. Io non posso darle delle risposte su qualcosa che assolutamente non so.
 Com facile credere di sapere e non sapere niente,  pensai.
  Com facile essere alloscuro, forse  il nostro stato naturale. Anche Toms probabilmente lo , non solo io, non solo io. Anche lui nel suo mondo contraddittorio, torbido e inquieto, e di certo lo  rispetto alle cose che mi riguardano.
 Toms tard quattro settimane a ricomparire dopo quellepisodio, dopo lincidente, dopo lenorme spavento da cui non mi sono pi riavuta, ancora oggi ogni tanto sogno quella scena e mi sveglio ansimando, madida di sudore come se fosse ancora quel giorno e non fossero passati anni. Telefon il giorno prima e rinvi ogni spiegazione al suo arrivo.
  Non ha senso che tu me lo racconti adesso, in modo affrettato. E nemmeno che litighiamo. E che tu recrimini. Domani ceniamo insieme. In serata sar l.
  Ma io non posso aspettare,  gli dissi.  Quello che  successo  molto grave, non te lo immagini neanche. Io non so che cosa stai facendo, ma non possiamo andare avanti cos. Perch non sei stato chiaro con me? Perch non mi hai detto la verit? A che gioco stai giocando, Toms? Hai messo in pericolo la vita del bambino, te ne rendi conto? Lo hanno minacciato.
  Qualcosa mi hanno detto qui a Londra, al mio arrivo. Mi dispiace. Sono tornato solo ieri, lasciami respirare almeno un giorno.
  Da dove? Da dove sei tornato? Tutto questo tempo, e senza avvertirmi, come hai potuto?
  Ero in giro,  mi rispose, come un adolescente risponde ai genitori che gli chiedono perch ha fatto tardi. Questo mi fece capire che non era disposto a essere rimproverato n a recitare un mea culpa. Poi aggiunse, non in tono di scusa ma di semplice spiegazione:   stato tutto molto precipitoso, imprevisto. Il lavoro  fatto cos. Non ho potuto avvertirti.
  Da dove sei tornato?  insistetti.  Dalla Germania, come mi ha detto il tuo amico Reresby, o eri a Belfast?  
 E pronunciai quel nome come lo aveva pronunciato Miguel, quando era ancora Miguel.
  Ti ho detto che ero in giro,  ripet, e questa volta suon esattamente come se mi avesse detto: Non sono fatti tuoi, Berta, e per quanto tu insista non lo saprai.
  Domani parliamo, domani ti spiego nei limiti del possibile. Non so ancora fino a che punto, mi sono consultato, lo stanno studiando, oggi me lo diranno. Certo che puoi aspettare. Si tratta solo di un giorno. In ogni caso non preoccuparti: quello che  successo, qualunque cosa sia, non capiter pi, questo te lo prometto, questo  sicuro .
 La gente promette cose che non  nelle condizioni di promettere.
 Per mia fortuna, durante quellinterminabile attesa i Kindeln non si erano pi fatti vivi. Diversi giorni dopo lincidente avevo trovato il coraggio di uscire di nuovo sola con Guillermo, persino di andare ai Giardini di Sabatini a passeggiare come facevo prima. Ma sempre con un occhio vigile, trasalendo non appena captavo una figura umana, perfino le statue dei re qualche volta mi avevano fatto fare un ridicolo sobbalzo. Loro non si erano ripresentati, non li avevo pi rivisti, nemmeno nel vicinato, evitavo di inoltrarmi nel paseo del Pintor Rosales, dove probabilmente abitavano, chiss se era vero, chiss se cera una sola cosa vera in quello che mi avevano raccontato in un mese o pi di frequentazione. No, con mio sollievo non li avevo pi rivisti, ma un pomeriggio, con mio spavento, pochi giorni prima che Toms si facesse vivo, si era permessa di telefonarmi Mary Kate. Mi ricomparvero davanti i suoi strabici occhi azzurri, quelli dei momenti peggiori, non appena riconobbi la sua voce. E anche le sue labbra dipinte come una macchia sanguinosa sul suo volto.
  Non riattaccare, Berta cara,  mi implor subito, anche se nel tono cera una vena di autorit.
  Ti sto chiamando da Roma, dove siamo gi pi o meno sistemati. Nella misura in cui lo si pu essere in Italia, sai, non timmagini com difficile risolvere le questioni pratiche in questo paese. Alla fine ci hanno mandati qui, molto meglio, meno male.
 Mi stup che cercasse ancora di tenere in piedi quella messinscena, lei che ormai non poteva pi apparirmi come unamica e che di certo non aveva mai lavorato in unambasciata. Forse era vero che li avevano destinati l, vicino al papa e alla curia, quelli che prima li avevano mandati da me per terrorizzarmi. Senzaltro per necessit, volli credere che quella fosse davvero una chiamata internazionale, che loro fossero davvero lontani e io fuori dalla loro portata.
  Come osi, Mary Kate? Se poi  vero che ti chiami cos. Nessuno ha mai sentito parlare di voi allambasciata dIrlanda, nessuno sa chi siete.
 Lei fece finta di niente e continu:  Non potevo lasciar passare un giorno in pi senza sapere come stavate, tu e il tesorino. Penso tanto a voi e sento la vostra mancanza. Tutto bene?
 Ero tentata di riagganciare. Forse avrei dovuto avviare le pratiche per cambiare numero, chiedere che quello nuovo non comparisse sotto Nevinson ma a nome mio, cos le persone indesiderabili non avrebbero potuto procurarselo facilmente, cerano parecchi Isla sullelenco telefonico. Ma non cedetti alla tentazione, mi dissi che era meglio capire che cosa voleva, di certo non aveva chiamato per interessarsi della nostra salute.
  S, tutto bene. Da quando voi non ci siete pi, tutto infinitamente meglio.
  Ah, che fissazione incolparci di un incidente senza conseguenze.  stata una sbadataggine, Miguel  sempre pi distratto e maldestro, sapessi quante ne ha gi combinate qui,  mi rispose con assoluta tranquillit.
  Ma non  successo nulla, Berta, lhai visto anche tu. Scommetto che Guillermo  sanissimo e bellissimo, non  vero? E dimmi, hai gi parlato con Thomas?  tornato? Secondo i nostri calcoli dovrebbe essere gi l o stare per arrivare. Sai bene quanto disapproviamo che ti lasci tanto sola.
  Calcoli? Quali calcoli? Voi sapete qualcosa di lui? Sapete dov?  
 Mi tradirono il prolungato silenzio di Tom e la sua inaccessibilit, ma anche la disperazione.
  Ah, ecco, non  ancora tornato,  si limit a rispondere Mary Kate. Interessante.
  No, non  tornato e non mi ha chiamato da quando voi siete stati qui, Mary Kate. Non so assolutamente nulla di lui .
 Ebbi la prudenza di non accennare alle mie conversazioni con Mr Reresby.  E mi sarebbe proprio piaciuto parlargli, raccontargli quello che avete fatto a suo figlio, quello che stavate per fare. Non credo che lui si lasci intimorire quanto me.
 Neppure a questo reag, solo alla prima frase, minimizzando di nuovo:  Come sei esagerata, Berta. Come la pi banale delle madri . 
 E subito dopo, quella che allinizio era stata una lieve intonazione predomin su tutto il resto. Il tono fu di comando, di avvertimento, di raccomandazione o di istruzione:  Quando arriva, non dimenticare di parlargli. Il fatto che noi siamo lontani non significa che la questione sia risolta. E deve risolversi nel modo migliore. Dai tanti bacini al bambino, su, fammi il favore. Miguel vi manda i suoi pi maldestri saluti, a tutti e due. Ci credi che  ingrassato ancora di pi? 
 Non andai allaeroporto a prendere Toms. Arrivava un po tardi per chiedere a qualcuno dei nostri parenti di rimanere con il bambino senza che fosse troppo scomodo. Avrei potuto chiamare una baby- sitter, ma pensai che sarebbe stato meglio per lui non vedere la mia faccia angosciata appena sceso dallaereo n vedermi mentre mi mordevo le labbra non potendo fargli domande in presenza di estranei, e avere un momento di pi per stare da solo, libero da interrogatori, gi a Madrid, il tempo del tragitto in taxi da Barajas fino alla nostra casa di calle Pava, proprio di fianco al Teatro Real, con tanti alberi dalto fusto sotto le finestre, che fortuna avevamo, a volte rimanevo delle ore a guardarli rapita e ad ascoltare nei giorni di vento il loro fruscio. Preferivo che avesse il tempo di abituarsi allidea che era tornato, di familiarizzare con il paesaggio di sempre, di vedere ledificio Torres Blancas annunciare in Avenida de Amrica il suo definitivo ingresso in citt, di imboccare il paseo de la Castellana dalla curva discendente di calle Hermanos Bcquer, e di avvicinarsi al centro, al centro esatto della capitale; di rendersi conto che tutto quello che doveva essergli parso lontanissimo, il ricordo di dovera stato e a fare cosa, forse il sogno di un passato remoto che non potr pi tornare, era di nuovo davanti ai suoi occhi. Decisi di attenderlo a casa, con una cena fredda, di aspettare di sentire la sua chiave nella serratura, o il campanello se laveva persa,  facile perdere o dimenticare una chiave che non si usa e non serve per un paio di mesi o anche di pi, non ricordavo esattamente in quale data era partito, quellassenza mi era sembrata eterna, per le circostanze, per la paura, per i sospetti sempre pi fondati, adesso ero quasi sicura che i Kindeln avessero detto la verit, o una parte della verit. Avevo deciso di concedergli una proroga perch avesse modo di raccogliere le idee, perfino di provare mentalmente quello che avrebbe dovuto confessarmi, qualcosa me lo doveva confessare. Si era consultato con i suoi superiori, chiunque fossero, e questi avevano studiato la questione, mi diranno qualcosa oggi, aveva detto, e questo significava ieri, quindi aveva gi il loro assenso, o forse non lo aveva e sarebbe rimasto zitto, mi avrebbe detto solo: Non farmi domande, Berta, non farmene mai pi. Se vuoi continuare a stare con me, dovrai rimanere alloscuro riguardo al Toms che se ne va e non  qui. Se invece non ti accontenti di quello che torner e sar qui, sei libera di andartene, io non te ne far una colpa. Mi si spezzer il cuore, non mi rimarr neppure un cantuccio scelto da me e tutta la mia vita sar ipotecata. Per non sar colpa tua e sapr capirlo. Non protester nemmeno.
 Ma via via che calava la sera non riuscivo ad aspettare senza far nulla. Gi da prima che si facesse lora pi o meno calcolata per il suo arrivo in calle Pava (se non cerano stati ritardi; calcolata ottimisticamente da me) avevo cominciato ad affacciarmi al balcone e a guardare in strada, era probabile che il taxi lo lasciasse davanti alla chiesa dellEncarnacin, perci il mio sguardo correva a destra ogni volta che aprivo i finestroni, ma non solo, anche verso plaza de Oriente e calle Lepanto e calle Bailn, in tutte le direzioni in realt, il campo visivo era troppo grande. Non so quante volte lo feci, quello che so  che il temporale che si scaten quando rimaneva ancora unultima scheggia di luce (quelle giornate interminabili di giugno e luglio e agosto nel nostro paese) non mi dissuase dal riaprire le finestre e affacciarmi a un balcone e poi a un altro e a un altro ancora, ne avevamo tre. Bench fossero uscite brevi (rientravo non appena lacquazzone riprendeva forza), mi bagnai i capelli e la faccia, mi bagnai la camicetta e la gonna, mi bagnai le scarpe col tacco, che sarebbero state inutilizzabili, non me ne importava niente. Non pensai di cambiarmi, qualunque indumento asciutto si sarebbe inzuppato allo stesso modo alla prossima crisi di impazienza che non fossi riuscita a controllare, non riuscivo a star ferma, non riuscivo a non chiamarlo, a non cercare di attirarlo con la mia irrazionale presenza su un balcone, come avrebbe fatto lui a sentirla? Dopo una separazione cos lunga non ero disposta a farmi vedere con addosso qualcosa di diverso da una gonna e un paio di scarpe col tacco: a lui piacevo cos, soprattutto cos, ma non solo, e mi accorgevo che al di l della preoccupazione, del timore e del mio generale sgomento dopo i lampi di rivelazione, al di l del panico che di nuovo mi assaliva in certi momenti dopo la telefonata di Mary Kate, quello che mi importava era il suo desiderio, limmediato rinnovarsi del suo sguardo pi lusinghiero, o pi elementare. Al termine della sua lunga assenza e di quelle che immaginavo essere le sue mille vicissitudini a me estranee, quello sguardo poteva essersi perduto, poteva essersi fatto vitreo, o indifferente, o sopito, Toms poteva non essere pi capace di ritrovarlo o non essere pi interessato, bisognava richiamarlo subito in vita, senza indugi; dal primo colpo docchio dopo un periodo senza essersi visti dipende quello che verr dopo. Allinizio il volto che ci sforziamo di ricordare  nitido e onnipresente, ma via via che passa il tempo  forse proprio per quel nostro accanirci, che lo consuma e lo snatura e lo deforma  quel volto comincia a sfumare, e finisce per diventare quasi impossibile per gli occhi della mente rievocarlo e rappresentarselo fedelmente. Di colpo ci sorprendiamo a guardare una fotografia per riuscirci, ma non serve: limmagine immobile comincia a soppiantare il volto reale, con le sue espressioni e il suo movimento, i lineamenti si congelano e ormai esistono solo quelli dellistantanea, cos a lungo osservata che sostituisce la persona o la cancella o la ostracizza o la scaccia, per questo  cos difficile ricordare veramente i morti che si allontanano da noi. Se era successo addirittura a me, che cosa poteva essere successo a Toms nei miei riguardi, lui che era stato occupato in luoghi lontani, forse in missioni che avevano richiesto tutta la sua attenzione e il persistente oblio di se stesso?
 Non volevo ingannarmi: era possibile che ci fossero state altre donne, per gusto o per stanchezza o per obbligo. Forse aveva dovuto carpire la fiducia di qualcuna andandoci a letto o dedicandole parole di sincera passione; o non aveva potuto fare a meno di piegarsi al capriccio di qualcunaltra, magari brutta, una cicciona dissuasiva, una solitaria attempata, una di quelle che nessuno vuole e che  molto facile compiacere, per ottenere i suoi scopi o forse solo qualche informazione. Ma sappiamo bene che ci che si intraprende senza voglia, perfino con avversione, pu finire per sedurci con la forza dellabitudine e per uninattesa bramosia di ripetizione. Pu capitarci di scoprire che chi al principio non ci attraeva, contro ogni previsione e contro la nostra iniziale volont, ci ha catturati. Come quando ci capita in sogno di avere un incontro sessuale con qualcuno di inimmaginabile, e la volta successiva che vediamo quella persona non riusciamo a non considerarla con una vaga, riluttante e perfino colpevole lascivia, come se ci avesse inoculato un virus mentre dormivamo inermi; per quanto ci ripugni nella veglia, quella persona ha assunto nella nostra coscienza una dimensione di cui era priva e che con i nostri sensi allerta sarebbe stata condannata a non avere mai. E a maggior ragione pu assumerla chi ci ha tentati e vinti, chi ha saputo stimolarci malgrado la nostra mancanza di desiderio e la nostra resistenza e passivit, chi ci ha condotti a vergognarci e pentirci del nostro arreso piacere, contro ogni previsione e  contrecur. Chi non ha mai provato questo almeno una volta nella vita?
 Quindi non solo ero indignata con Toms per avermi nascosto la verit e aver messo in pericolo nostro figlio e me, per essere scomparso quando pi avevo bisogno di lui ed essere rimasto lontano cos a lungo che i lineamenti del suo volto ora mi apparivano sfocati. Temevo la sua reazione nel rivedermi  la pi lasciva, lo riconosco, la pi volgare  , come se dovessi riconquistarlo, come se dovessi immediatamente cacciare via laroma o il cattivo odore, la levigatezza o la sozzura, il ricordo della pelle liscia o ruvida, delle carni sode o flaccide, il fascino o la bruttezza di unaltra donna o di altre donne che potevano essere state con lui e alle quali lui poteva essersi malgrado tutto abituato, questo nel caso per me pi benevolo. Mi ero bagnata tutta e le scarpe si erano rovinate, avrebbero resistito per quella sera ma poi avrei dovuto buttarle, dopo quegli acquazzoni intermittenti e quella frenesia di aprire e chiudere le finestre e di affacciarmi di continuo ai balconi invocando, pensando: Vieni subito, vieni subito, dove sei? Non possono averti negato il permesso allultimo momento, non puoi aver perso laereo, non puoi aver deciso di rinviare la partenza, non puoi rimanere lontano dalla mia vita un giorno di pi, adesso che ti ricordo appena.
 A un certo punto andai in camera, dove cera uno specchio a figura intera, e mi guardai. In un raptus di insicurezza e di vanit (spesso sono unidentica cosa o convivono, o piuttosto si dibattono fra loro), giudicai che essere cos bagnata mi donava e assecondava limpulso che di colpo mi dominava, il pi lascivo e volgare. La camicetta era diventata trasparente, la gonna mi si era sgualcita ed era leggermente salita incollandosi alle cosce, e alle natiche che mi osservai di profilo come le avrebbe guardate un uomo, quasi oscenamente. I capelli erano il peggio ma non me ne preoccupavo, mi davano unaria sciamannata, inselvatichita, forse cos avrei potuto rivaleggiare meglio. Adesso temevo di asciugarmi prima del tempo e che smettesse di piovere, e allora mi sentii umiliata e ridicola, e la cosa che pi mi infastid fu quella parola (o idea): rivaleggiare. Perch nutrivo quel sentimento? Perch mi sentivo minacciata in quel campo, quando la minaccia vera era unaltra e infinitamente pi grave, e non riguardava solo me ma tutti e tre? Eppure questo era quello che mi tormentava e mi preoccupava, il campo di battaglia principale.
 In quel momento sentii la chiave nella toppa, la porta che si apriva, trasalii, non ero riuscita a vederlo arrivare e scendere dal taxi, non ero riuscita a decidere se cambiarmi oppure no. Ormai era troppo tardi, corsi fuori dalla camera cos comero e lo vidi posare la valigia nellingresso, con unaria di rassegnazione o di stanchezza e con un aspetto diverso, mi ci volle un secondo per riconoscerlo, si era fatto crescere una barba corta e chiara e aveva i capelli pi lunghi, ma non tanto da scendergli sul collo, mi parvero anche pi biondi; era dimagrito di qualche chilo ed era come se in quellassenza avesse perso ogni traccia di giovanilit, come se avesse compiuto il passo irreversibile che ci introduce in una maturit dalla quale non ci sar ritorno. S, quello era un uomo fatto ed era un uomo attraente che ora appariva definitivamente e decisamente straniero, come se si fosse dileguata in lui quella met che era del nostro paese, ossia del mio, dellunico cui appartenevo io, a differenza di lui.
 Mi guard con sorpresa, come se neppure lui si ricordasse bene di me o si fosse dimenticato di comero in carne e ossa, e in quei mesi di chiss quali avventure e incarichi, o di quali servit, fosse prevalsa nella sua memoria unimmagine statica, congelata, senza sguardo n parola n intensit n palpito, unimmagine smorta di me, forse di moglie madre, a volte gli uomini sviluppano un pernicioso rispetto nei confronti delle loro mogli una volta che queste hanno partorito, o anche prima, quando vedono il loro corpo deformarsi, sapendo che ormai non sono pi sole ma in compagnia di una creatura invasiva che non cessa di crescere e di esigere. Da tutto questo era passato del tempo, ma forse Toms aveva portato con s limmagine della mia gravidanza e poi dellallattamento, quella di una donna che improvvisamente ha una nuova priorit e dedica scarsa attenzione agli altri. Io avevo ritrovato del tutto la mia linea, nessuno che mi vedesse per la prima volta avrebbe potuto attribuirmi un figlio piccolo, non con certezza. Toms sembrava uno di quelli, uno che mi vedesse o mi scoprisse per la prima volta, e mi sentii scioccamente lusingata nellosservare che il suo sguardo era di apprezzamento sorpreso, ovvero di inequivocabile ammirazione sessuale, come se molto volgarmente si stesse dicendo: Guarda un po che fortuna che ho. E io che me ne ero scordato.
 Molte donne lamentano di essere viste con bramosia, come quello che oggi viene chiamato un oggetto sessuale, quasi nessuna ammette quanto  fastidioso, per non dire vessatorio, e deprimente, e sconfortante, non essere mai viste cos, o non esserlo da parte di chi noi decidiamo che debba farlo. Forse il problema sta nella nostra pretesa di scegliere presuntuosamente e di decidere: questo mi deve guardare, questo anche, quellaltro invece no. Ma erano molti anni ormai che io avevo scelto Toms Nevinson e per di pi lo avevo aspettato, da giovane avevo aspettato il suo desiderio e poi lui tuttintero, che ora finalmente era di nuovo davanti a me.
  Che cosa fai cos bagnata?  mi chiese.
 Dentro casa, il che doveva essere piuttosto sorprendente.
 Io non risposi, forse arrossii. Portai una mano alla camicetta e alla gonna, mi palpai come se non ne fossi stata consapevole e dovessi verificare quello che mi diceva, e con laltra mano feci un gesto vago verso il balcone, uno dei balconi.
 Lui si avvicin, furono quattro passi  uno, due, tre; e quattro  , mi abbracci. Ma quellabbraccio non dur nulla, perch subito fece quello che io gli avevo indicato, di proposito o forse senza volerlo, mi palp la camicetta e la gonna, o la carne sotto la camicetta e la gonna. E un attimo dopo mi gir e mi abbracci di schiena, le mani sui miei seni e il suo corpo contro le mie natiche, forse aveva avuto il tempo di osservarmele di profilo, quasi oscenamente. (Non gli venne da chiedermi del bambino, che dormiva da un pezzo; sarebbe stato incoerente e devo dire che lo preferii).
 Mi alz la gonna e mi abbass di colpo le mutandine e riconobbi i modi frequenti nelle sue notti di insonnia, quasi animaleschi, senza preamboli, senza sondare la mia disponibilit, quando mi trasmetteva la sensazione che nella sua angoscia gli sarebbe andata bene qualunque donna si fosse trovata l, solo che, certo, ero io per fortuna a trovarmi l, io ero sempre stata l, fino a quel giorno. Oggi ero di nuovo qui ed ero di nuovo io.
 Lui avrebbe voluto che quella notte fosse solo di sfogo e di tregua, di ritrovamento e di stanchezza fisica; avrebbe voluto che non parlassimo ancora e che io non gli raccontassi e non gli chiedessi nulla e per questo volle rifarlo poco dopo, dopo che mi ero fatta una doccia, senza pi vestiti bagnati e in camera da letto, su quel letto che era sempre pi mio e sempre meno suo, per troppo tempo lui non lo visitava e lo tramutava in un letto afflitto, come disse quellautore classico che non era Eliot. Questultimo lo stavo leggendo nella sua lingua, nei limiti delle mie capacit e con il dizionario vicino, per curiosit, per sapere che cosa gli diceva e capire meglio Toms.
 Spuntava il giorno. Nella strada devastata mi lasci, con un vago commiato, e dilegu al risuonar del corno. 
 Anchio cominciavo a conoscere a memoria alcuni versi che non comprendevo del tutto, in realt non ce nera bisogno, mi tornavano in mente come frammenti di unorazione, come forse capitava a lui, questo e niente di pi.
 Ripeti una preghiera anche per le donne che hanno visto i loro mariti o figli partire e non tornare.???
 Ma tu sei tornato finalmente, almeno questa volta.
 Cos trovo parole che mai pensavo di poter dire. Per strade che mai pensavo di poter rivedere. Quando lasciai il mio corpo su una spiaggia lontana.???
 Ma la prossima? Tornerai? O lascerai il tuo corpo su una spiaggia lontana? Frasi isolate e versi presi a caso, se li ricordiamo, probabilmente, non  mai del tutto un caso.
 Dopo la doccia mi ero messa un accappatoio e non ero andata a coricarmi al suo fianco, non mi ero neppure distesa sul copriletto, mi ero seduta sul bordo ben dritta  mi era tornata larrabbiatura, o piuttosto lindignazione  , il pi lontano possibile da lui ma sempre sul letto con lui, se mi fossi seduta su una sedia sarebbe potuto sembrare un pentimento improvviso, una protesta per quello che era successo e invece non era cos; lui si sarebbe chiuso ermeticamente o avrebbe trovato una giustificazione passeggera per sottrarsi a qualunque richiesta di spiegazioni e disinteressarsi di qualunque racconto fino al giorno dopo, fino al mattino o al pomeriggio o alla sera o alla notte.
  Nella strada devastata mi lasci,  gli dissi, e feci una pausa.  Con un vago commiato,  aggiunsi, e feci unaltra pausa.
 Non pot fare a meno di completare la strofa, ma lo fece in inglese, la lingua in cui la sapeva lui: And faded on the blowing of the horn.
  Quante volte mi hai gi lasciata, Toms, e quante mi lascerai? Sar sempre cos, vero? Ogni volta pi a lungo e con pi incertezze.
 Si era infilato sotto il lenzuolo, un unico lenzuolo, aveva scostato il copriletto dalla sua parte per il caldo; si copr la faccia un istante con quel lenzuolo, come se capisse e ammettesse che non poteva pi rinviare, che io non mi sarei concessa una seconda volta, ora che non ero pi spinta dallimpazienza, dalla paura e dallinsicurezza, ora che era stata colmata la mia vanit pi superficiale. (Lui ci aveva provato vedendomi uscire in accappatoio, mi aveva tirata per la cintura e me lo aveva aperto, io lo avevo richiuso). Come se capisse che era venuto lindesiderato momento di spiegare quello che lo avevano autorizzato a spiegare.
  S, Berta,  vero. S, Berta,  la verit,  ripet, e si alz dal letto e si abbotton la camicia e si rimise i pantaloni che si era tolto e le scarpe, con i calzini e tutto, come se dovesse essere vestito di tutto punto, protetto, per quella conversazione.  S, e sar sempre cos, anche se dire sempre  sempre solo unapprossimazione, solo un modo di dire .
 E una volta adeguatamente protetto torn a sdraiarsi, la nuca sul cuscino e le scarpe sul lenzuolo, che cosa me ne importava, non lo avrei certo sgridato per questo. 
  Se vuoi rimanere al mio fianco, ovviamente. Se no, sar cos per me, ma non per te. E allora su, dimmi. Dimmi esattamente che cos successo.
 Cominciai a raccontargli quello che era accaduto con i Kindeln, il loro avvicinarsi astuto, amichevole, il modo in cui si erano guadagnati la mia fiducia, il modo in cui si erano interessati alle sue attivit e quello che alla fine mi avevano detto di lui, le notizie che avevano ricevuto e le brutte voci su di lui. Lepisodio dellaccendino e quelle frasi, forse le peggiori: E sta mettendo in pericolo voi. Che cosa credi, cara Berta? Che quelli contro cui lavora non faranno di tutto per impedirglielo? Che non lo neutralizzeranno con tutti i mezzi a disposizione? O che non si vendicheranno?
 Al che io avevo risposto con la mia resa incondizionata: Far quello che vuoi, Miguel.
 Quello che Miguel voleva era che io verificassi  molto era gi verificato  e che poi, secondo i casi, convincessi e dissuadessi mio marito. Dovevo dissuaderlo subito, e se ci fossi riuscita sarebbe stato meglio per tutti. Compresi i nemici, compresi i Kindeln. 
  Come hai potuto? Si pu sapere dove sei stato per tutto questo tempo? Ti rendi conto di quello che hai fatto?  
 Con questi tre fermi rimproveri (volevo conservare a ogni costo la tranquillit, non disperarmi e non infuriarmi prima che lui mi avesse confermato alcunch) conclusi il mio resoconto.
 Lui mi rispose quello che pot, immagino, quello che gli avevano concesso di dire e quello che non lo avrebbe messo troppo in cattiva luce. Io inserivo delle domande ma queste mi si sono cancellate, ricordo solo certe frasi sue, sembrava che le avesse imparate a memoria o che gliele avessero dettate, ogni tanto avevo limpressione che non fosse Toms a parlare ma qualcuno sopra o dietro di lui. E poi pensai che non si era rivestito per proteggersi, ma per dominare e comandare:  pi forte chi  calzato e vestito di chi  nudo sotto un accappatoio.
  Dato che siamo a questo punto,  disse,  qualcosa devi sapere, per evitare il peggio. Qualcosa. Il meno possibile, ma lindispensabile. Non  molto quello che ti posso raccontare. E devi abituarti allidea che tutto non te lo racconter mai. Non  possibile, e poi a che pro? Deve bastarti questo: s, non lavoro solo per il Foreign Office, lavoro anche per i servizi segreti, occasionalmente. Lo faccio da tempo, non  una novit, anche se lo  per te. Ma  una storia vecchia, quindi non cambia nulla rispetto alla vita che abbiamo fatto sinora e con la quale sei stata daccordo, la vita che facciamo io e te. Mi destinano in certi luoghi, s, e a volte nessuno ha idea di quanto durer la missione, solo un calcolo approssimativo che non viene quasi mai rispettato. La verit  che quando me ne vado di qui non so quando torner, non so nemmeno dove andr, sono alla merc di quanto mi verr chiesto, delle urgenze e delle necessit, ovunque io possa essere utile. Non credere, non  sempre cos, ci sono periodi in cui non mi muovo, in cui me ne sto tranquillo a Londra. Non devi chiedermi che cosa far la prossima volta, perch non lo sapr. N che cosho fatto, perch in realt non ho fatto niente, quello che faccio non  successo, non risulta da nessuna parte, non c nessun documento che lo dimostri e non deve esserci. Qualunque cosa succeda non succeder per opera mia, perch noi che facciamo questo mestiere ci siamo ma non esistiamo, o esistiamo per non ci siamo. Facciamo per non facciamo, o non facciamo quello che facciamo, o quello che facciamo noi non lo fa nessuno. Semplicemente accade, come un fenomeno atmosferico. Nessuno pu chiederci conto di questo. E nessuno ci d ordini o ci manda. Perci, se decidi di rimanere al mio fianco, non devi fare domande, non dovrai mai fare domande, una parte della mia vita non ti riguarda,  cos, perch anche se occupa del tempo non esiste, nemmeno per te. N per me. Ma tu non devi preoccuparti. Quei Kindeln... Non succeder pi niente del genere. Senza dubbio c stato un equivoco, mi hanno confuso con qualcun altro o con qualcuno che non esiste. Quelli come loro credono che esista quello che non esiste. Ormai probabilmente lo sanno. Non ti disturberanno pi.
  Ah, no?  Questo s che ricordo di averglielo detto, con irritazione.  E allora perch Mary Kate mi ha telefonato pochi giorni fa, da Roma o da dovera? Perch mi ha di nuovo chiesto di te? E come sapeva che stavi per tornare? E chi sono quelli come loro? Sono dellIra o che cosa sono? Sei stato a Belfast?
  A parte tutto, quelleventualit mi faceva orrore, e per diversi motivi. Solo quattro anni prima, nel 1972, cera stata quella che era rimasta nella memoria come la domenica di sangue, il Bloody Sunday di Londonderry, nellIrlanda del Nord. Non poteva piacermi lidea che Toms potesse essersi trovato l ad aiutare gli inglesi, il cui esercito aveva aperto il fuoco contro una manifestazione pacifica, uccidendo tredici persone disarmate e ferendone molte altre, senza che i responsabili venissero puniti e nemmeno ammoniti. Anzi, erano stati decorati dalla regina qualche tempo dopo. Se i combattenti dellIra avevano commesso atti di bestiale violenza gi prima, quella strage aveva contribuito a giustificarli agli occhi della popolazione, li aveva rafforzati.
 Ma Toms rispose solo alla prima domanda, applicando alla lettera ci che mi aveva annunciato: Non devi mai farmi domande.
  Forse non avevano ancora avuto notizia dellerrore. Ti assicuro che ora ne sono al corrente. Una cosa del genere  impossibile che ricapiti. Non devi temere per Guillermo n per te stessa. Nulla di tutto questo ha a che fare con voi n vi riguarda e nessuno sapr mai di me.  stata una coincidenza. Talmente improbabile che non pu verificarsi una seconda volta.  stato un eccesso di zelo da parte loro, se vogliamo. Chi vive braccato e in perenne sospetto tende a sospettare di chiunque, e pu parzialmente indovinare senza volerlo.  come il detective che non esclude nessuno dalla rosa dei colpevoli. Se non esclude nessuno, di certo fra quelli di cui sospetta ci sar lassassino, ma questo non significa che lui sappia chi . Quella gente avr sospettato del Foreign Office al gran completo, e fra tutti cero anchio. Puoi stare tranquilla, ti giuro che non succeder pi.
  Gi,  dissi, e la mia irritazione cresceva. Mi alzai, mi accesi una sigaretta e feci un giro per la stanza. Mentre camminavo laccappatoio si apriva scoprendomi le gambe, lo capii perch colsi di nuovo uno sguardo di apprezzamento di Toms,  incredibile come certi uomini siano attenti a queste cose in qualsiasi momento, anche nel mezzo di una spiegazione importante o di una litigata. O forse gli succedeva perch da molto non stava con una donna, pensai, e mi vergognai di pensarlo con la speranza puerile che fosse davvero cos. In ogni caso non lo avrei mai saputo, non avrei saputo niente di niente, n dove era stato n che cosa aveva fatto, e cominciai a rendermi conto che sarebbe stato sempre cos se fossi rimasta con lui. Ma io non avevo altro progetto nella vita che rimanere con lui, e di colpo dovevo riconsiderare tutto.
  Gi, tu eri uno fra mille e per questo si sono presi il disturbo di perdere un mese dietro a me. Che cosa vuoi farmi credere, che ci saranno stati altri come i Kindeln che facevano altrettanto con i parenti di ogni funzionario del Foreign Office? Nessuna organizzazione ha tanta gente a disposizione. Su, per favore, non farmi ridere.
 Fu lui, inopportunamente, a mettersi a ridere, come se lo divertisse la mia reazione o il mio modo di ragionare. 
  No, non intendevo questo, Berta,  stata uniperbole per farti capire. Avranno sospettato di alcune persone relativamente nuove e con certe caratteristiche, persone ancora vergini, e fra quelle cero io. A quanto mi dici, erano al corrente delle mie doti imitative. Non  affatto strano, ne sono al corrente mezza Madrid e mezza Oxford e alcuni ambienti londinesi. E cos come noi abbiamo degli infiltrati, ne hanno anche loro, nei limiti delle loro possibilit . 
 Non poteva non colpirmi quel noi, era la prima volta che lo avvertivo come qualcosa di stranamente patriottico, non saprei dire. Bench poco prima avesse usato espressioni come noi che facciamo questo mestiere, non era pi esattamente la stessa cosa (Cos, lamare un paese comincia..., anche questo verso era di Eliot, ma non ricordavo come continuava). 
  Guarda, quello che ti dir ora non dovrei dirtelo, rimanga fra noi come uneccezione, perch qualcosa  bene che tu lo sappia. Oggi; domani o dopodomani non pi. Se ti assicuro che ormai sanno che  stato un errore, che ogni sospetto si  allontanato da me e che questi Kindeln non ti disturberanno pi,  perch questa settimana  caduto lindividuo che secondo loro potevo essere io; quello che, come ti hanno detto, stava lavorando contro di loro a Belfast. Per fortuna, prima di cadere, ha portato a termine il grosso della sua missione. Ma adesso loro sanno con certezza che non ero io.
   caduto? Che cosa vuoi dire? Che  stato ucciso?
  No. Semplicemente  stato scoperto, o  uscito allo scoperto, non lo so. In ogni caso ormai  inutilizzabile, l non serve pi,  bruciato. Se potessero lo ucciderebbero, credo, ma adesso sar gi molto lontano, con un altro nome e un altro aspetto, con unaltra faccia, forse.
  Esattamente come quando ti hanno cancellato la cicatrice .
 Non lo chiesi, lo affermai.
 Lui port lunghia del pollice alla guancia, non rispose.
  Se quelluomo  caduto,  aggiunsi,  allora s che esiste quello che non esiste, no?  
 Lui mi guard senza capire.
  Hai detto che la gente come loro crede che esista quello che non esiste. Eppure esiste. Esiste sempre, non  vero? E tu  questo che fai,  il tuo mestiere, tu ti trovi l. In quello che esiste .
 Adesso non avevo pi cos paura per me e per il bambino, ma per lui: forse altri, se non lIra, lo avrebbero ucciso se avessero potuto, per il male che aveva fatto.
 Si alz, si avvicin, io avevo continuato a fare dei piccoli giri per la camera mentre parlavamo.
 Afferr di nuovo un capo della cintura del mio accappatoio, questa volta come se mi chiedesse il permesso di aprirlo. Come poteva pensare di nuovo a questo? Ma se uno lo pensa e lo manifesta, ottiene che anche laltro lo pensi. Tornai a sentirmi stupidamente lusingata, non potei farne a meno. Ma scostai la sua mano e glielo impedii.
  Forse  meglio dirlo al contrario, Berta,  rispose, facendo un passo indietro e alzando le mani in segno di rinuncia (io non volevo che rinunciasse, solo che aspettasse):  Anche quello che esiste, non esiste.
 Ci fu una pausa, ci fu una tregua, da un pezzo non ero pi andata a vedere il bambino, non lavevo sentito lamentarsi n piangere, aveva gi la sua camera con la porta sempre aperta, giorno e notte, e Toms non laveva visto da mesi, ora volle vederlo.
  Com cambiato,  disse, bench lo illuminasse solo la luce del corridoio e avesse gli occhi chiusi, meglio non svegliarlo se non era necessario. Per un paio di minuti lo guardammo insieme, come lo avremmo guardato ogni sera prima di andare a letto, lievemente chini sulla culla, se io non fossi stata quasi sempre sola e lui non fosse stato sempre lontano, chiss dove, chiss con che gente e facendosi passare per chi, senza essere lui. Mi circond le spalle con un braccio per completare il quadro sottratto, come se con quel gesto mi dicesse: Guardalo,  tuo e mio, lo abbiamo fatto noi due.
 Si azzard a fargli una carezza sulla guancia, molto leggera per non strapparlo al sonno, non con lunghia che riservava a se stesso, ma con il polpastrello del pollice.
  Comincia ad assomigliare di pi a te, no?  disse ancora.
 E poi, non aveva cenato, era stanco del viaggio e aveva fame, doveva essere stanco anche di altre cose, infinite altre cose che doveva aver vissuto, ora le sue esperienze erano opache, a me impenetrabili, e lo sarebbero state anche quelle future se una parte della sua vita non mi riguardava. S, si vedeva che era stanco, era appena tornato dalla Germania o da dove era stato, dopo una breve tappa a Londra, forse aveva passato due mesi cercando di portare a termine il grosso della sua missione come quellindividuo a Belfast, forse lo avevano scoperto o era uscito allo scoperto, era bruciato e non poteva pi continuare. Si era lasciato crescere la barba e aveva i capelli pi lunghi, ma il volto era ancora il suo. Forse veniva davvero dalla Germania, da un negoziato diplomatico e niente di pi, se Mr Reresby mi aveva detto la verit. E se un giorno avesse cambiato la faccia?
  Quel Reresby con cui ho parlato. Quel Reresby che ti avr detto dellurgenza con cui volevo parlarti.  il tuo capo? Anche lui si occupa di quello di cui ti occupi tu, di quello che non c?  
 Non avrei dovuto fargli domande, ma quella prescrizione, allinizio, almeno, mi era impossibile rispettarla. Non ci perdevo niente a tentare, lui mi avrebbe fermata e non mi avrebbe detto quello che non voleva.
 Ci eravamo seduti a tavola, avevo tirato fuori melone e prosciutto crudo, punte di asparagi, cannolicchi, formaggi, un po di pt, pane tostato, cotognata, qualche noce, lui mi avrebbe detto se desiderava altro. Era ancora vestito, io ero ancora avvolta nellaccappatoio.
 Comera prevedibile, a questo non volle rispondere.
  Quello che non esiste non si racconta,  disse.
  Se non esiste, che cosa si pu raccontare?
  Dimmi almeno perch.
  Perch, cosa?
  Perch ci sei finito dentro? Quando? Da quando?  stato gi a Oxford o pi tardi? Non mi dire che  stato prima del nostro matrimonio.  stato dopo? Nulla ti obbligava, no? Non sei neppure del tutto inglese, e la tua vita era qui . 
 Mi accorsi che ripetevo o facevo miei gli argomenti di Ruiz Kindeln. Che importava, se in fondo il grassone aveva ragione? Non aveva senso un coinvolgimento cos saldo, cos rischioso, da parte di Toms. 
  Kindeln, chiunque lui fosse in realt, mi ha detto che lui ne aveva conosciuti diversi e che tutti ne escono molto male, squilibrati o morti, ha detto, pazzi o giustiziati. Perdono la loro vita e la loro identit, e finiscono per non sapere pi chi sono. Nessuno li ammira n li ringrazia di nulla, nemmeno dei sacrifici che hanno fatto. E quando non servono pi li tolgono dalla circolazione senza tanti complimenti, come macchine fuori uso . 
 Dava limpressione di sapere di che cosa parlava, come se fosse uno di loro. 
  Forse i pericoli sono simili per chi appartiene a unorganizzazione, legale o illegale, clandestina o ufficiale. Perch ci sei finito dentro? Non riesco a capirlo.
 Toms alz gli occhi dal piatto, stava solo piluccando qua e l. Mi guard con una specie di superiorit morale, quasi con commiserazione, come si guarda un perfetto ignorante o una persona molto superficiale.
  Tu non hai mai sentito parlare di difesa del Regno?
  Quale difesa? Quale Regno? Di che cosa mi stai parlando?
  Il Regno, qualunque esso sia, in ogni tempo e in ogni luogo, deve essere sempre difeso. Come credi, se no, che siamo arrivati fin qui? Perch credi che la gente viva tranquilla, pensando ai fatti propri, perfino alle proprie sofferenze e ai propri dispiaceri, badando a se stessa e alle persone a cui tiene, che sono sempre molto poche, maledicendo la sua scalogna nera senza preoccuparsi di nientaltro? Perch credi che la gente viva sicura, tutta presa dalle proprie insicurezze, ciascuno la sua personale? Niente di tutto questo sarebbe possibile senza la difesa. Perch credi che ogni mattina tutto sia in ordine, pi o meno in ordine, e che la gente esca a fare le proprie faccende e la posta arrivi e il lattaio porti il latte, e vengano riforniti i mercati e funzionino gli autobus, la metropolitana, i treni e gli aeroporti, e i banchieri aprano le banche e i cittadini vadano a fare le loro operazioni e a mettere al sicuro i loro risparmi? Perch c il pane nelle panetterie e ci sono i pasticcini nelle pasticcerie, perch si spengono i lampioni e riaccendono alla sera, perch la borsa sale e scende e ciascuno riceve il suo stipendio, alto o basso che sia, alla fine del mese? Tutto questo ci sembra normale mentre in realt  straordinario,  incredibile che funzioni e continui a farlo giorno dopo giorno. Se succede  perch c una difesa permanente e silenziosa del Regno, di cui quasi nessuno sa nulla n deve sapere. E a differenza di quella garantita dallesercito, che fa un gran rumore ed  visibile solo in tempo di guerra, la nostra  sempre attiva e silenziosa, certamente in tempo di guerra ma anche in tempo di pace.  assai probabile che senza di noi non ci sarebbe nemmeno la pace, o una pace apparente. Non c Regno nella storia che non sia stato attaccato, saccheggiato, invaso, minato, destabilizzato dallesterno o dallinterno, ma sempre senza tregua; perfino quando sembra che non ci siano minacce, le minacce ci sono. LEuropa  piena di castelli, di mura, di torri e fortezze, o dei loro resti e delle loro rovine. Che oggi non se ne costruiscano pi non vuol dire che non esistano o che non servano. Noi siamo le torri di guardia, i fossati e i muri tagliafuoco; noi siamo i cannocchiali, le vedette, le sentinelle e siamo sempre allerta, che ci tocchi stanotte o no. Qualcuno deve pur rimanere vigile perch gli altri possano riposare, qualcuno deve captare le minacce, qualcuno deve prevederle prima che sia troppo tardi. Qualcuno deve difendere il Regno anche perch tu possa uscire con Guillermo a fare una passeggiata. E mi domandi perch?
 Non mi aspettavo di sentirgli fare un discorso del genere, cos convinto ed enfatico, in fondo cos poco da lui, che era sempre stato distratto e poco interessato a conoscersi, quasi indecifrabile a se stesso e agli altri. In questo risiedeva in gran parte il suo fascino, nel fatto che lui stava al mondo senza preoccuparsi del mondo, e ancor meno del significato della sua presenza nel mondo. Poi era diventato cupo e torbido a periodi, ora capivo perch, ma non aveva mai mostrato convinzione. 
 Sicuramente lo hanno addestrato, lo hanno persuaso dellimportanza del suo compito,  pensai.  A quasi tutti piace credere di essere indispensabili, di dare un apporto con la propria esistenza, e che questa non sia del tutto inutile o indifferente. Io stessa, da quando sono madre, mi considero solo per questo una specie di eroina e vado per le strade convinta di meritare rispetto e gratitudine, come ho visto fare ad altre madri. Ho limpressione di avere contribuito alla vita di tutti: di avere messo al mondo qualcuno che forse un giorno sar fondamentale. Povero bambino, poveri bambini, se sapessero quanta fede astratta riponiamo in loro. A quasi tutti piace credere queste cose, ma per lo pi sappiamo che non  cos. Tutto quello che ha enumerato Toms funzionerebbe ugualmente senza di noi, siamo tutti intercambiabili e sostituibili, c sempre una coda interminabile in attesa che lasciamo il nostro posto, per modesto che sia. Se dovessimo sparire non si noterebbe la nostra mancanza, il vuoto si riempirebbe immediatamente, come un tessuto che si rigenera in fretta, come la coda di una lucertola che ricresce, e chi ricorda pi quello che glielha tagliata?
 Lui, invece, ha la possibilit di credersi importante, lo ha appena detto, la sentinella sempre allerta, il soldato che scongiura il pericolo, il difensore del Regno, colui che permette agli altri di dormire in pace. Come pu essere cos ingenuo e cos manipolabile, come pu essersi lasciato sedurre da una vuota retorica? Tutto questo  chiacchiera patriottica, nei discorsi di questo genere non manca mai una certa dose di ragione, ma perch sono ispirati a una mezza verit: certo che ci sono delle minacce, dei nemici, dei rischi. Per questo trascinano le masse affamate di semplificazioni e di parvenze di verit. Ma Toms non  la massa, o non lo era, poi forse ha dovuto procurarsi un alibi per la sua decisione, ha dovuto giustificarsi davanti a se stesso, nessuno pu immergersi in questo tipo di vita fittizia, in questa rinuncia alla propria, di vita, alla vita che desiderava e che si era tracciato, se non  convinto di rendere un servizio essenziale agli altri, a quello che adesso lui chiama il Regno, al suo paese. Ma da quando lInghilterra  il suo paese? 
 Smise di mangiare o fece una pausa per fumare una sigaretta. Si alz da tavola, si avvicin a uno dei balconi per guardare dai vetri il temporale e gli alberi sconvolti dal vento. La pioggia era cessata mentre eravamo in camera da letto, ma adesso riprendeva vigore. Lo segui, gli andai vicino, mi misi al suo fianco, gli dissi:  E com che sei stato disposto a far parte di questo, tu che sei cresciuto qui? Non raccontarmi storie, tu sei spagnolo quanto me. Lo sei sempre stato. Quando ti  venuto fuori questo patriottismo inglese? Da quando questo non  pi il tuo paese? Tuo figlio e io siamo qui.
  No, spagnolo quanto te non lo sono, Berta,  mi rispose.  Tu sei madrilena fino ai nonni paterni e materni, io no. Ed  stato l che mi hanno avvicinato.  stato l che hanno visto le mie potenzialit e chiesto la mia partecipazione. Mi hanno apprezzato per le mie capacit, e uno appartiene in gran parte al paese che lo apprezza, e soprattutto che lo reclama, che lo attira a s. Nessuno mi ha mai reclamato qui,  tipico di questo paese non sfruttare le risorse che ha, quando non le allontana o non le perseguita. E poi, che cosa pretendi? Qui non si sa dove si andr a finire. Anche ammesso che qualcuno si fosse interessato a me, non mi sarei messo al servizio di una dittatura. Non ti sarebbe piaciuto per niente, e saresti rimasta ancora pi sorpresa, di certo non me lo avresti perdonato. Fino a pochi giorni fa cera ancora Arias Navarro al governo. Questo Surez non si sa che cosa far. Ci risulta che voglia davvero un cambiamento, ma bisogna ancora vedere se sar cos, e se glielo permetteranno, malgrado lappoggio che pu avere dal re.
 Non lo disse come se fosse una voce che girava, ma come se possedesse informazioni affidabili (Ci risulta, e di nuovo quel noi). Se faceva parte dei servizi segreti inglesi, era il minimo, pensai. In effetti, il 1 di luglio, non molti giorni prima, Re Juan Carlos aveva imposto le dimissioni di Arias Navarro, uomo di Franco e designato da Franco, lo stesso personaggio che, in tono di piagnisteo, esibendo le sue lacrime, aveva annunciato in televisione la morte del dittatore; erano passati solo sei o sette mesi da allora, sembrava fossero passati anni, malgrado la continuit che proprio lui doveva garantire. Era stato soprannominato il Macellaio di Malaga, se non ricordo male, per limplacabile repressione che aveva messo in atto in quella provincia al termine della Guerra Civile: centinaia di esecuzioni capitali senza processo o con processi farsa, un individuo sanguinario e sentimentale come tanti nel corso della storia,  notevole quanto spesso ricorra questa combinazione e quanto siano da temere gli uomini troppo sensibili, con le loro emozioni personali a fior di pelle e la loro ferocia. Il 3 luglio il governo era stato affidato ad Adolfo Surez, che pi avanti avrebbe davvero cambiato le cose, ma che allora rappresentava unincognita e non poteva ispirare molta fiducia. Nemmeno lInghilterra era in un grande momento. Il primo ministro Harold Wilson si era dimesso da pochi mesi e lo aveva sostituito James Callaghan, laburista come lui. Callaghan si sarebbe reso largamente responsabile dellascesa e della vittoria della sua avversaria Margaret Thatcher avvenuta tre anni dopo, solo che di lei non si sapeva ancora nulla in quel 1976 che segn la mia vita per sempre, quando seppi comera quella mia vita in realt, per il solo fatto di venirlo a sapere. Quella sera capii che avevo di fronte un dilemma e che mi toccava prendere una decisione, se rimanere o no al fianco di Toms, se accettare una vita ancora pi intermittente di quanto non lo fosse gi stata, ignorando met della sua esistenza o forse di pi, chiudendo un occhio su met del suo tempo o forse di pi, senza sapere in che cosa fosse coinvolto n fino a che punto si sporcasse le mani e lanima, se mentisse, se tradisse quelli che lo consideravano un collega o un amico, se lavorasse per mandarli in prigione o a morte, e tutto questo senza fare domande. Con gravi rischi per me e per il bambino, per quanto lui giurasse che non ce ne sarebbero pi stati, e con enormi rischi per lui. Cominciai a pensarci proprio l, mentre insieme guardavamo dai vetri la pioggia su plaza de Oriente, luno incollato allaltro, mi bastava muovere la mano per sfiorare la sua, mi bastava chinare la testa per appoggiarla sulla sua spalla, non dovevo far altro che voltarmi per abbracciarlo e farmi abbracciare: Forse un giorno lui non torner, forse una sua assenza si prolungher e passeranno i mesi e poi gli anni senza notizie di Toms. Forse mi insedier indefinitamente nellattesa, senza sapere se  vivo o se lo hanno ucciso da qualche parte, se lhanno scoperto e giustiziato come diceva Kindeln. O forse sar lui a decidere di sparire e non tornare, sar lui a rifarsi una vita da unaltra parte, trasformato in qualcuno che non . Che senso ha vivere cos, averlo ma non averlo e passare il tempo ad aspettarlo, chiedendomi ogni volta se torner o se svanir in una nebbia, in una nevicata o in mezzo al fumo, nel buio della notte o in un temporale, se sar uno di quei mariti che se ne vanno senza lasciare una lettera, n un cadavere, n una traccia, inghiottiti dalla gola del mare. Lalternativa  rinunciare a lui subito, separarci e dimenticarlo lentamente oppure lasciarlo impallidire per poi cercare lentamente un altro uomo, un altro amore, molto lentamente. (Sono giovane, ne avrei tutto il tempo, dicono che si dimentica anche lindimenticabile, lo dicono le persone che hanno molti pi anni di me). Disinteressarmi di dove va e di dove si trova, non stare ad aspettare le sue ricomparse n preoccuparmi di come gli vanno le cose in quella sua porzione di mondo scelto e segreto, che non  il mio e che non lo pu essere, non saperne pi niente, data limpossibilit di saperne abbastanza, chiudere definitivamente ci che non sar mai limpido n sgombro e che non sar mai aperto, quello che sar sempre oscuro e fumoso o che nemmeno potr esserci; quello che sar pura oscurit. Ma in realt da molto tempo nulla  trasparente e tutto  semichiuso, in parte per mio disinteresse. Da molto tempo i suoi soggiorni a Londra, o che io credevo a Londra, per me non esistevano ed erano solo scomode parentesi alle quali mi ero abituata fin dai tempi delluniversit, la verit  che sono anni che viviamo a pezzi e bocconi, che viviamo in questo modo, quindi che differenza c? Oh, s, c una grande differenza, un conto  che svolga mansioni diplomatiche al Foreign Office e un altro che sia una talpa, un impostore, che alteri il suo aspetto e si serva delle lingue che conosce e delle sue perfette imitazioni e dei suoi studiati accenti per passare inosservato fra i nemici del Regno, per fraternizzare e fingere di essere dei loro, di pensare come loro e cospirare, forse, esponendosi a uno smascheramento o a una delazione e al relativo regolamento di conti, una spia  una spia anche in tempo di pace, o di pace apparente, loro vengono giustiziati comunque, e nellIrlanda del Nord dei Kindeln non esiste certo la pace...
  Toms, non  questo il punto,  gli dissi.  Il punto  che nulla ti obbligava a prestarti a una cosa simile, n in Spagna n in Inghilterra, non riesco a spiegarmelo, da parte tua. Potevi non entrarci e niente di tutto questo sarebbe successo, quella coppia non sarebbe apparsa nella mia vita e non avrebbe minacciato di dar fuoco al bambino, ti rendi conto dellorrore, ti rendi conto di che cosa ho passato?  
 Lui taceva, come ammettendo una sua colpa indiretta, lontana.
  E adesso non saremmo costretti a domandarci se rimanere insieme o no. Oppure, stando a quello che dici, non mi dovrei porre il problema. Capisco che tu voglia rimanere, malgrado tutto, malgrado quello che mi stai dicendo, malgrado lanomalia che mi proponi. Senza che io possa farti domande, imponendo le tue regole, in quel modo cos particolare. Cos insoddisfacente per me. Non so come hai potuto non calcolare, non valutare le conseguenze.
 Inclin la faccia, mi guard. Io continuavo a tenere lo sguardo fisso davanti a me, verso gli alberi e il temporale, verso lesterno; ma con la coda dellocchio colsi la sua espressione. Questa volta non era di superiorit morale. Anzi, era di inferiorit. Era lespressione di un uomo colto in fallo, o di chi ha fatto cadere a terra qualcosa di prezioso. Di qualcuno che si rammarica di fatti impossibili da annullare.
  Non sono autorizzato a risponderti, Berta, potrei finire in carcere se lo facessi. E certo che voglio rimanere con te. Non immagini quanto. A volte sei lunica che mi permette di ricordare bene chi sono. Ma tu non sai le cose che possono obbligare un uomo. Tu non sai le cose che possono obbligare,  ripet.
  E dimmele.
 Rimase in silenzio per parecchi secondi, come se soppesasse lopportunit o la sola possibilit di dirmele, come se fosse tentato di farlo e sapesse che non doveva, che se ne sarebbe pentito per il resto dei suoi giorni se avesse ceduto alla tentazione. Poi rasseren quellespressione di rammarico e rispose:  Ti obbliga il fatto di poter sventare una disgrazia. Berta, ti pare poco? Ed  questo che noi facciamo. Noi sventiamo le disgrazie. Una e poi unaltra e unaltra ancora. Disgrazie senza fine.
 Ebbi la certezza che non era questo quello che aveva in mente, ma lo presi per buono quella notte, suonava bene. La pioggia cess di nuovo. Ormai ero stanca e lui doveva essere sfinito, chiss di quali fatiche e dispiaceri portava il peso, chiss da dove e chiss da quanto. In fin dei conti era arrivato, era a casa, avrebbe dormito al mio fianco, avrei visto la sua sagoma nel letto, il suo volto e la sua testa sul cuscino, con la barba. Sembrava inverosimile, dopo tutto quanto, eppure mi tranquillizzava. Lindomani avrei pensato al da farsi. Posai la testa sulla sua spalla. Di sicuro lui fraintese il mio gesto.
 
 Parte quinta
 Quella notte in verit non lo sapevo, ma  ovvio che rimasi con Toms, bisogna aver perduto molto prima di rinunciare a quello che si ha, soprattutto se quello che si ha risponde a un proposito antico, a una determinazione ostinata. Si limitano gli impulsi e le aspettative, ci si accontenta di versioni deteriorate di quello che si era desiderato o si era creduto di raggiungere, in ogni fase della vita si accettano riduzioni e imperfezioni, si mettono da parte le pretese: Va bene, questo non  stato possibile, riconosciamo; ma rimane ancora abbastanza, vale ancora la pena e si pu far finta che non sia successo, sarebbe peggio se non ci fosse nulla o se fosse andato tutto a rotoli. Quando si viene a conoscenza di uninfedelt (di ci che colloquialmente, con poca fantasia, si chiama cos), ci si concede di montare in collera sul momento, di prendere a calci linfedele, di buttarlo fuori di casa e di chiudergli le porte. Ci sono persone molto orgogliose, o forse puritane e integerrime, che portano questo atteggiamento fino in fondo. Ma quasi tutti, dopo laccesso di furia, cominciano a pregare dentro di s che sia stata una cosa veniale, una velleit, un capriccio dovuto a un momento di noia, di vanit, di obnubilazione temporanea; che non sia nulla di serio, tale da escludere del tutto la parte tradita, come si suol dire, di sostituirla e usurpare il suo posto. Questa reazione non solo  dettata dal bisogno di conservare ci che si  ottenuto e ancora si possiede  la paura del vuoto e lenorme fatica di ricominciare da zero?, ma consente anche il vantaggio di far sentire laltro in debito. Chi rimane al fianco del traditore, chi decide di ignorare il tradimento, avr sempre la facolt di mostrare la cicatrice e di recriminare, anche solo con lo sguardo, o con il passo, o con il modo di respirare. O con quello di tacere, soprattutto quando non c motivo di tacere e il coniuge si chieder: Perch non risponde, perch non dice niente, perch non alza gli occhi? Star rivivendo quello che  successo?
 Non era questo il mio caso, o almeno le probabili infedelt erano in teoria motivate dalla necessit, dal lavoro, perfino dalla sopravvivenza, potevano avere a che fare pi con i baci e le scene di sesso che gli attori e le attrici si vedono costretti a recitare che con vere relazioni adulterine. Si presume che quelle scene siano finte, che nel momento in cui il regista dice Stop! gli attori e le attrici si fermino, si separino e si comportino come se fra loro non ci fosse stata la minima intimit. O solo unintimit del corpo, non dellanima, forse questo  uno dei pochi ambiti in cui rimane valida tale separazione.  vero che nelle recite di Toms non cera nessun regista, non cerano macchine da presa, non cera una troupe, non cerano testimoni di nessun genere e nessuno dava uno stop. Al contrario, tutto doveva apparire sincero e reale, soprattutto allaltra persona, quella che forse si sarebbe innamorata cos stupidamente da raccontare troppe cose alla persona con cui meno avrebbe dovuto farlo, a quella che sarebbe stata la sua rovina, a un nemico camuffato, a un impostore, a un traditore. Lo avrebbe fatto per dimostrarsi informata e utile, per fargli piacere, per offrirgli una data o un nome e consegnare qualcuno senza volerlo, per rendersi interessante e vantarsi. In campo amoroso  inevitabile vantarsi un poco, prima o poi, farsi belli per farsi amare di pi. Ed  a quel punto che si racconta, che si finisce per raccontare senza posa, come se fosse il pi grande regalo possibile, soddisfare la curiosit e offrire informazioni, a volte senza che siano richieste. Sono regali buttati al vento, perch la gente tende a dimenticare come  venuta a sapere questa o quella cosa e quindi non prova gratitudine n ammirazione per chi glielha rivelata. Ben presto crede di averla scoperta da s, e una volta che possiede una certa nozione o informazione quello che meno ricorda  da dove provenga e la via attraverso cui gli  arrivata; la figura del messaggero svanisce in fretta. Un giorno provai a ottenere da Toms un modesto regalo di questo tipo. Sapendo che mi era proibito, mirai a qualcosa di vago, che non lo compromettesse, e osai chiedergli direttamente:  Se devi farti passare per chi non sei quando sei in giro, immagino che certe volte tu debba andare a letto con qualcuna, anche solo per avere delle informazioni o per guadagnarti la sua fiducia, per creare un clima propizio alle confidenze.  cos? Puoi dirmelo, lo capirei. Non te lo rimproverer.
 Non era impossibile credermi, credere che avrei capito, gli anni Settanta erano molto permissivi e comprensivi in questo campo: nessuno era propriet di nessuno, i contratti e i vincoli erano disprezzati, se sto con te e non vado con altri non deve essere per obbligo ma per il mio desiderio e la mia volont, siamo liberi e ogni giorno ricominciamo da capo, questi erano discorsi normali per numerose coppie dellepoca, per quanto ci sposassimo con unidea di durata. E poi Toms e io eravamo rimasti separati a lungo fin da molto presto e da molto giovani, quando si cede con pi facilit. Lui non era stato il primo nella mia vita n io la prima nella sua, e questo era stato evidente quando finalmente eravamo stati insieme io e lui, in modo completo voglio dire, o fino in fondo, fino a quella che una volta veniva chiamata legalmente la consumazione. Non ci eravamo confessati nulla, n gli incontri n i nomi, ma entrambi sapevamo che cerano stati, e che quelli delluno non riguardavano laltro. Appartenevano al passato; e quindi, in una certa misura, erano diventati finzione. E poi si supponeva che avessero avuto luogo prima del nostro matrimonio. Bench questo non avesse cambiato essenzialmente le cose per noi  forse un po di pi per me, che con ingenuit lo vissi come un punto darrivo  , vi  unancestrale e strana mistica delle nozze cui quasi nessuno rimane indenne n si sottrae completamente, proprio come c una mistica della maternit. Sentimenti atavici, senzaltro. 
 La donna che si  sposata, luomo che si  sposato, non saranno mai pi identici a quando non lo avevano fatto. Bench non ci si creda, bench le si celebri senza sfarzo, dando loro lapparenza di semplici formalit, le cerimonie producono il loro effetto, per questo sono state inventate, immagino: per tracciare una linea di demarcazione, per stabilire un prima e un dopo, per rendere serio ci che non lo era, per sottolineare e consacrare. Per dare una notizia e far s che questa venga accolta, sancita dalla comunit. Si sa gi sempre chi sar il nuovo re (a meno che manchi un erede e che vi siano dispute dinastiche), e tuttavia non c mai stato monarca che abbia rinunciato a essere protagonista di una cerimonia di incoronazione. Pu darsi che quella mia domanda avesse maggiore peso di quanto io stessa le concedessi nel farla.
 Eravamo seduti ai tavolini di un caff fra gli alberi di paseo del Pintor Rosales, sul finire dellestate, era gi settembre ed eravamo soli, avevamo lasciato il bambino a casa dei nonni paterni. Toms mi guard sorpreso e anche un po a disagio, il che mi diede gi in parte la risposta, o questo fu quello che credetti.
  Che centra questo adesso?  mi rispose.  Eravamo daccordo che non mi avresti fatto domande, no?
  S, per non ti sto chiedendo niente di preciso, n dove sei stato n perch, n con chi n contro chi, e neppure che coshai fatto. Solo se pu capitare. Cos, in generale.  una curiosit naturale. Pensi che tu non lavresti nel mio caso, se io fossi nella tua posizione, se dovessi fingermi unaltra e frequentare degli sconosciuti come se non fossi sposata e non avessi un figlio? Dimmi di s, che saresti luomo pi curioso del mondo. Altrimenti mi offendo . 
 Cercai di alleggerire la domanda con una battuta, dissi queste ultime parole con un sorriso. Ma la battuta non riusc.
 Lui distolse lo sguardo, rimase pensieroso. Bevve un sorso della sua birra, pos il bicchiere sul tavolo e poi subito dopo bevve di nuovo.
  E che cosa ci guadagni sapendolo? Ti preoccuperai di questo ogni volta che me ne andr? Ti chiederai se sto andando a letto con qualcuna per il bene della missione? Nulla di quello che avviene nel mio lavoro ti riguarda, credevo che ti fosse chiaro e che lo avessi accettato. Nulla di quello che faccio esiste per te. Non dovrebbe esistere nemmeno per me. Di fatto non esiste, come vuoi che te lo dica? Non avviene, non ha luogo. Non hai sentito parlare di quei soldati che una volta tornati a casa non raccontano mai quello che hanno vissuto in guerra n quello che hanno dovuto fare? Che non dicono una parola su quello che hanno visto e muoiono senza aver detto nulla dopo cinquantanni o anche di pi? Come se non fossero mai stati in combattimento in vita loro. Bene,  la stessa cosa, con la differenza che loro scelgono di tacere e noi non abbiamo scelta. Siamo tenuti a farlo. Per sempre. Altrimenti verremmo accusati di violazione di segreti di stato, e questo non  uno scherzo, te lo assicuro .
 Continuava a ricomparire quel noi, era evidente che si sentiva membro di un corpo, o forse di un club, e che questo lo rassicurava.
  Continuo a non capire come hai fatto a finire in questa cosa,  gli dissi.  Non solo difendete il Regno, per usare la tua espressione, ma nessuno deve saperlo, e naturalmente non ve ne potete vantare. Non  un prezzo troppo alto? Capisco che tutte, assolutamente tutte le vostre attivit sono, come dite voi in inglese, classified, segrete, riservate, e lo saranno fino alla vostra morte e anche dopo. Quello che non vedo  che cosa ci guadagnate, a parte una buona paga, immagino che noi viviamo in larga misura di questo. Ma nessuno vi vedr mai come degli eroi, e nemmeno come dei patrioti. Qualunque cosa voi facciate giacer nelloblio, o nel misconoscimento. Potr anche essere stata fondamentale, potranno anche essere enormi le disgrazie che sarete riusciti a sventare. Se nessuno lo sapr mai... Una minaccia stroncata, una disgrazia evitata, si riduce a un timore. E i timori che non si realizzano la gente finisce per vederli come infondati, come esagerazioni e paranoie, quasi come qualcosa di cui scherzare, a posteriori. Tutte quelle persone che negli anni Cinquanta e Sessanta si fecero costruire il loro rifugio antiatomico, soprattutto negli Stati Uniti, ormai devono vederlo come una cosa ridicola. Come dire, quello che non succede  come non avesse prestigio, qualcosa di simile. E quello che non si sa, ne ha meno ancora,  evidente. Labisso fra quello che succede e quello che non succede  cos enorme che quello che non succede si dissolve e perde di importanza e non ci si pensa pi. Noi obbediamo alla forza dei fatti ed  quella a guidarci, nientaltro. Guarda quello che  successo a me. Se Kindeln avesse dato fuoco a Guillermo e io avessi visto mio figlio bruciare, se nostro figlio fosse morto, le nostre vite sarebbero distrutte per sempre e io non te lo avrei mai perdonato. Probabilmente sarei impazzita, oppure sarei corsa in cucina, avrei preso un coltello e li avrei pugnalati tutti e due, Miguel e Mary Kate. Probabilmente adesso sarei in prigione, o nel migliore dei casi in preda a un grave disturbo mentale, internata. Ma dal momento che  stata solo una minaccia e uno spavento, dal momento che non  successo, che ho potuto raccontartelo a pericolo passato e con relativa calma, il bambino  illeso e cresce bene e avr unesistenza normale o cos spero, e chiss se un giorno non gli racconter, come un aneddoto curioso e perfino con un certo umorismo, dellimmenso pericolo che ha corso quando era ancora in culla. La distanza fra quello che pu accadere e quello che effettivamente accade  talmente gigantesca che la prima eventualit alla fine viene dimenticata, anche se  mancato poco che si verificasse. Per non parlare di quando si ignora che avrebbe potuto verificarsi, allora non la si pu neppure dimenticare,  ancora peggio. Te lo immagini se il colpo di stato di Franco fosse fallito nel giro di pochi giorni? Sarebbe ridotto a una nota a pi di pagina nei libri di storia, uno dei tanti incidenti che hanno costellato il periodo repubblicano. O se si fosse solo temuto che potesse accadere, se ne fosse corsa voce, ma non si fosse verificato? Nessuno conoscerebbe i nomi di quelli che ne avrebbero disarticolato lorganizzazione, vero? I nomi di quelli che avrebbero evitato una guerra civile e quasi un milione di morti. Dal momento che tutti quei morti non ci sarebbero stati, lo smantellamento di una cospirazione sarebbe rimasto un fatto privo di conseguenze drammatiche, e pertanto privo di prestigio, un episodio minore .
 Rimasi in silenzio per qualche istante, mentre Toms mi guardava sorpreso dalla mia verbosit, e aggiunsi:  A quanto mi dici, tu sei uno di quelli e lo sarai sempre. Uno di quelli il cui nome non si ricorda o viene ignorato. E per di pi ti va bene.
 Ora Toms fece un gesto con la mano oscillante verso lalto, come se sorreggesse un pesante globo terracqueo o forse il lieve teschio di Yorick, con il gomito appoggiato al tavolino. Non so perch, vidi un senso di superiorit in quel gesto.
  Non lo capisci perch non lo puoi capire, Berta. Ma dato che non tocca a te capire, non c niente di male. La prova del fatto che non ci arrivi  che hai sbagliato il tempo verbale, tu pensi nei termini sbagliati. Dici che quello che facciamo giacer nelloblio o nel misconoscimento.  pi giusto dire che quello che facciamo giace gi nelloblio, nel preciso momento in cui lo facciamo. E ovviamente nel misconoscimento. Come tutto quello che potrebbe fare qualcuno che non  nato, per esempio.  qualcosa di simile. Ancora prima che noi lo facciamo, giace gi nelloblio. In realt non c differenza fra il prima e il dopo. Quando non si  fatta una cosa non la si  fatta, e anche dopo, non la si  fatta lo stesso, quindi tutto rimane comera, perfettamente uguale a prima. Nemmeno durante il durante la si fa o, per meglio dire, non la si fa. Ammetto che non  facilissimo da comprendere.
 Non  nemmeno cos difficile. Glielo hanno insegnato,  pensai.  Glielo hanno inculcato e lui ha finito per impararlo. Adesso si sta vantando con me, visto che gli hanno dato il permesso di raccontarmi qualcosa, il minimo indispensabile, e che finalmente pu vantarsi. Anche se solo con me, con sua moglie, io a questo punto sono qualcosa di pi di nessuno, sono qualcuno. Tutti si vantano,  inevitabile, anche se hanno rinunciato a farlo e si sono adattati, anche se glielo hanno proibito e sono disposti a obbedire.
  Non  poi cos difficile,  dissi, e tornai al punto da cui era cominciata quella discussione sotto gli alberi: pi lui si rifiutava di rispondermi, pi la mia curiosit cresceva.
  Riguardo a quelle donne sconosciute e probabilmente straniere, almeno dimmi se siamo al prima o al dopo di quello che non  successo, che non sta succedendo e che senzaltro non succeder. Nel durante immagino di no.
 Questa volta la battuta mi riusc decisamente meglio. Mi sorrise con il globo terrestre ancora in mano e accondiscese a rispondere. Certo che la sua risposta non necessariamente era vera e probabilmente non lo era. Fin la sua birra e disse con lieve compiacimento:  Finora questa eventualit non si  presentata. Per potrebbe presentarsi.
  E se si presenta, non si sar presentata, secondo te.
 Si rese conto di aver parlato troppo e di essersi involontariamente contraddetto. Con due frasi brevi e avventate  o forse presuntuose  si era contraddetto e mi aveva socchiuso una porta verso il futuro, uno spiraglio per nuove domande, mi aveva dato qualcosa a cui aggrapparmi. Era come se inavvertitamente, in un momento di distrazione, avesse acceso un fiammifero fugace nel buio pi completo. Era come se ci che non era nato avesse cominciato a nascere. Aveva ammesso che qualcosa, quello, era uneventualit che poteva presentarsi. Volle sistemare o rettificare la cosa, ma ormai era troppo tardi. Ci prov comunque, rispose:  Esatto, non si sar presentata, perch di fatto non si presenter anche se si presentasse.
 E cos passarono un anno e poi due, tre e quattro e cinque e sei. Da quando Toms aveva potuto raccontarmi che cosa faceva, parzialmente in realt, lo vidi pi sereno, pi leggero, di umore migliore, quando era a Madrid; le sue tetraggini e le sue insonnie non furono pi cos costanti ma solo temporanee, si manifestavano o si aggravavano poco prima delle sue partenze per Londra e le portava con s al ritorno, come se gli ci volesse tempo per sottrarsi a quellaltra vita, alle sue altre vite transitorie e probabilmente vissute con maggiore intensit; per abituarsi allidea che la sua esistenza precedente, qualunque essa fosse di volta in volta, ormai era finita, senza remissione, e lunica recidivante, lunica che si ripeteva e riprendeva, era quella che gli offrivo io nella nostra citt. A poco a poco allinizio, poi con sempre maggiore rapidit, si pacificava e riusciva a staccarsi da quello che aveva fatto durante le sue lunghe assenze, da quello che aveva provato e dalle persone con cui era stato a contatto chiss dove, quelle che probabilmente aveva ingannato fingendosi uno dei loro per settimane o forse mesi, fingendo di condividere le stesse idee politiche e religiose e di essere un compaesano o un connazionale, con le sue incredibili doti per limitazione e la recitazione, per il raggiro e limpostura, in fin dei conti era di questo che si trattava. Perch io davo per scontato che lui andasse a Londra e che poi da l  anche se non sempre  venisse inviato altrove. Imparai a sapere, o meglio, a supporre, quando si trovava da unaltra parte, perch fino a quando rimaneva a Londra, presumibilmente al Foreign Office o nelle sedi dellMI5 o dellMI6, se poi avevano sedi distinte, telefonava con una certa regolarit, pi spesso da quando era nata Elisa, la bambina, per la quale ha sempre avuto un debole molto maschile, tipico di quasi tutti gli uomini nei riguardi di una bimbetta, le vedono pi graziose e indifese, mai come futuri rivali, come individui che un giorno si crederanno superiori a loro e li disprezzeranno e usurperanno il loro posto, come invece spesso vedono i figli maschi fin dalla nascita. 
 La frequenza dei contatti diminuiva quando si trovava in qualche punto della Gran Bretagna dove lo sottoponevano a addestramenti specifici, a quanto capii o mi fece intendere. In quello strano mestiere, a quanto pare, non si finiva mai di istruirsi, di studiare, di apprendere, di rifinirsi e perfezionarsi, probabilmente ogni missione richiedeva un allenamento o una preparazione ad hoc, limpeccabile dominio di una lingua o di un accento, la scioltezza e la naturalezza assoluta in una specifica parlata, determinate conoscenze di storia e geografia, familiarit con date, toponimi, costumi e tradizioni. Nella mia immaginazione era possibile che qualcuno, Toms nel caso specifico, riuscisse a farsi passare con successo per qualcun altro, ma non per diversi altri, in posti e circostanze differenti, per quanto modificasse il suo aspetto o si travestisse, tale  la quantit di fattori che compongono la memoria di chiunque e di cui si deve tener conto quando si tratta di dargli vita o di interpretarlo, di inventarlo o di sostituirsi a lui. In ogni caso, deducevo che fosse impegnato in una nuova missione sul campo, come avevo sentito che diceva, quando non telefonava pi. E quando smetteva, smetteva del tutto, i silenzi si protraevano per almeno un mese, di solito due o tre e in unoccasione anche di pi, e io non potevo fare a meno di viverli con ansia, agitazione e inquietudine. Passavo quei periodi senza una sillaba n una parola da parte sua, e senza sapere se fosse ancora vivo, chiedendomi se lo avessero scoperto e quali provvedimenti sarebbero stati presi in questo caso, se sarebbe riuscito a tirarsi fuori da dove era finito per tornare un giorno al mio fianco; se potesse contare su appoggi o vie di salvezza quando le cose si mettevano male o se fosse stato fatto prigioniero, se quel Reresby o qualche altro collega suo gli avrebbero dato una mano o se lo avrebbero abbandonato alla sua sorte e lo avrebbero dato per scomparso, per disperso in terra straniera. Ma non temevo solo per il suo destino, temevo anche per la natura delle sue attivit. Mi auguravo che
andassero bene in astratto, di tutto cuore, e stavo dalla sua parte comera naturale: lui era mio marito e il padre dei miei figli, il Toms di sempre, anche se era cambiato e aveva scelto una vita estrema e oscura che sfuggiva alla mia comprensione e della quale non vedevo la necessit. Ma a volte non potevo sottrarmi al pensiero che probabilmente lui facesse male a fare, intrinsecamente, il male: che probabilmente si guadagnasse subdolamente la fiducia di uomini e donne che lo accoglievano come un fratello, o come un amante, o perfino come un amore, e poi li tradisse, li consegnasse al nemico, fornisse i loro nomi e le loro descrizioni, le loro fotografie se era riuscito a riprenderli di nascosto, carpisse loro informazioni riguardo alle loro intenzioni e alle loro azioni, e forse cos facendo li conducesse alla morte (E ogni azione  un passo verso il ceppo, verso il fuoco, la gola del mare o verso una pietra illeggibile), e come si pu causare o favorire la morte di chi  stato un amico affettuoso o collega fedele? di chi ti ha abbracciato dentro un letto senza separazione alcuna tra pelle e pelle? di chi  stato pronto a morire per salvarti? Tutto questo poteva accadere, Toms era di quelli che sanno farsi voler bene e anche i pi duri e spietati si affezionano senza volerlo o hanno dei momenti di debolezza, la simpatia non pu essere tenuta a freno, e meno che mai linnamoramento,  difficile dominare addirittura un semplice desiderio sessuale. Quanto poco conta la nostra volont. Toms poteva permettere larresto o il fallimento di quegli ingenui che gli avevano dato fiducia, e in certi paesi e organizzazioni non  concesso fallire, ancor meno lasciarsi raggirare da una talpa, da un agente del nemico cui si forniscono troppe notizie su quanto si  fatto o si intende fare.
 Capivo che questo era precisamente il suo lavoro e che cos sventava delle disgrazie, ma quando ci si odia e ci si scontra tutto dipende dal punto di vista, e quello che per una parte  una disgrazia per laltra  una benedizione. Lui era votato alla causa dellInghilterra, del paese che aveva scelto come suo, che le sue cause fossero giuste o no, immaginavo che non spettasse a lui giudicare, solo accettarle e obbedire. Per io non ero in grado di condividere il suo patriottismo, per cos dire, non potevo esserlo. Inoltre in quegli anni noi spagnoli (quelli di noi che non erano franchisti, certo) avevamo uninvincibile avversione per la polizia segreta e un disprezzo infinito nei riguardi degli infiltrati. Ce nerano stati da una parte sola, da quella della dittatura, e solo in una direzione, ed erano stati gli odiati membri della Brigada Poltico-Social, quelli che erano detti i sociales per brevit, che si erano fatti passare per operai nelle fabbriche, per minatori nelle miniere e per carpentieri nei cantieri navali, per sindacalisti nei sindacati illegali, per militanti e dirigenti nei partiti (tutti clandestini), per prigionieri politici nelle prigioni e per studenti nelle universit. Con il loro falso radicalismo avevano perfino trascinato molti a commettere reati che senza la loro presenza e il loro incitamento, le loro arringhe fasulle, la loro persuasione e il loro estremismo esibizionistico, mai avrebbero commesso. Numerose persone erano finite in carcere per colpa di quegli impostori, che non solo avevano agito come delatori ma anche come istigatori, al fine di aggravare le pene che si sarebbero abbattute sui sovversivi: un conto era distribuire volantini e un altro lanciare sassi contro le vetrine di una banca o di un grande magazzino, un conto era correre davanti alla polizia in una manifestazione e un altro rivoltarsi contro una guardia a cavallo disarcionandola con una sbarra di ferro, un conto era essere iscritti a un partito e un altro mettere una bomba su unautomobile o sparare a un colonnello dellesercito. Ai sociales interessava che la gente pacifica passasse alle vie di fatto, che quelli che erano cani sciolti si organizzassero e si associassero, non si limitavano a fare accertamenti e fornire nomi, ma affondavano gli speroni per fare imbizzarrire quelli che cadevano sotto la loro influenza, e cos poterli accusare dei reati pi gravi. Erano sempre loro a torturare e a gettare i detenuti dalle scale o da una finestra, come era successo a quello studente mio coetaneo, Enrique Ruano, e ad altri, che a detta loro tentavano sempre la fuga dove non cerano vie di fuga e cadevano o
saltavano, malgrado fossero ammanettati dietro la schiena e guardati a vista. E quel sinistro corpo di polizia non era ancora stato interamente sciolto n smantellato, in ogni caso nessuno dei suoi membri era stato punito n sospeso n tantomeno processato, semmai erano state cercate per loro mansioni defilate, pi adatte ai tempi nuovi della democrazia.
 Mi sforzavo di pensare che in Inghilterra era diverso, che l non cera mai stata una dittatura e che probabilmente i loro servizi segreti si attenevano a leggi severe ed erano controllati da politici eletti dal popolo e da magistrati onesti e indipendenti, quella era una nazione con la separazione dei poteri e una stampa libera, ci che noi cominciavamo a conoscere solo allora. Probabilmente non commettevano abusi o crimini equiparabili a quelli della nostra polizia segreta, e se li avessero commessi non sarebbero rimasti impuniti, come era avvenuto a quanti avevano servito Franco per pi di quarantanni, ciascuno al suo posto pi insignificante o pi nocivo. Ma non ne avevo lassoluta certezza. Presi dei libri alla biblioteca dellInstituto Britnico di calle Almagro e lessi di molti episodi della Seconda guerra mondiale, di operazioni crudeli del Soe, del Sis, del Pwe (familiarizzai con quelle sigle), che mi fecero rizzare i capelli in testa. Cercavo di pensare che in guerra tutto  diverso ed esagerato, tutto  consentito e si fa tutto quello che  necessario per battere il nemico e per sopravvivere e non essere schiacciati; che quegli eccessi erano cose del passato e frutto delle circostanze atroci del conflitto. Ma mi dicevo anche che una volta che si sono provati certi mezzi, anche se lo si  fatto spinti da una situazione estrema  e non importa che a provarli sia un paese o un singolo individuo; il paese spesso lo ignora e preferisce non saperlo  , qualcosa rimane sempre di quei mezzi e vi si ricorre con pi facilit di quanto non si immagini. Se una volta abbiamo violato le regole con successo, non troviamo pi cos grave violarle di nuovo, anche se non  pi cos indispensabile. Semplicemente  la via pi efficace e pi breve, della quale non occorre dare spiegazioni n rendere conto a nessuno.  quello che si dice degli assassini: una volta che hanno fatto il primo passo, una volta che hanno iniettato il veleno o dato la prima coltellata e scoprono che si pu continuare a vivere con quel peso sulla coscienza e che ogni giorno il peso  pi lieve; che non era poi cos difficile farlo e che si riesce pi o meno a dimenticare di aver tolto una vita perch in effetti si sta meglio senza quellimpedimento, quellostacolo o quella minaccia, o semplicemente senza quella presenza; che si respira meglio senza quellaltra vita nel mondo e si constata che questo aiuta a condurre con pi leggerezza la propria; una volta che tutto questo  successo, che si  varcato il limite e si sono sperimentate le conseguenze che in fondo non sono poi cos gravose, allora lassassino ha meno difficolt a riprovarci e a commettere un secondo e un terzo e perfino un quarto assassinio.  quasi un luogo comune, questo, ma contiene una buona dose di verit, come tutti i luoghi comuni.
 No, non ne avevo la certezza assoluta, e in alcuni di quei libri che sfogliai o lessi a met con il mio inglese ormai molto sciolto, forse in quello intitolato Trail Sinister, lautobiografia di Sefton Delmer, il principale responsabile o cervello del Pwe o Political Warfare Executive, organismo clandestino specializzato nella guerra sporca ovvero in quella che veniva chiamata black propaganda durante il conflitto con la Germania hitleriana, trovai alcune pagine che mi riportarono echi di quello che mi aveva detto Toms sul fare e non aver fatto, su ci che non si verificava anche se si fosse verificato, sullinesistenza dellesistente e su quella cosa impossibile che tutti desideriamo: le azioni cancellate. (O probabilmente era il contrario, le parole apprese da Toms erano uneco di quelle pagine). I tedeschi che entravano a far parte della sua squadra (ex brigatisti internazionali, emigranti, rifugiati, qualche prigioniero di guerra disposto a collaborare, disertori), al loro arrivo al quartier generale segreto del Pwe, sito in una localit chiamata Woburn, venivano istruiti da Delmer con questo discorso o uno molto simile: Noi combattiamo contro Hitler una specie di guerra totale. Vale tutto, purch serva ad affrettare la fine della guerra e la sconfitta completa del Reich. Se avete il minimo scrupolo riguardo a ci che qui potr esservi chiesto di fare contro i vostri connazionali, dovete dirlo ora. Io lo capir. In tal caso, tuttavia, non ci servirete e certamente si troveranno per voi altre mansioni. Ma se volete unirvi a me, devo avvertirvi che nella mia unit siamo disposti a tutti i giochi sporchi che si possano immaginare. Nessun mezzo  escluso a priori. Quanto pi sono sporchi, meglio . Menzogne, intercettazioni, frodi, tradimento, falsificazioni, diffamazione, semina di zizzania, false testimonianze e false accuse, travisamento dei fatti, qualunque cosa. Fino allassassinio puro e semplice, non lo dimenticate. Ricordo ancora lespressione in inglese, sheer murder.
 Casualmente, in quegli anni era comparso sui giornali un articolo relativo al caso Watergate che ebbe una certa eco nel mondo anglosassone al quale io, per comprensibili ragioni, ero sempre pi attenta. Lautore, tale Richard Crossman, ministro del governo di Harold Wilson negli anni Sessanta e in precedenza uomo di spicco del Pwe, tanto come Delmer o quasi, riconosceva che fra il 1941  quando quellorganismo implacabile e senza limiti era stato creato  e la fine della guerra, vi era stato nel Regno Unito un governo interno, con norme e codici completamente diversi da quelli che reggevano il governo pubblico e visibile; e aggiungeva che questo era un apparato necessario nella guerra totale. Date le alte cariche che aveva ricoperto, non era facile contraddire o smentire quel Crossman, il quale ammise altres che la black propaganda, cos come i bombardamenti strategici sulle citt e la popolazione civile tedesca  Dresda, Amburgo, Colonia, Mannheim fra le altre  , era stata nichilista nei suoi fini e unicamente distruttiva nei suoi effetti. 
 Lessi anche, non so se sempre in Trail Sinister, o nel suo seguito Black Boomerang o altrove, che lunit di Sefton Delmer non esisteva ufficialmente, e la consegna dei suoi membri era negarne lesistenza davanti a chiunque, comprese le altre organizzazioni quasi altrettanto ermetiche con cui lunit collaborava nella pratica (non in teoria, certo, dato che non ve ne era alcuna traccia scritta), come il Soe, incaricato delle azioni di guerriglia e dei colpi di mano, e lMI6, finalizzato allo spionaggio. N il suo nome n la sua sigla furono noti al pubblico se non molto tempo dopo. Numerosi soggetti che lavoravano per il Pwe ignoravano di farlo, credevano di prestare servizio presso il Pid, o Political Intelligence Department del Foreign Office, una piccola sezione non segreta del ministero. Gli addetti della propaganda bianca (le trasmissioni della Bbc per la Germania e lEuropa occupata, per esempio) erano assolutamente alloscuro dellesistenza di una propaganda nera, messa a punto da loro colleghi, in divisioni separate e nel pi stretto segreto. Lenorme vantaggio di questultima e dei tremendi danni che provocava, ai quali non si poneva limite alcuno, era che non ne veniva mai ammessa lorigine britannica; e con fermezza veniva negata ogni responsabilit in qualunque violenza o eccesso, nei casi in cui venivano alla luce e si rendeva necessario. Ci permetteva di operare con le mani libere, vale a dire senza scrupoli n intralci.
 Il Pwe era considerato talmente anomalo, anche mentre fu operativo (e non c dubbio che contribu in misura cruciale alla vittoria), che non solo fu sciolto appena venne firmata la resa incondizionata della Germania il 7 maggio del 1945, ma le parole daddio e le istruzioni finali ai suoi membri furono pi o meno queste: Per anni ci siamo astenuti dal parlare del nostro lavoro con qualunque persona estranea alla nostra unit, compresi i mariti, le mogli, i genitori e i figli. Vogliamo che continuiate cos, che le cose rimangano cos. Che nulla e nessuno vi induca a vantarvi di quello che abbiamo realizzato. Se dovessimo cominciare a fare sfoggio delle nostre ingegnosit perch sono riuscite bene e si sono dimostrate superiori a quelle dei cervelli pi malvagi, chiss quali sarebbero le conseguenze. Quindi, bocche chiuse.
 Leggendo queste cose, a volte frammentariamente, saltando qua e l, era difficile determinare se quellorganizzazione fosse stata smantellata cos in fretta per prudenza o per vergogna, per non consegnare informazioni a futuri nemici o per nascondere ci che si era vista obbligata a compiere, o non cos obbligata. Forse lessere superiori ai cervelli pi malvagi implicava, in un certo senso, lessere pi malvagi. Comunque, il Pwe era stato sepolto vivo, e sepolto anche da morto. O, per dirlo in un altro modo, non esistette finch esisteva e quando cess di esistere non era esistito. Finch, molto tempo dopo, qualcuno probabilmente ha parlato. Finch a qualcuno, malvagio o meno,  stato impossibile non vantarsi. 
 Toms resse piuttosto bene, cedette pochissimo alla tentazione di vantarsi. Intendo dire che rispett lordine di non rivelare a nessuno la natura dei suoi viaggi, n i luoghi dove questi lo portavano, n la vera ragione delle sue assenze o di alcune di esse, n i nomi delle persone con cui aveva a che fare, probabilmente per distruggerle e rovinarle. Presumo che queste cose non le rivelasse a nessuno, se nemmeno a me le confidava, dopotutto io dovevo essere lunica persona informata delle sue attivit, a Madrid, almeno; lunica che, per forza maggiore e per evitare sospetti e altri inconvenienti  forse perfino atti di spionaggio da parte mia, o perquisizioni casalinghe fra le sue cose  , fosse stata messa al corrente delle sue duplici funzioni. Eravamo rimasti daccordo che io non avrei cercato di sapere nulla sulla parte della sua vita che si svolgeva altrove, lontano dai miei occhi e dai miei orecchi, e che non mi riguardava, ma cerano momenti in cui la curiosit aveva la meglio e non riuscivo a trattenermi dal fare domande, apertamente o in modo sibillino. (Lansia di sapere  una maledizione e la massima fonte di disgrazie; la gente lo sa o lo intuisce, eppure non riesce a soffocarla). Allora lui mi frenava immediatamente, con poche parole prevedibili:  meglio che tu non lo sappia, o Lo sai che non puoi saperlo, o C da ringraziare che io non sia autorizzato a risponderti. Che esista lOfficial Secrets Act e che io sia tenuto a rispettarlo (e con questo mi stava gi dicendo che quello che era successo o che aveva fatto era qualcosa di torbido, qualcosa di cui non andare orgogliosi), oppure semplicemente Non fare domande. Ricordati del nostro accordo. 
 A volte mi metteva paura,  il modo pi efficace e banale di dissuadere chiunque, anche le masse: Se ti dicessi qualcosa potrei mettere in pericolo te e i bambini. E questo noi non lo vogliamo, vero? Non vogliamo un altro Kindeln. O peggio ancora, qualcuno capace di lasciar cadere laccendino invece di metterlo via. In fin dei conti quelli lhanno messo via, no? Ed eccoli l, i nostri bambini, sani e salvi senza preoccupazioni.
 Ma ci sono molti modi indiretti di vantarsi, anche se consapevolmente si rinuncia a farlo. Toms era saldo, era discreto, ma a volte cercava di rendersi interessante, si dava una velata importanza o forse cercava un po di compassione e di stima, dopotutto lui era quello che pi si affannava e soffriva e che portava pi denaro a casa, molto denaro, era pagato sempre meglio, me ne rendevo conto, vivevamo con grande larghezza. Forse al ritorno da qualche missione particolarmente difficile o pericolosa, o che gli avesse richiesto forti dosi di ingegno, o particolarmente ben riuscita, si lasciava sfuggire una o due frasi che non si potevano non prendere alla lettera: Tu non immagini che sofferenza, stavolta, per esempio. O: Sono sfinito. Dovr dormire per tre giorni di fila, pi che altro per non rivedere pi certe cose, per non rivederle da sveglio. O: Non hai idea di quanto sia difficile rovinare chi ti tocca rovinare, anche se  vitale per noi, e loro se lo meritano. Se lo meritavano fino in fondo, quei bastardi.
 E io cadevo sempre nella trappola, ovviamente: Quali sofferenze? Che coshai visto? Chi ti  toccato rovinare? Quali bastardi? Se non mi dici nulla non sapr consolarti. Non potr mai capirti.
 Ma Toms si chiudeva allistante, e il massimo che si permetteva era qualche disquisizione sulla natura del suo lavoro, quanto meno con sua moglie, forse lunica persona al mondo con cui potesse farlo, a parte i colleghi; ma loro non lo avrebbero mai ammirato n sarebbero stati ad ascoltarlo a bocca aperta: No, scusa lo sfogo, Berta. No, meglio cos, che tu non sappia nulla della mia vita a cui non sei presente. Spesso  poco piacevole, ci sono storie abbastanza tristi, condannate a finali tragici, per gli uni o per gli altri, diceva, e allora faceva il suo discorso.
 No, Toms era disciplinato e non si lasci sfuggire quasi mai nulla, anche se si vedeva che ne avrebbe avuto voglia, probabilmente ripensava al giuramento e si mordeva la lingua a ogni suo ritorno ( triste non poter raccontare quello che  successo e si  vissuto, i pericoli corsi e le astuzie escogitate, i dilemmi affrontati e le decisioni prese, molte vicissitudini si sopportano solo per poterle poi raccontare, e io immaginavo che il suo mestiere fosse pieno di difficolt), e poi chiss quante volte finch mi rimaneva accanto. Perch disinteresse o rassegnazione in me non ne trovava, anzi. Io cercavo di indurlo a parlare, in realt, raccontandogli delle mie letture e delle imprese passate di chi era venuto prima di lui. Gli parlavo del Pwe durante la Seconda guerra mondiale e dellMI6 e del Soe con le sue audaci incursioni, del Sis e del Sas e della Nid e del piccolo Pid, di tutte quelle sigle con cui avevo familiarizzato. (Gli parlavo perfino dei romanzi di Fleming e di Le Carr, che erano narrativa contemporanea).
 Non cera nulla di male nel cercare di comprendere il passato, e in particolare uno dei periodi pi appassionanti della storia, e poi erano cose che si trovavano nei libri, alla portata di chiunque.  evidente che il mio interesse per quegli argomenti era nato dalla mia scoperta, dalla sua confessione succinta e autorizzata: se non potevo sapere delle sue imprese, almeno potevo farmene unidea studiando quelle dei suoi predecessori nel periodo pi glorioso e attivo, tre o quattro decenni prima. E tutto sommato avevo un alibi che mi permetteva di sostenere che i motivi per cui lo facevo erano indipendenti da lui e dallesistenza che aveva scelto e nella quale io non entravo: in quegli anni di accettazione e pazienza avevo fatto il dottorato, dedicandomi alla disciplina che avevo studiato negli ultimi tre anni di universit, e che per di pi coincideva con lambito che pi avevo a portata di mano, biograficamente, intendo. Avevo ottenuto un posto di docente a contratto presso il dipartimento di anglistica dellUniversit Complutense, e come tale venivo impiegata un po come tappabuchi: potevo tenere corsi di letteratura inglese cos come di fonetica della lingua inglese o di storia dellInghilterra, dipendeva di volta in volta dal fatto che fossero disponibili o meno i professori titolari, spesso pigri, passivi o ufficialmente malati, in quegli anni si protraeva il lassismo dei tempi della dittatura. Riuscivo a contemperare gli studi e le lezioni con la cura dei bambini, come fecero molte donne della mia generazione di pioniere.  vero che grazie allelevata remunerazione di Toms (proveniva interamente dal Foreign Office, in teoria, e gli veniva versata in sterline), non mi manc un considerevole aiuto che le altre in maggioranza non avevano. Il mio inglese, per forza di cose, era molto migliorato, pur rimanendo sempre lontano dal bilinguismo innato di mio marito, e certamente dalle sue doti eccezionali per le lingue. Dovetti quindi aggiornare e approfondire le mie conoscenze, e la lunga storia dellInghilterra mi impegnava molto.
  Com che ti concentri cos tanto sulla Seconda guerra mondiale?  mi chiese una volta Toms con sospetto, dopo certe mie osservazioni su Vivian, Menzies, Cowgill, Crossman e lo stesso Delmer, ci tenevo a dimostrargli quanto fossi informata; sapevo perfino che Menzies si pronunciava Minghiss, almeno nel caso del capo dei servizi segreti.
  Immagino che ai tuoi allievi dovrai spiegare anche Alfredo il Grande e Guglielmo il Conquistatore, la Guerra delle due Rose e Cromwell. Non avrai tempo per fare tutto in un solo corso.
  Sai, dal momento che a nessuno importa quello che faccio e nessuno mi controlla, io impongo le mie predilezioni,  gli risposi.
  E mi pare pi importante che conoscano i fatti relativamente recenti, quelli che ci hanno portati dove siamo. Molto di quanto  nato allora esiste ancora oggi. Non sono forse vigenti e attivi lMI6 e qualunque organismo sostituisca ora il Political Warfare Executive? Perch non ho dubbi che qualcosa lo avr sostituito. Anzi, non mi stupirei se le sue pratiche nere e supersegrete si fossero estese ad altri paesi democratici. Tutti quelli che non lo sono le hanno adottate, come si sa. Dicevo queste cose perch ci credevo veramente, ma cercavo anche di punzecchiarlo perch parlasse, se non in concreto, almeno in astratto. E su quel piano, in effetti, lui mi contestava.
  Perch lo dici? Su che cosa ti basi?  E lo sentivo infastidito dalle mie osservazioni.  Se sei stata tanto sui libri dovresti saperlo che il Pwe  stato liquidato alla fine della guerra. Che  durato lindispensabile, non un minuto di pi, e che era un organismo eccezionale di quel periodo. L s che era questione di vita o di morte. O si sconfiggeva la Germania o si soccombeva. In certe condizioni non  possibile agire secondo la legge n chiedere permesso per ogni iniziativa. Se il nemico non ha scrupoli, chi se ne fa perde,  condannato. Nelle guerre  cos da secoli. Il concetto moderno di crimini di guerra  ridicolo,  stupido, perch la guerra consiste soprattutto di crimini, su tutti i fronti e dal primo allultimo giorno. Quindi le cose sono due: o non si combatte, oppure bisogna essere disposti a commettere i crimini necessari, quelli che servono per raggiungere la vittoria, una volta che si  cominciato.
  Anche il puro e semplice assassinio? Sheer murder, come ho letto che chiedeva Delmer ai suoi soldati e accoliti?  
 Non perdevo occasione di mostrargli quante cose sapevo del passato; le mie letture allInstituto Britnico erano disordinate, incomplete e discontinue, ma bastava lasciar cadere qualche nome e qualche fatto per dare limpressione del contrario: io s che mi vantavo. E ignoravo fino a che punto lui avesse studiato; dovevano avergli impartito dei corsi, o forse invece mancava di curiosit e di tempo. 
  Voglio dire nelle retrovie e contro i civili, solo per demoralizzare e seminare il panico e perch nessuno si senta mai al sicuro. Non in combattimento o nelle missioni, non nei colpi di mano. Non mi dirai che non lo si fa ancora.
  Certo che no . 
 E quel certo cos enfatico mi fece pensare che mentisse.
  Adesso non siamo in guerra; o non in guerra aperta. Da dove le tiri fuori certe cose?
  Da una convinzione molto semplice. Una delle caratteristiche delluomo  che non rinuncia mai a ci che ha gi provato, che lo abbia provato con impunit o con successo, non importa. Quello che si fa una volta lo si rif altre volte, a livello individuale e collettivo. Quello che  stato inventato lo si mette in pratica, prima o poi, anche se non ce n bisogno. Quello che si pu fare si fa, alla scienza non dispiace il materializzarsi delle sue scoperte e dei suoi progressi, anzi, lo auspica e lo attende con impazienza. Tutto si accumula e nulla viene buttato via. Malgrado lorrore obbligato e retorico nei confronti dei nazisti, la loro lezione  stata ben appresa e assimilata, anche da quelli che ne erano i nemici; come la lezione dei sovietici, del resto. E perch non dovrebbe essere ripreso, messo a frutto, ci che ha contribuito al superamento e alla sconfitta nientemeno che dei nazisti? Se non in modo sistematico, come allora, almeno in maniera occasionale, sporadica, per togliere drasticamente di mezzo qualcuno o scongiurare una grave minaccia. Non c nulla che venga completamente abbandonato, tutto viene tenuto di scorta. Ci che si  provato ed  stato scartato in quanto eccessivo, criminale o ingiusto, in realt non  stato eliminato, rimane solo in attesa, latente, dormiente, dillo come preferisci, ansioso di tornare in vita, di essere ridestato, in attesa di tempi meno riflessivi, pi vili, che alla fine tornano sempre. E ogni volta che si rende necessario, vi si ricorre, ne sono sicura. Tu stesso mi hai detto che quello che fate tu e i tuoi amici non lo avete fatto, non  successo. Questo, per una persona come me, si intende solo in un modo: che non risulta, che viene negato, che non sar mai riconosciuto e deve rimanere nascosto; esattamente la dottrina che applicava il Pwe alla propria esistenza e alle proprie attivit.
 Non gli piacque che io mi riferissi a lui e ai suoi amici, fece subito una faccia contrariata. E nemmeno il paragone cos diretto con lunit di Delmer e Crossman o di chi diavolo erano. Lo vidi molto nervoso, fece il gesto di dare un pugno sul tavolino basso, eravamo nel soggiorno, seduti sul divano che avevano occupato i Ruiz Kindeln quella mattina che non dimenticavo, che non ho mai dimenticato. Si trattenne e non lo diede. Era sempre pi teso, voleva che smettessi.
  Lascia perdere. Non ci pensare . 
 E quello suon come un ordine, cosa insolita per Toms, era rarissimo che si imponesse. 
  Ti ho gi detto che oggi questo non succede. Non succede pi dal 1945. Non sarai tu a spiegarmi come funziona il mio lavoro. Sarebbe il colmo. Che cosa ne sai? Lo so io meglio di te, non ti pare?
 Il tono era irritato e sprezzante, anche questo era insolito, doveva servirmi da avvertimento. Ma io ormai ero lanciata, e non mi sarei fermata perch era lui a dirlo.
  Hai ragione, a quei tempi era questione di vita o di morte. Lo era veramente, e il mondo oggi sarebbe un inferno se allInghilterra fosse toccata la morte. Certo, qui ne abbiamo vissuto una versione meno feroce; meno feroce per noi che per i nostri genitori. Ma ogni epoca  esagerata e ha bisogno di pavoneggiarsi, e tutte credono che i loro conflitti siano di enorme gravit, che siano questione di vita o di morte. Tutte ritengono che le circostanze siano tali da giustificare misure estreme, e che i pericoli siano incommensurabili; non sono capaci di sdrammatizzare. Non ce n una che non si creda esposta ai pi gravi rischi, nessuna che non violi le regole che lei stessa si  data, nessuna che non si senta intralciata dalle sue stesse restrizioni e non trovi delle formule per scrollarsele di dosso, o delle vie traverse per eluderle. La gente come te vive nella paura. Tu stesso me lo hai detto: Noi sventiamo le disgrazie, e chi fa questo le vedr incombere da ogni parte e ogni giorno, ed  assai probabile che ecceda nella sua ansia di prevenirle. Di qualunque sassolino far una montagna, qualunque movimento strano lo spinger a far suonare gli allarmi, ad alzare la guardia e a mettersi in marcia, a vigilare quel movimento e poi a schiacciarlo.  quel verso del tuo amato Eliot: E a farla breve, ho avuto paura.
 Lo disse in inglese allistante, come mosso da una molla. Quanti doveva conoscerne a memoria. E anche se quel suo intervento fu brevissimo, la sua voce suon roca ed estranea, come se non fosse sua o venisse da dentro unarmatura e non dal petto:  And in short, I was afraid.
 Io continuai come se niente fosse:  Se rimani dove sei, se non fai un passo di lato, questa sar la sintesi della tua vita, questo verso. E la paura non guarda in faccia a nessuno, non si ferma a riflettere su ci che  bene e ci che  male, su ci che  proporzionato o sproporzionato, sui crimini, sulle conseguenze, e di certo non le importa nulla della giustizia. Io ho paura di quello che potresti fare per paura, Toms, di tutto quello che ignoro e a quanto pare ignorer per sempre. Non posso fare altro che immaginarmelo e, a quanto mi immagino, credo che non sia cos diverso da quello che facevano i sociales qui in Spagna, sia pure con i debiti distinguo. Anche loro vivevano nella paura e vedevano nemici dovunque. Anche loro avevano il compito di sventare quelle che per il regime di Franco erano disgrazie. Anche loro si facevano passare per quelli che non erano, si infiltravano e facevano la spia. E poi, le azioni non si cancellano.
 Ora s che lasci andare il pugno sul tavolino, ballarono i posacenere e gli oggetti che cerano sopra  una lente, un piccolo orologio, una bussola, caddero due soldatini di piombo che si battevano a duello con la sciabola  , i bicchieri del whisky che stavamo bevendo, tintinn violentemente il ghiaccio, temetti che si svegliassero i bambini da poco messi a letto nella loro camera, al calar della sera. La sua faccia solitamente amabile  perfino quando era tormentata  si trasform in una maschera dira, con gli occhi roteanti in tutte le direzioni.
 Ma la cosa pi irriconoscibile fu di nuovo la sua voce, mi parve quella di un vecchio. Collerico, ma un vecchio:  Non ti sognare di paragonarmi con i sociales. Non farlo mai pi. Che cosa diavolo centra un regime totalitario uscito da una guerra spaventosa che ha perseguitato i propri cittadini per decenni? Che cosa centra con una democrazia antica che ha lottato contro il peggio che sia mai esistito nella storia, contro quelli che di fatto erano gli alleati e i protettori di Franco? Di l viene lInghilterra, dalla guerra contro quella gente, dalla parte opposta. Non ti azzardare a fare paragoni. Tu che ne sai? Che ne sai di quello che scongiuriamo, del bene che facciamo e a quante persone lo facciamo? Tu che ne sai delle macchinazioni in atto nel mondo, nelle pi infime cantine o taverne, o in qualche sperduta fattoria? Tu che ne sai.
 Ebbi la sensazione che stesse per diventare violento, cosa insolita in lui, voglio dire fisicamente.
 Quindi ne  capace,  questo pensiero mi venne come un lampo,  lo avr imparato nei suoi addestramenti.
 Adesso ero io ad avere un po di paura, ma era un altro tipo di paura, quella momentanea, improvvisa, paura del grido e del pugno e del tono aspro e collerico; non la sua paura silenziosa e costante, vigile, spietata, vendicativa, quella che monta incessantemente la guardia e scruta lorizzonte alla ricerca di una minaccia per annientarla, la paura in cui lui viveva da anni e dalla quale non sapeva uscire. Ed era quella voce inverosimile, come dico, a incutermi maggior timore, molto pi del pugno sul vetro del tavolino e dellespressione di ferocia sul suo volto: quella voce da uomo anziano eppure vigoroso, come corrispondeva alla sua et. Ma ora che ero quasi arrivata al punto non sarei rimasta zitta subito, al primo spavento. Per anni avevo rispettato le sue condizioni ed ero rimasta al suo fianco,  vero che lo avevo fatto di mia volont e perch continuavo ad amarlo, non  facile smettere di amare qualcuno che si  deciso di amare molto presto, negli anni giovani si forgiano gli attaccamenti pi tenaci; forse anche per convenienza, quella vita era tutto sommato accettabile, e perfino privilegiata, sotto certi aspetti; ci si abitua a tante cose e alle separazioni noi ceravamo abituati fin dallinizio, e poi limpazienza col tempo si va smorzando, non cresce, come potevo non superarla adesso, a trentanni compiuti. E poi non gli stavo facendo domande precise sui suoi viaggi o sulle sue missioni o sui suoi eventuali crimini giustificati, su ci che non era autorizzato a raccontarmi. Lo stavo solo ammonendo e vagamente dissuadendo, anche se  vero che queste sono due delle cose pi irritanti per chiunque. Badai, per, di parlare dolcemente e in tono pacato:  No, io non lo so, Toms, hai ragione, non pretendo e neppure desidero saperlo .
 L mentii, sovente ardevo dal desiderio di sapere e avrei voluto conoscere ogni dettaglio di quello che faceva; di quali persone si fingeva amico per poi tradirle, di quali sventava i piani e quali terribili disgrazie scongiurava; e quali donne circuiva, a quali vedove, ragazze o zitelle carpiva informazioni che sarebbero servite per condannare i loro padri o fratelli, e se mai nessuna lasciava alcuna traccia in lui o nostalgia.
  Ma so una cosa, perch succede dappertutto: tu credi di lavorare per un governo democratico e presumibilmente irreprensibile, e di difendere la sua sicurezza e i suoi valori, discutibili, daccordo. Ma i responsabili di quel governo tu non li vedi n li senti se non in televisione e sui giornali, mai in privato, e in questo non ti distingui dal pi insignificante uomo della strada. Tu avrai a che fare con i tenenti e i sergenti, per cos dire; mai con i generali. E i tenenti e i sergenti decidono quello che pare a loro, per lo meno nei confronti dei sottoposti. E ai generali va benissimo cos, per non dire ai ministri. A loro va bene non dover dare ordini e limitarsi a essere interpretati, non vedersi coinvolti e poter dire, un giorno, se mai ce ne fosse bisogno: Io non ne sapevo niente, lo hanno fatto a mia insaputa e certamente senza il mio consenso. Tu credi di lavorare per Mrs Thatcher, bellelemento anche lei: senza un colpo di stato n una guerra civile n una dittatura, che  gi molto, non so se per il resto  molto diversa da Franco .
 Esagerai per punzecchiarlo e verificare il suo grado di patriottismo. Ma lui non reag.
  Come prima avrai creduto di lavorare per Callaghan, Wilson o chi cera, non mi hai mai detto quando hai cominciato, spero non da studente.
  Heath,  disse.
  Come?
  Edward Heath era premier prima di Wilson .
 Questo me lo disse in inglese, stranamente (bench lui fosse bilingue e io fossi migliorata moltissimo, tra noi due non lo parlavamo mai), e mi parve di cogliere nella sua voce un accento americano, come se stesse imitando qualcuno. Aveva sempre la voce di un vecchio.
  Chiunque fosse. Non importa,  continuai.   pi che probabile che nessuno di quei primi ministri sia n sia mai stato al corrente di quello che fate voi, tu e i tuoi amici, la truppa, per cos dire, anche se magari sei gi sergente o tenente. E che meno ancora lo abbia deciso. Per non parlare poi di ci che voi chiamate la Corona, la regina non ne avr la pi pallida idea e non sar certo disposta a farsene una, povera donna, meglio per lei. E sotto questo aspetto nulla devessere cambiato dai tempi della Seconda guerra mondiale, Toms, n in Inghilterra n altrove. Gli agenti del Pwe saranno stati convinti di lavorare per Churchill, per la patria che allora lui rappresentava; ma solo molto marginalmente sar stato cos, se mai lo  stato. Lavoravano per Lockhart o per Crossman o per Delmer,  continuavo a sciorinare nomi e sigle, per stupirlo con le mie conoscenze fasulle,  o per altri al di sotto di loro. E quelli dellMI6 lavoravano per Menzies o per Vivian o per i loro sottoposti pi diretti o remoti; Menzies poteva anche parlare con Churchill tutti i giorni, non lo so,  anche possibile: ma la truppa era lontana mille miglia da Churchill, cos come probabilmente lo sei tu da Margaret Thatcher e da chiunque oggi vi diriga, ed  cos dappertutto e in ogni ambito. I responsabili ultimi delle decisioni delegano e si disinteressano, e stendono un velo. Il velo permette di vedere e non vedere, o di vedere male se si vuole, basta fare una piega perch lo spessore raddoppi quando conviene, due per quadruplicarlo e non vedere pi niente. Cos quasi nessuno sa per chi lavora, da chi vengono effettivamente gli ordini che esegue.  assurdo: chiunque crede di sapere per chi o per che cosa lavora... e invece brancola nel buio. Ma anche se sapesse .
 Tacqui, feci una pausa per sondare il suo stato danimo, per verificare se era ancora in collera o se minimamente mi ascoltava. Mi parve che quel suo furore si fosse placato e che fosse pi o meno attento.
  Dick Franks, a quanto mi risulta .
 Immaginai fosse lindividuo che li dirigeva allora.
  Vai avanti. Che cosa cambierebbe, se sapesse?  
 Non abbandonava linglese n laccento strascicato americano, e questo mi sconcertava e mi faceva sentire insicura. Ma le sue frasi erano talmente corte che non tacqui a lungo, prosegui:  Te la ricordi quella scena dellEnrico V di Shakespeare?  
 I corsi di letteratura inglese che tenevo in facolt mi avevano obbligata a leggerlo a fondo, se dovevo spiegarlo.
  Quale scena?
  La notte prima della battaglia, il re si avvolge in un mantello e si mescola alle truppe. Avvicina tre soldati insonni che attendono il far del giorno con le armi gi pronte, a portata di mano. Si presenta loro come amico, si siede accanto al fuoco e assiste alla conversazione. I soldati parlano con la libert che  normale fra pari, e a un certo punto due alzano addirittura la cresta con lui, dal momento che per loro lui non  il re, non  niente, come loro non sono suoi sudditi, possono discutere e dire quello che vogliono, il re  travestito e ha nascosto la propria identit.
  S,  una scena molto famosa, caspita se  famosa. Subito dopo viene il monologo sul cerimoniale, credo. Cosa c che non va?
 In apparenza Toms si era calmato, ma quella voce quasi decrepita e quellaccento cos fuori luogo mi facevano paura pi delle sue grida offese e del suo pugno sul tavolo. Non sapevo a che cosa stesse giocando n perch, quel suo atteggiamento non aveva niente a che fare con le sue imitazioni scherzose di sempre; e poi quello non sarebbe stato il momento. Di colpo sembrava che fosse uno sconosciuto a parlarmi, un estraneo venuto da lontano, unaltra persona. Io lo vedevo ed era lui, malgrado i mutamenti nellaspetto con cui tornava dopo ognuna delle sue assenze prolungate: i capelli pi lunghi o pi corti o quasi rapati a zero, e pi chiari o pi scuri, barba o baffi o basettoni oppure il volto rasato, chili in pi o in meno, il volto e la figura pi asciutti o pi appesantiti, quasi gonfi, il naso pi schiacciato e occhiaie pi profonde; una cicatrice nuova nella schiena, per via di un incidente stradale, una cosa da nulla, aveva detto. Ma con quelle sue poche frasi mi inquietava, di pi, mi incuteva un principio di panico, come fosse posseduto dallo spirito di un vecchio attore di western o qualcosa del genere, Walter Brennan, per esempio, che era apparso in un centinaio di film e aveva vinto pi volte lOscar come migliore attore non protagonista; parlava come se masticasse tabacco o fosse completamente sdentato, tanto che spesso in versione originale io non lo capivo, lavevo visto alla Filmoteca in classici come Sfida infernale, Il fiume rosso e Un dollaro donore, tre film che piacevano moltissimo a entrambi. Lo scollamento fra Toms e la sua voce e il suo accento mi faceva sentire insicura, o incomprensibilmente in pericolo, come se camminassi su un terreno instabile: se era capace di trasformarsi a quel modo, poteva fare qualunque cosa, pensai, poteva non essere pi lui perfino nelle sue azioni. Ma mi spron con un cenno energico e impaziente, normale nelluomo giovane che era, e mi affrettai a rispondergli:  Quei soldati sanno che servono il re, anche se non lo hanno mai visto di persona, e sono ben disposti a farlo, come lo sei tu da anni a servire la tua amata Inghilterra, cos inaspettatamente amata. Ma perfino quegli uomini semplici si interrogano sui motivi della battaglia che combatteranno allalba e nella quale potrebbero perdere la vita. E uno di loro afferma: Il re stesso sar chiamato a una grave resa dei conti, quando tutte quelle gambe e braccia e teste tagliate in battaglia si riuniranno il giorno del giudizio e grideranno: Noi morimmo nel tal luogo.
 E in effetti, nessuno pu mai sapere se siano buone le cause altrui, anche quando sono quelle del proprio paese e quando il proprio paese non  ignobile di per s, come lo era il nostro fino a pochi giorni fa; o forse ormai dovrei dire il mio. Le cause sono sempre quelle dei governanti, bada, che sono temporanei e si esautorano a vicenda via via che si succedono. Guarda questa moda di adesso, tutti a chiedere perdono per quello che hanno fatto i loro compatrioti morti e sepolti da secoli,  ridicolo. Quindi dimmi come fai tu a ritenere giuste le tue cause, se ti arrivano attraverso intermediari e tenenti e sergenti, quasi certamente travisate e snaturate o falsate, forse neppure spiegate, dubito che si prendano il disturbo di giustificare ai tuoi occhi gli ordini che ti danno. Ti manderanno di qua o di l dicendoti: Devi fare questo o Devi sistemare quelli, non molto di pi, mi ci gioco la testa. Se spesso  gi difficile decidere se sono buone le nostre cause, se non ci stiamo ingannando, figurati capirlo di quelle degli altri. Neppure le conosciamo.
 Stavo per continuare, perch quello che pi mi premeva fargli capire non era questo, questo era solo un preambolo. Ma lui approfitt del mio respiro per interrompermi e questa volta disse qualche frase in pi, sempre  insopportabilmente  con la voce di Walter Brennan, pi sinistra ai miei orecchi ogni secondo che passava. Che quella voce potesse venir fuori dalla sua gola e dalle sue labbra mi faceva saltare i nervi.
  Se la memoria non minganna, in quella scena famosa si dice anche: Se la sua causa  ingiusta, la nostra obbedienza al re ci ripulisce del crimine di essa, o qualcosa di simile, lo dice un altro soldato, non credere che non si studi Shakespeare nel nostro lavoro. Non  la dottrina che vige nel mondo attuale, certo, che carica di responsabilit perfino lultimo mozzo di una nave il cui capitano si sia reso colpevole di alto tradimento. Forse quel modesto soldato di Enrico V aveva ragione, diversamente da questo mondo nostro, pi ipocrita di tutti quelli esistiti fino adesso, per le sue pretese di santit. Ma non so dove vuoi arrivare e nemmeno che cosa mi stai raccontando, ragazza .
 Girlie, mi chiam, come se fosse un vecchio cowboy e io una ragazzetta o, chiss, una giumenta.
   sempre stato cos da quando esistono i capi e le gerarchie: c una catena di comando e ciascuno riceve istruzioni da chi sta sopra e le trasmette a chi sta sotto. Se ogni anello della catena le prendesse in esame e facesse le sue considerazioni morali come quei soldati di Shakespeare, non funzionerebbe pi niente, tutto sarebbe impossibile, il caos pi assoluto. Negli eserciti come nelle aziende come in una bottega di droghiere, in ogni attivit. E nessuno farebbe bene il proprio lavoro n vincerebbe mai una guerra, neppure una scaramuccia.  vero che in Spagna c una lunga tradizione in questo senso: truppe indisciplinate e con le idee pi balorde  pass allo spagnolo per questa espressione: ogni lingua ha nostalgia di altre  , che discutono su tutto e vorrebbero imporre i loro criteri, e non riuscendoci fanno quello che gli pare. Capisco che a causa di questo stato di cose ci siano anche stati capi incompetenti e disastrosi da tempi immemorabili. LInghilterra  regolata diversamente, non  cos strano che io labbia scelta. Per quanto storicamente annoveri anchessa diversi inetti al comando...
 Dalla met del discorso di Toms la bambina stava chiamando e piangendo, ma lui non si era fermato, aveva fatto finta di non sentirla, forse pensava che non fosse un problema cos urgente da impedirgli di terminare la sua disquisizione. E certo non laveva ancora terminata, come nemmeno io la mia, quando non resistetti pi e mi alzai per andare a prenderla, non senza prima dirgli:  Smettila di fare cos, per favore. Che senso ha che tu mi parli in inglese come un vecchio del West? A che cosa stai giocando? Mi fai venire i nervi e mi riempi di paura. Sembri un altro, che ne so, Walter Brennan. Non capisco quello che dici e non ti riconosco. Basta, smettila di scherzare.
 Presi in braccio la bambina. Aveva sete, le diedi da bere, poi me la portai nel soggiorno con noi, la tenni con la testa sulla mia spalla, rimasi in piedi a cullarla perch si calmasse e riprendesse sonno con il mormorio delle nostre voci e i miei passi brevi. Non sarebbe stato facile se Toms non tornava alla sua voce normale. Il suo rapporto con Guillermo ed Elisa era contraddittorio. Di certo li amava moltissimo e provava una gran tenerezza per loro, e con la bambina andava in brodo di giuggiole. Ma badava a mantenere una lieve distanza quando era a Madrid con loro. Si frenava nelle sue manifestazioni daffetto e frenava loro negli slanci istintivi, come se non volesse abituarsi troppo alle effusioni per poi non doverne sentire dolorosamente la mancanza durante le inevitabili assenze future. Anche quando rimaneva a casa per diversi mesi, sapeva che sarebbe stato chiamato di nuovo e di nuovo si sarebbe allontanato, che le sue permanenze erano temporanee e che non si poteva escludere che una volta o laltra non tornasse pi. Questo mi addolorava e la mia disapprovazione per lui diminuiva. Toms era consapevole che un giorno poteva rimanere escluso dal nostro universo, e di conseguenza cercava di non attaccarsi mai del tutto, di rimanere sempre un po come un ospite, nei limiti del possibile. 
 Stese le braccia chiedendomi la bambina, io gliela diedi e lui se la appoggi contro la spalla, dandole dei colpetti sulla schiena e cullandola senza troppo garbo. La bambina smise il suo piagnucolio e lo sostitu con piccoli gemiti che preannunciavano il ritorno del sonno, mutamento di cui lui approfitt per rispondermi, senza cambiare lingua ma con una voce e un accento completamente diversi: ora suon come un inglese poco istruito, di quelli che tendono ad avvicinare tutte le vocali a una o, e che invece di laik o maind per like o mind, pronunciano qualcosa di simile a loik o moind, per fare un paio di esempi. Certo che io non ero troppo brava a distinguere. Era una voce robusta, la voce di un uomo giovane e zotico, non pi di un vecchietto.
  Piuttosto Charley Grapewin,  disse.
 Non sapevo chi fosse, immaginai un altro attore secondario. Forse gli mostravano dei film nei suoi addestramenti, recenti e del passato, perch imparasse a imitare ogni genere di voci, dizioni e cadenze. E nastri registrati di diverse lingue e dialetti, immaginavo.
  Se ti d tanto fastidio, vediamo se ti piace di pi questaltra.
 Quella mi inquietava ugualmente, ci che pi mi metteva in agitazione e mi spaventava era vederlo ma non sentire lui, bens degli sconosciuti che si fossero intrufolati in casa mia e si fossero impossessati di Toms, o lo avessero sostituito: se avesse fatto in altri tempi una cosa simile sarebbe stato chiamato un esorcista. Le sue imitazioni si erano fatte di una perfezione inquietante per non dire terrificante, avrebbe potuto fingere di essere chiunque. Gli avevano insegnato bene, in quegli anni avevano affinato le sue doti, avevano fatto di lui un attore camaleontico o un imitatore professionista di quelli che lavorano alla radio e fanno credere agli ascoltatori che chi sta parlando sia davvero il presidente del governo, il re o il papa. Quelle interpretazioni verbali non erano pi pensate per intrattenere o divertire, come prima; erano serissime, e nella loro seriet risultavano sinistre; si trattava di una falsificazione in piena regola, come lo  un dipinto falso che viene presentato e venduto come autentico, come lo  il seduttore che in tante commedie classiche si infila nel letto di una donna approfittando di una notte senza luna e la penetra facendosi passare per lamato: quello era uno strumento di impostura. Chi era capace di simili commedie poteva raggirare chiunque e costituiva un grave pericolo, pensai, e non mi piacque quel pensiero, lidea che mio marito, il mio antico amore, possedesse tali capacit di finzione e per di pi le mettesse in pratica e se ne servisse quando era lontano, nella parte della sua vita alla quale io non avevo accesso. Ragione di pi per tornare al mio discorso malgrado le mie ansie, per tornare a quello che pi mi premeva dirgli e che avevo lasciato a met. La bambina non sembrava turbata dalla voce contraffatta e sonora di suo padre, si stava addormentando abbracciata a lui, sentendosi avvolta dal suo odore, forse ogni voce pu tranquillizzare i bambini, non importa quale, a loro basta sapere che non sono soli e che c una sentinella vicino.
  Ascoltami, Toms, dimmi che te ne pare di questo. Uno dei soldati della famosa scena, quello chiamato Bates se non ricordo male, o forse no, forse era Williams, si accanisce nella discussione con il re avvolto o coperto dal mantello, non lo so, in ogni caso ha la faccia seminascosta e poi  ancora notte. Williams dice qualcosa di offensivo a proposito del monarca e il re lo difende (cio, difende se stesso come se fosse un altro), entrambi si infuriano e promettono di fare i conti dopo la battaglia, se saranno ancora vivi. E si scambiano un guanto per riconoscersi, come un pegno: luno lo porter sullelmo e laltro sul berretto finch non si ritroveranno, se si ritroveranno. E cos accade alcune scene dopo, Enrico V  sopravvissuto, ovviamente, e vede passare Williams mentre gli viene presentato il resoconto del numero dei morti del nemico francese e dei propri. Adesso il re si mostra in quanto tale, circondato di dignitari, ed  lui a rivolgersi al soldato quando lo vede con il suo guanto appuntato al berretto. Lo chiama, gli chiede perch lo porti cos, e questi gli racconta quanto  avvenuto la notte prima con un inglese o un gallese sconosciuto. E se fosse stato un gentiluomo?, insinua con malizia Enrico. Al che Williams risponde, con lassenso di un capitano l presente, che per quanto elevato fosse il rango delluomo con cui ha rimandato la scazzottata, lui dovr comunque onorare il giuramento e dargli uno schiaffo se lo rivedesse vivo e tutto intero. C uno scambio di battute non pertinenti, ma alla fine il re gli mostra il compagno del guanto, di quello che ha consegnato a Williams nel buio mentre era in incognito. Ed  l che ha il coraggio di rimproverarlo per avergli mancato di rispetto, per aver offeso il suo re a quel modo: Fui io infatti che tu promettesti di schiaffeggiare e mhai chiamato con nomi insolentissimi, gli dice. E ricorre perfino al plurale maiestatis per intimidirlo, lho notato lultima volta che lho letto per fare lezione: Fummo noi che insultasti. E il capitano che assiste al dialogo cambia subito opinione ed esorta Enrico a castigare il soldato: Col permesso di Vostra Maest, che ne risponda col suo collo, lo consiglia, se esiste al mondo una legge marziale.
  Non ricordo nulla di tutto questo. Laltra scena famosa, s, questa no, per niente,  disse Toms, e lo disse in spagnolo con la sua voce normale, o vera, come se di colpo fosse tornato lui, forse interessato, incuriosito, da quello che gli raccontavo.
  E che cosa fa il re? Lo manda a morte? Questo s sarebbe ingiusto, commetterebbe un abuso. Come poteva sapere il soldato con chi stava parlando quella notte, per lui era un altro combattente, un commilitone con cui poteva discutere e attaccare briga.
  Infatti  quello che Williams gli risponde: Vostra Maest non si present nelle proprie fattezze; mi appariste soltanto come un semplice soldato; e ci che Vostra Maest ebbe a soffrire sotto quellaspetto, vi supplico, attribuitelo a colpa vostra, non mia: perch se voi foste stato quello per cui vi presi, non avrei commesso nessuna offesa; perci supplico Vostra Maest di perdonarmi. 
 Cito a memoria, naturalmente,  aggiunsi,  ma questa  in sostanza la sua argomentazione.
  Non dovrebbe nemmeno implorare il perdono, quel Williams,  disse Thomas con una certa indignazione (quella che provano i lettori e gli spettatori pi ingenui, i bambini e i ragazzi molto giovani).
   evidente che non c stata offesa. Se il re non agisce in quanto tale, se soppianta se stesso e si traveste, non  pi re a nessun titolo finch dura la recita. Quello che gli viene detto sotto la sua falsa apparenza non conta, che sia offensivo, sovversivo, addirittura sedizioso;  come se non fosse stato detto, deve ignorarlo, cancellarlo. E che cosa fa quindi Enrico? Lo giustizia o lo perdona?  
 Aveva fretta di conoscere il finale di quellincidente, se Enrico V avesse approfittato di quanto era venuto a sapere con linganno, e cio che quel soldato lo disprezzava (di l erano nati la discussione, il litigio, lappuntamento per fare i conti dopo), o se lo avesse scagionato da ogni colpa, qualunque fosse la sua opinione e chiunque avesse sfidato, non potendo egli sapere con chi si accapigliava e davanti a chi manifestava la sua opinione.
 Rimasi a guardare Toms un momento, non so se con perplessit oppure con tenerezza e compassione, o con involontario sarcasmo, pu darsi che questultimo non potessi trattenerlo. Continuava a cullare Elisa con scarsa abilit, anche se lei si era gi profondamente addormentata, sentivo il suo piccolo respiro uniforme e placido. Ero tentata di togliergliela per riportarla nella culla, ma aspettai, non lo feci ancora.
  Hai perfettamente ragione, credo, come laveva anche quel soldato, cos la pensiamo noi ora. Diciamo che la notte prima della battaglia il re si  infiltrato fra i suoi, fra quelli che lo servono e sono disposti a morire per lui o per il paese, a quellepoca le due cose erano indistinguibili, per la soldataglia erano una medesima cosa. Se molti politici di oggi vogliono far credere che non c differenza fra loro e il paese, e non pochi riescono a convincere la gente di questa falsit malgrado gli infiniti mutamenti che sono avvenuti nel mondo, figurati nel 1415. I soldati si interrogavano sulla causa della guerra, se fosse giusta o ingiusta, ma non sarebbero fuggiti n avrebbero disubbidito al loro comandante. Proprio per questo, in quanto infiltrato, il re non avrebbe il diritto di fare uso di quello che ascolta, di quello che senza timore e in buona fede gli viene detto. Se approfitta di questo, se punisce chi ha parlato, abusa della fiducia riposta in lui da uno dei suoi sudditi, che ha parlato liberamente senza sapere di rischiare la testa per mano del suo amichevole interlocutore, senza alcuna parit di condizioni n possibilit di difendersi. Cos la pensiamo ora, vero? E probabilmente anche ai tempi di Shakespeare, due secoli dopo quella battaglia. Un simile comportamento ci sembrerebbe perfido, aberrante. Ma il re era onnipotente a quel tempo e la sua volont non si discuteva, e forse per questo il volubile capitano lo esorta a punire subito il soldato, a togliergli la vita che non gli ha tolto il nemico nella battaglia appena conclusa con la vittoria. Che importa, per questo capitano, come il re sia venuto a sapere dello scarso rispetto di quel Williams, che importa chi credeva di minacciare questultimo con uno schiaffo e il relativo duello: aveva minacciato il re, e il re  sempre un re anche vestito da mendicante, come nelle fiabe. Questo  il ragionamento del capitano, o piuttosto la sua convinzione. Fluellen, si chiama...
 Mi interruppi, mi ero accorta che Toms aveva alzato la guardia, sentendomi pronunciare quella parola che forse avrei dovuto tenere ancora in serbo. La parola infiltrato lo fa sentire chiamato in causa,  pensai;  pu darsi che adesso sappia o sospetti dove voglio andare a parare, come mai gli ho tirato fuori questa scena e che cosa sto cercando di dirgli, e che quindi rinunci a sostenere quello che ha appena sostenuto, che il soldato non ha nessuna colpa e che il re sarebbe ingiusto a condannarlo, e che le conseguenze di quanto viene detto o fatto, la sua gravit, perfino, dipendono anche dallonest o disonest con cui lo si viene a sapere, dalle buone o male arti cui si ricorre. Non rispose, non subito, ma mi chiese di nuovo la soluzione del dilemma:  Non costringermi a cercare il testo, Berta. Atto tale, scena talaltra. Dimmi che cosa fa il re. Ti ho gi detto che non ricordo per nulla questo episodio, come se non lo avessi mai letto. Lo fa impiccare, immagino. O forse no, lo lascia andare, se l guadagnato in combattimento. Non  ammissibile che il re sia severo con quelli che hanno lottato in suo nome e gli hanno dato uninsperata vittoria che rimarr nella storia dInghilterra.
 Decisi di farlo aspettare ancora un po, finch avesse abbassato di nuovo la guardia. Mi avvicinai, presi la bambina, Dammela, star meglio nella sua culla, la portai in camera sua, controllai che nel frattempo Guillermo non si fosse svegliato, attesi per accertarmi che il sonno di Elisa non si fosse interrotto nel trasbordo, tornai nel soggiorno, mi sedetti, bevvi un sorso dal mio bicchiere e gli dissi quello che voleva sapere:  No, Enrico non d ascolto al capitano Fluellen. Ordina al duca di Exeter, suo zio, di riempire di corone il guanto che Williams ha conservato per una lunga notte e una lunghissima giornata. Tienilo, amico; e portalo come uninsegna donore sul berretto finch non verr io a reclamartelo. Un po strano come avvertimento, ma non riesco a intendere altrimenti la frase. Non so tu, il tuo inglese  infinitamente migliore del mio, me ne hai dato prova poco fa. Caso mai tu avessi voglia di controllare .
 Ero convinta di aver destato la sua curiosit, e che sarebbe andato a consultare il testo non appena fosse rimasto solo.
  E come reagisce il capitano? Enrico lo ha contraddetto davanti a dei testimoni.
  Ah, lui torna a cambiare opinione.  un opportunista. Riconosce il coraggio del soldato e aggiunge dodici penny di tasca sua, consigliandogli con paternalismo di servire Dio e di evitare in futuro discussioni e baruffe, cos gli andr meglio nella vita. Ma Williams li rifiuta. Non voglio saperne del vostro denaro, gli dice.
  Un tipo orgoglioso, coerente, il soldato Williams.
  S. Ma Shakespeare, con la sua abilit, non gli lascia lultima parola della scena, sarebbe stato troppo scontato. Il capitano insiste, gli assicura di essere mosso da generosit e cos dicendo lo offende di nuovo: Ti servir per risuolarti le scarpe. Su, perch fai lo schizzinoso? Non hanno certo un bellaspetto, quelle scarpe.
 Guardare le scarpe di qualcuno, criticarle. Be, lo sai. Le indicazioni sceniche tacciono in proposito e non spiegano nulla, ma si suppone che Williams alla fine prenda quello scellino, lelemosina di chi solo un attimo prima voleva mandarlo al patibolo. Le scarpe di Williams dovevano proprio far pena.
 Toms mi prese il mento con la mano e mi guard negli occhi, per trenta secondi o forse sessanta, senza dire niente, con un sorriso nello sguardo il cui significato mi sfugg. Forse lo aveva divertito la mia ultima battuta, chiss. O forse indovinava quello che sarebbe venuto dopo, il problema che gli avrei posto. Poi distolse lo sguardo, lo diresse verso il balcone e ancora oltre, verso le chiome degli alberi alti di plaza de Oriente, entrambi ci soffermavamo spesso a osservarli, insieme o separati, di notte o di giorno, io molto pi spesso, ero quasi sempre a Madrid mentre lui no, lui se ne andava lontano senza sapere quando sarebbe tornato, o se sarebbe tornato. Si astrasse per un istante, rimase pensieroso (Nella strada devastata mi lasci, con un vago commiato) e poi mormor come se parlasse fra s:  Scarpe dellanno 1415, figurati. E le truppe avevano marciato fino in Francia. Una bella camminata. Non so come facessero gli eserciti di allora, con tutto quel carico. Per secoli e secoli. E oggi c ancora chi si lamenta, porco cane. 
 Lui non si lamentava, questo era vero, forse non era neppure autorizzato, se lo avesse fatto gli sarebbero potuti sfuggire dei dati concreti, dei particolari. E senza dubbio lui apparteneva a un esercito,
Military Intelligence era il suo nome, bench non combattesse mai in campo aperto come Williams e Fluellen e quei soldati di quasi sei secoli addietro. Mi chiedevo che grado avesse, col tempo doveva aver fatto carriera; doveva essere come minimo ufficiale. Da quando mi aveva detto ci che gli era stato permesso di dirmi, anni prima, si erano ridotti perfino i suoi lamenti silenziosi, le sue inespresse angosce. (Non si era mai lagnato, in ogni caso, a parole). A tutto ci si abitua, come banalmente si dice, ed  una grande verit banale finch si vuole. Doveva aver accettato i suoi compiti o, chi poteva saperlo, forse li aveva abbracciati con qualcosa di simile a uneccitazione e a un entusiasmo intermittenti. Quando si sceglie una strada, sia pure con molti dubbi o controvoglia,  probabile che alla fine quella ci sembri la strada giusta, anzi, possiamo scoprire che non siamo capaci di allontanarcene n lo desideriamo, e che se venissimo sostituiti o mandati in pensione ci sentiremmo mancare laria (Se questa in fin dei conti  la mia vita, devo viverla, devo crederla proficua e buona per forza, addirittura insostituibile).
 Col passare degli anni, cinque o sei o anche di pi, quelli che erano, Toms doveva essersi convinto di quello che faceva, ed essersi forse anche consacrato alla causa. Se gi non lo era fin dal principio: non mi aveva mai spiegato chiaramente, n io ero riuscita a capirlo per conto mio, come mai fosse finito l dentro cos giovane e non avesse declinato lofferta, a quei tempi non era ancora soggetto a disciplina militare n ad altre forme di disciplina; perch avesse scelto unesistenza di doppiezza e segreto, come minimo scomoda, se non mortificante. A me mortificava che lui vivesse cos. La sua alterit, la sua penombra, la sua opacit, la nebbia che lo avvolgeva. La sua ambiguit morale, a voler essere gentili. Il tradimento come principio, guida e metodo.
  Tu disapprovi che Enrico si infiltri, che si faccia passare per chi non  e che si avvalga dellinganno,  gli dissi.  O meglio, disapproveresti se approfittasse del suo stratagemma e castigasse gli incauti. Come si concilia questo con quello che fai tu, Toms? Come te lo giustifichi?
 Lui si alz e and verso il balcone a passi rapidi, irritato, come se gli desse fastidio starmi accanto, sfiorarmi, dopo aver udito da me quel rimprovero. Apr la finestra, usc, si accese una sigaretta e prima di parlare aspir due boccate.
  Stai di nuovo facendo paragoni odiosi e fuori luogo, Berta. Non va bene che il re si infiltri fra i suoi precisamente per questo, perch sono i suoi. Di quelli che rischiano la pelle per te non si deve diffidare, non si tendono trappole ai fedeli. Il re in fondo lo sa, e per questo non prende provvedimenti contro il disprezzo e loffesa di Williams. Come pu non saperlo? Non  proprio l, nellEnrico V, la famosa arringa prima della battaglia? Non dice il re alle sue truppe, numericamente inferiori al nemico: Noi pochi, noi pochi fortunati, noi banda di fratelli? 
  Appunto,  mi affrettai a rispondergli.  Il giorno di San Crispino. E aggiunge: Perch chi versa oggi il suo sangue con me sar mio fratello. Quanti ti avranno considerato un fratello, per poi ritrovarsi con un Giuda la sera stessa, o lindomani o un mese pi tardi? Dal loro punto di vista, ovviamente.
 Il suo tono di voce si alter ancora di pi, ma adesso non suonava collerico quanto disperato, con la disperazione di chi non viene compreso e si vede costretto a spiegare levidenza.
  Che cosa centra questo con quello che nemmeno sai se io faccio o no? Tu te lo immagini soltanto, lo deduci.
  No, non lo so. Hai sempre detto molto chiaramente che non potevi parlarmene e che io non potevo fare domande, e abbiamo sempre rispettato limpegno. Non mi resta che fare delle supposizioni, se mi muovo alla cieca,  il minimo. O pretendi pure che io non mi ponga nessuna domanda? Che io non mi chieda dove sei e che cosa fai, quali pericoli potresti correre e quanto male fai e a chi, quando passi met della tua vita fuori di casa? Non mi piace, non mi piace quello che mi immagino, non mi piace sotto nessun aspetto. E se tu non mi racconti niente, io rimango in balia delle cose che mi immagino. Non le scelgo, te lo assicuro. Quelle che mi vengono mi vengono. Cos come le mie paure e le mie apprensioni. Anche la mia gelosia, perch ne provo, anche se lo so, lo so che in teoria questo non dovrebbe avere importanza e infatti non ce lha, esigenze di copione o come si dice...  
 In realt non sapevo come dire, non conclusi la frase, la abbandonai a met o la rinviai a unaltra occasione, a un altro giorno.
  Le cose che immagino sono quelle che sono, cosa vuoi che ci faccia. Dimmi che devo immaginare qualcosaltro, dammi un altro contenuto qualsiasi, e allora, chiss, forse riuscirei a modificarle. Non posso farlo se davanti a me ci sono solo anni di incognite e il vuoto pi assoluto.
  Anche supponendo che io mi infiltrassi, come dici tu,  mi rispose, ora con deliberata lentezza, con la volont di mostrarsi paziente, quasi didattico.
  Anche supponendo che io mi infiltrassi nel modo romanzesco che tu credi, ci non avrebbe nulla a che vedere con la mia opinione sul re e su Williams. Si tratterebbe di uninfiltrazione in campo nemico, non nel proprio, non tra fratelli. Sarebbe come rimproverare a un soldato di uccidere in combattimento un avversario che a sua volta tenta di ucciderlo con ogni mezzo.
  No, non  la stessa cosa. La spia, linfiltrato, stabilisce un rapporto con quel nemico, si guadagna la sua fiducia e si finge amico, per poi pugnalarlo alle spalle, se ci riesce. Il soldato invece combatte a viso aperto senza nascondere il suo scopo. Non carpisce informazioni con lastuzia, non seduce, non tradisce. Non  subdolo.
 Toms rise, e fu una risata difensiva e sarcastica. Non gli usc molto spontanea.
  Ma che cosa stai criticando, Berta? Lo spionaggio? Che cosa ci trovi di sbagliato? Che si tenti di conoscere in anticipo le mosse di coloro che vogliono danneggiarci o annientarci? Che si scoprano e si sventino i loro piani, che si scongiurino gli attentati, gli omicidi premeditati? Che si impedisca loro di commetterli? Questo fa parte della difesa...
  Quale difesa? Quella del Regno?  
 Lui poteva non ricordarsi di aver usato quellespressione con me. I regni che non attaccano mai, che si difendono sempre soltanto.
  S, la difesa .
 Evit di ripetere quella frase, forse di colpo la trov eccessiva.
  Esattamente come le battaglie in campo aperto e la guerra per mare e i bombardamenti che non si prevedono n si aspettano. Credi che in queste azioni non ci sia inganno, che non ci sia premeditazione? Esiste una cosa chiamata strategia e unaltra chiamata tattica, e in entrambe sono fondamentali il fattore sorpresa, limboscata, lazione diversiva, il mimetismo, la segretezza, loccultamento, la perfidia per te cos condannabile. Nessuno usa pi questa parola, n sa che cosa significa. Perch credi che esistano i sottomarini, santo cielo? Non navigano sotto gli occhi di tutti, vero? Un motivo ci sar, non ti pare?  cos ed  sempre stato cos fin dal principio dei tempi. Anche alle Termopili ci fu un infiltrato o un traditore, come preferisci chiamarlo. E come  stata vinta la guerra di Troia? Che cosera il cavallo se non uno stratagemma, un regalo avvelenato, un inganno? La colpa non fu di chi lo abbandon sulla spiaggia, ma di quelli che lo portarono dentro. La colpa  di chi si lascia ingannare, non di chi inganna, perch quello  il suo dovere. Entrambe le parti lo sanno, ed entrambe sono colpevoli. Nelle guerre si  sempre subdoli, in questo consiste combattere.
 Per un attimo mi sentii uningenua. Non era irragionevole quello che diceva. Eppure non mi piaceva, trovavo miserabile quello che faceva, o che io immaginavo lui facesse. Pi miserabile della guerra.
  Insisto sul fatto che non  la stessa cosa. Lequipaggio di un sottomarino non stabilisce un rapporto personale,  e sottolineai questa parola,  con gli uomini della nave che affonda, e che non si sono neppure accorti della sua presenza. Loro non si parlano, non si vedono in faccia, non si affezionano, non si considerano compagni n fratelli. Forse in una guerra vera e propria  tutto pi giustificato, non lo so; per poi viene fuori che non  cos, che non lo  nellopinione di quelli che vengono dopo, quelli che non lhanno vissuta e ne hanno tratto beneficio, comunque sia stata vinta... Ma oggi io non vedo guerre per mare, o battaglie in campo aperto o bombardamenti. Non con la partecipazione dellInghilterra. Mi stai parlando come se fosse ancora in corso la Seconda guerra mondiale. Sono quasi quarantanni che  finita. Prima dicevi che qualunque cosa il re avesse sentito dire ai suoi soldati, o le insolenze di questi nei confronti della sua persona, quando la sua persona non era la sua (tu mi capisci), non dovevano contare n meritare castigo, per offensive o sovversive che fossero. O perfino sediziose, cos hai detto.
  Infatti,  rispose; e tuttavia mi parve che fosse pentito di quellaffermazione cos categorica.
  Quei poveri soldati timorosi e sprovveduti, la sera prima di una battaglia, della loro morte, non hanno nulla a che vedere con i soggetti che noi spiamo, che oggi vengono spiati. Per quanto non sia in corso una guerra manifesta o dichiarata, quelli sono nemici. Nemici acerrimi. E poi la guerra c sempre. Un conto  che la gente non la veda e non lo sappia e cos viva molto pi tranquilla. Siamo noi a fare in modo che rimanga lontana dalla sua vista. Tu non sai il bene che facciamo . 
 Spense la sigaretta e se ne accese subito unaltra. Non fumava pi le sue vecchie Marcovitch, non le facevano pi, credo. Rimase a guardare dal balcone e aggiunse:  Sono dei figli di puttana, quelli.
 Mi stup luso di quellespressione brutale, Toms non cera portato. Improvvisamente aveva introdotto una valutazione personale, soggettiva. Lui in fin dei conti li conosceva. Li aveva conosciuti da vicino, bench si schermisse a volte dietro ipotesi assurde, a seconda del momento, come se credesse ancora possibile lambiguit sul lavoro che svolgeva.
  Loro penseranno altrettanto di te, di voi. Certamente lo pensavano anche i sociales di quelli che arrestavano e torturavano o defenestravano. Tanto, tutti figli di puttana.
  Stai confondendo di nuovo le cose. Io non ho mai minacciato di dare fuoco a un neonato davanti a sua madre, questo te lo posso giurare. Ci sono sempre dei limiti che non vanno superati, ci sono dei gradi.
 Ogni volta che mi ricordavo di quella coppia sinistra mi venivano i brividi. Per fortuna da anni non si erano pi fatti vivi, dopo quella telefonata di Mary Kate da Roma, o cos mi aveva detto. Per colpa di quella chiamata internazionale (se lo era) non rispondevo mai al telefono senza apprensione, trattenevo il respiro finch non sentivo la voce dallaltra parte.
  Hai mai chiarito chi erano?  stato confermato che erano dellIra?
  Non lo so, pu darsi. Non lho mai saputo. Meglio cos,  pi facile che uno si dimentichi di te se anche tu ti dimentichi di lui e non lo cerchi e non lo tormenti. Ti assicuro che loro ci avranno dimenticati per sempre.
 Non era la prima volta che si mostrava categorico. In unoccasione mi aveva detto:  impossibile che una cosa del genere accada di nuovo. Allora no, ma questa volta mi pass per la testa che forse potevano essere stati eliminati, Miguel e Mary Kate. Forse li avevano indentificati con precisione, li avevano trovati e li avevano tolti di mezzo. Non Toms personalmente, volli sperare, ovviamente (anche se, chi lo sa, in una di quelle sue assenze cos lunghe di cui non rendeva conto poteva essersi recato a Roma in qualunque momento), ma uno qualsiasi di quel noi, uno dei colleghi che sventavano le disgrazie. In realt era inspiegabile che i Ruiz Kindeln o altri come loro non avessero pi dato segni di vita, visto come si era conclusa quella conversazione, che per me era come se fosse avvenuta tre giorni prima: Quando arriva Toms, non dimenticare di parlargli,  mi aveva raccomandato Mary Kate in tono semifrivolo ma imperativo. 
  Il fatto che noi siamo lontani non significa che la questione sia risolta. E deve risolversi nel modo migliore.
 E poi aveva osato mandare baci al bambino, come spiacevole promemoria. In modo soddisfacente per loro, questo non cera bisogno di dirlo. E siccome io non credevo che Toms o i suoi superiori si fossero lasciati intimorire e avessero desistito da quello che stavano facendo in Irlanda del Nord (se davvero era l che operavano), mi venne in mente che Miguel e Mary Kate fossero ormai fuori gioco perch erano morti, puro e semplice assassinio, come ai vecchi tempi. Per questo Toms era cos sicuro che ci avessero dimenticati per sempre.
 La mia sorpresa non si dovette tanto a quellidea, che non mi era mai venuta in mente neppure una volta negli anni, quanto alla mia reazione. Scoprii che non me ne importava nulla se quella coppia era stata eliminata dalla faccia della terra, con la violenza, prima del tempo. Anzi, mi sembrava giusto, era un sollievo. Avevano carpito la mia fiducia, mi avevano ingannata e usata, e avevano messo premeditatamente in pericolo la vita del mio bambino indifeso, il peggio che si possa fare a una madre, un gesto che pu renderla spietata. E leventualit che lo stesso Toms avesse potuto occuparsene non mi incuteva lorrore e il senso di nausea che mi avrebbe suscitato il saperlo capace di uccidere personalmente e a sangue freddo qualunque altro essere umano, sia pure un nemico figlio di puttana e sconosciuto. Trattandosi dei Ruiz Kindeln era accettabile e forse giusto; forse perfino encomiabile. Se lo erano meritato, se lo erano pienamente guadagnato in quella mattinata eterna in casa mia,  vero che ci sono limiti che non bisogna varcare e loro li avevano varcati, con un sorriso ipocrita sulle labbra per maggiore scherno. E poi, in fin dei conti, ogni azione  un passo verso il patibolo, verso il fuoco, per il solo fatto di stare al mondo ci esponiamo al rischio di andare verso la morte, non ha senso neppure protestare. Quanti passi potevano aver fatto Miguel e Mary Kate, o come si chiamavano veramente, nella loro vita criminosa.
 Forse Toms mi sta contagiando con la sua visione delle cose, come lui  stato contagiato da altri. Basta ascoltare per esporsi, pensai.
 Ma non volli parlare di quello che mi era passato per la mente, o non ancora. Mi era rimasta una cosa in sospeso dellEnrico V:  E dimmi, che cosa avrebbe dovuto fare il re se le parole dei soldati fossero state cospirative? Se quella notte avesse scoperto un piano per assassinarlo prima dellalba e cos mandare a monte la battaglia nella quale potevano perdere teste, gambe e braccia? Nemmeno allora il re avrebbe dovuto prendere provvedimenti, applicare castighi, fare uso di quanto era venuto a sapere avvolto nel suo mantello? Sotto la sua falsa apparenza doveva ignorare quello che sentiva, doveva cancellarlo, questo  quello che hai detto. Che cosa avrebbe dovuto fare in questo caso, secondo te? Lasciarsi assassinare nella sua tenda passivamente, mettersi a dormire per non svegliarsi pi, attendere larrivo dei soldati con i loro pugnali?
 Toms sorrise, questa volta con simpatia, come se trovasse buffe le mie elucubrazioni, o come se lo stimolassero. Immagino che con me si divertisse, era stato cos fin dallinizio e questo non era mai venuto meno. Stavamo bene insieme, malgrado le brume e i fumi in cui vivevamo avvolti. Malgrado la mia visuale cos ridotta, malgrado tutto. Era come assistere alla sua vita con un occhio solo, e come se laltro fosse cieco. A volte era difficile sopportarlo, ma lo sopportavo. E nonostante tutto lo amavo ancora, imperfettamente e con un misto di sentimenti contraddittori, come tutti. No, non come tutti, come quelli che amano meglio. Preferivo averlo parzialmente piuttosto che andare via, piuttosto che perderlo di vista definitivamente e lasciare che diventasse un ricordo.
  No, questo cambierebbe radicalmente la situazione. In tal caso Williams e gli altri due non sarebbero pi dei suoi, sarebbero altro, sarebbero dei nemici. E se il re quella sera avesse sospettato una cospirazione per ucciderlo e cos sospendere la battaglia e arrendersi, avrebbe avuto tutto il diritto di travestirsi e di spiare i suoi soldati e ufficiali e nobili, dal primo allultimo. Sarebbero stati dei figli di puttana e non avrebbero meritato riguardi. E il capitano opportunista avrebbe avuto tutte le ragioni a invocare la legge marziale e a volerli mandare sulla forca. Giustiziarli non sarebbe stato un abuso, ma la cosa pi consigliabile e pertinente da fare, perch non arrecassero ulteriori danni al Regno.
 Mi tornarono in mente i sociales di Franco. Tutto  giustificabile dal proprio punto di vista, e ciascuno ha il suo, convincersi di avere ragione  molto facile. Ma lasciai correre, perch ora s che aveva senso tirare fuori la mia idea:   questo quello che avete fatto dei Kindeln? Giustiziarli? Per questo sei cos sicuro che ci abbiano dimenticati per sempre?  E aggiunsi con leggerezza, per fargli capire che non lo condannavo totalmente (se quei due erano cadaveri, i miei figli sarebbero stati pi al sicuro, e non cera nulla di pi importante per me, soprattutto quando erano piccoli):  Non solo si saranno dimenticati di noi. Si saranno dimenticati di tutto, se li avete tolti di mezzo. Perfino delle loro facce. E dei loro nomi.
 La mia domanda lo colse di sorpresa (era passato molto tempo e non glielo avevo mai chiesto), o volle farmelo credere. 
 Mi rispose senza rispondermi del tutto, ovviamente.
  Che idee, Berta. Certo che no, noi non facciamo queste cose, che assurdit. Per chi ci hai presi? Per il Kgb, per la Stasi, per il Mossad, per la Dina? Per James Bond, per la Cia?  
 Se tutti quei servizi segreti giustiziavano i nemici senza processo, non vedevo perch non potevano fare altrettanto i suoi colleghi. Fu un pensiero lampo.  O, peggio ancora, per la mafia?
  Ti ho gi detto che non so nulla di loro, per fortuna . Si interruppe, si accarezz la cicatrice cancellata, non ce nera pi traccia; era solo nella sua memoria.
 Poi disse:  Ma perch mi fai delle domande, se non devi? Tanto non potrei risponderti.
 
 PARTE SESTA 
 Appena un mese dopo, Toms ebbe ancora il tempo di ricordarmi ci che mi aveva detto quella sera, quando i militari della dittatura argentina occuparono insensatamente e con falso patriottismo le Malvine o le Falkland, a seconda del punto di vista e della lingua adottata per riferirsi a quelle isole, che erano possedimento britannico dal 1833. Com naturale, a ragione o a torto, la Gran Bretagna non sarebbe rimasta con le braccia conserte davanti a una simile appropriazione con la forza, davanti al fatto compiuto, tantomeno con Margaret Thatcher la Spietata al governo, per quanto le suddette isole si trovassero a casa del diavolo, come spesso volgarmente si dice: a est dello Stretto di Magellano e a nordest della Terra del Fuoco, ovvero non molto lontano dallAntartide.
 Che il paese invasore fosse una dittatura giustificava maggiormente, da un punto di vista formale, la prevedibile reazione bellica britannica, sebbene il vicino dittatore Pinochet, in Cile, godesse delle simpatie della Lady di Ferro, allora e fino alla fine della sua vita, di lui o di lei, non ricordo quale dei due mor per primo; i politici per lo pi non badano alle contraddizioni quando sono loro a incorrervi. Si prospettava una guerra assurda e inimmaginabile fino al giorno dello sbarco e della presa di Stanley, la capitale delle Falkland, fra due nazioni lontanissime fra loro geograficamente ma non cos tanto ideologicamente, in fondo i militari argentini erano al potere da sei anni e commettevano le loro atrocit senza che il mondo libero se ne scandalizzasse troppo n mostrasse nei loro confronti una chiara ostilit. Ma unaggressione era unaggressione, un vero e proprio atto di guerra, e non poteva rimanere senza risposta se fosse finita nel nulla, come in effetti sarebbe avvenuto, la breve via diplomatica delle ammonizioni. 
  Ecco qui,  mi disse Toms mostrandomi la prima pagina di un giornale inglese favorevole alla guerra.  Solo pochi giorni fa tu non credevi che potessero esserci guerre per mare, battaglie in campo aperto o bombardamenti. Ebbene temo che ne vedrai molto presto, soprattutto delle prime, l non c altro che oceano, le Falkland sono a trecento miglia dal continente. La forza principale sar navale: fregate, cacciatorpediniere, portaerei, incrociatori, trasporto truppe, sottomarini, chiatte e lance da sbarco. Vedrai combattimenti in mare aperto con la partecipazione dellInghilterra, che ci vuoi fare. La guerra c sempre, te lo avevo detto, ma solo ogni tanto diventa visibile. Questa lo sar, per il mondo intero, perch non se ne dimentichi completamente. Ma per poco. Non durer, te lo assicuro. Quei militari fanfaroni si sono scavati la fossa da soli con questazione disperata .
 Verso la gola del mare, mi torn in mente questa parte del verso, ora con un fondato motivo.
 Sembrava quasi soddisfatto, orgoglioso. E non solo di potermi dimostrare quanta ragione avesse avuto, sembrava anche rallegrarsi di un imminente conflitto armato nel quale ci sarebbero stati dei morti da entrambe le parti; forse non in grandissimo numero se si fosse risolto rapidamente, ma certo non per questo il conflitto sarebbe stato meno luttuoso. Eppure quel moto di entusiasmo non era cos strano, era nellaria, fomentato dalla Thatcher e da Galtieri, il generale e presidente usurpatore argentino; e Toms, sia pure alla lontana, era al servizio della prima, da lei partivano tutti gli ordini, tranne quelli che le conveniva ignorare; chi  blindato si lascia interpretare, senza necessit di pronunciarsi. Incomprensibilmente, dopo secoli di pessime esperienze, soprattutto inglesi, la popolazione argentina quanto quella britannica erano gi infiammate, chiedevano che venisse data una lezione; tra le cose che pi piacciono alla gente  gente sprovveduta, ma gli sprovveduti sono sempre milioni, e per di pi non sanno di esserlo  c la prospettiva di una bella guerra in cui mostrare i muscoli. La prospettiva, finch la guerra non  ancora cominciata.
 Lidea conseguente mi assal molto presto: se la Gran Bretagna entrava in guerra contro un paese di lingua spagnola, era questione di giorni e Toms sarebbe stato richiamato a Londra per compiti di intercettazione, di traduzione, forse per interrogatori e simili. Non pensavo che dovesse infiltrarsi, sembrava improbabile che in quel caso si richiedesse dello spionaggio, le carte erano scoperte dal momento dello sbarco sulle isole, non cera molto da scoprire, supponevo, e nemmeno da prevedere, e la superiorit delle forze armate britanniche era schiacciante, tanto che lasciava stupefatti lirresponsabilit suicida degli argentini. In ogni caso non avevo dubbi che, se necessario, Toms sarebbe stato capace di una finzione impeccabile: se poteva imitare quelle parlate in inglese, alterando la voce fino a farmi paura e a trasformarsi, non gli sarebbe stato difficile farsi passare per argentino, laccento bonaerense di molti suona gi come una caricatura, almeno ai nostri orecchi spagnoli, e uno con le sue abilit lo avrebbe riprodotto senza destare sospetti. Ma di certo, dalla mia assoluta cecit io non escludevo nulla, ho gi detto che ero schiava delle mie congetture e supposizioni. Potevano destinarlo a Buenos Aires, o a Ro Gallegos o mandarlo perfino nella Terra del Fuoco, tutto era possibile nelle mie fantasie. Se ho detto che Toms fece ancora in tempo a farmi notare quello che lui visse come un trionfo, 
perch tutto and come avevo previsto. Il 3 aprile del 1982, quando il Consiglio di sicurezza dellOnu chiese senza successo limmediata cessazione delle ostilit e il ritiro di tutte le forze argentine dalle Falkland (mi abituai a chiamarle come le chiamava lui), ed esort i due governi a cercare una soluzione diplomatica alle loro divergenze, Toms mi comunic che doveva partire per lInghilterra senza indugio, il giorno seguente. E due giorni dopo, il 5 aprile, la Task Force britannica salp da Portsmouth, acclamata da una folla bellicosa e sorprendentemente assetata di sangue, che chiedeva la riparazione di un onore a prezzo modico, paragonato a quello di tante imprese e lotte del passato. In fin dei conti, nellultimo secolo e mezzo di storia, la nazione aveva affrontato Napoleone, lo Zar, il Kaiser e Hitler, oltre a molti, troppi altri. Il 4 lo accompagnai allaeroporto. Poche volte lo facevo, quando se ne andava. Ero abituata alle sue partenze, e anche se non si sapeva mai quando sarebbe tornato, cercavo di considerarle sullo stesso piano dei viaggi daffari di un dirigente inquieto, nevrotico se si vuole, di quelli che allungano imprevedibilmente i loro peripli per il mondo, come se si sentissero a loro agio solo nellassenza e nel continuo movimento. Ma quella volta cera una vera guerra in gestazione, visibile, come diceva lui, e per quanto in teoria non temessi che lo mandassero al fronte, a bordo di qualche nave come interprete o qualcosa di simile, di fatto lui era in et militare e ai miei occhi tutto era possibile. Visualizzavo il tipo di rischio cui poteva essere esposto, a differenza di altre occasioni avvolte nella nebbia: tutti abbiamo visto dei film con battaglie navali spaventose, navi incendiate che affondano, equipaggi che periscono in acqua o vengono dilaniati. Lo accompagnai con serenit e naturalezza, quasi senza parlare, certo senza domandargli quale missione gli avessero affidato, forse non lo sapeva ancora nemmeno lui. Lui si mostrava esaltato nel senso buono del termine (per chi prova lesaltazione, sintende), non tanto per ci che doveva fare personalmente quanto per latmosfera guerresca, pienamente contagiato dallassurda spavalderia che si era impadronita dellInghilterra. Devo ammettere che mi infastidiva e mi ripugnava quellatmosfera, non meno dellatteggiamento degli argentini che il 2 aprile si erano riversati in plaza de Mayo per una manifestazione oceanica di sostegno alla riappropriazione delle Malvine, nella quale avevano acclamato quegli stessi generali che da anni commettevano crimini e che ora si preparavano a sacrificare i loro giovani soldati, senza la minima possibilit di beneficio n di vittoria, ovvero per una pessima causa. Non che fosse buona quella di Mrs Thatcher, a differenza di quella di Enrico V ad Agincourt, secondo la storia o secondo Shakespeare, solo che non era stata lei a tirare la prima freccia e questo allinizio conta, finch non lo si dimentica e non si risponde in modo sproporzionato, con cannonate e Gurkha, feroci nel corpo a corpo con i loro kukri nepalesi dalla tremenda lama ricurva.
  Non hai idea di quando tornerai, ovviamente,  fu una delle poche cose che gli dissi, sul taxi per Barajas.  Anche meno delle altre volte, immagino. Non si sa mai quanto pu durare una guerra, anche se sembra facile da vincere, non  vero?
  Chi ti ha detto che vado in guerra?  mi rispose con una punta di civetteria, come se si divertisse a farmi preoccupare pi del solito.
  Io, no di certo. Pu darsi che questa volta io non debba neppure muovermi da Londra . 
 Non aggiunse se lo ignorasse o se lo sapesse. Badava a non lasciarsi sfuggire nulla.
   vero, non me lo hai detto. Ma non occorre essere Sherlock Holmes. Se ti convocano con urgenza proprio quando si sta preparando una flotta per riconquistare quelle isole, contro un paese che parla la nostra lingua, insomma, qualcosa centrer la tua chiamata, probabilmente. Non dico che ti mettano su un cacciatorpediniere diretto alle Falkland (me lo auguro), ma in un conflitto di questo genere tu sarai molto utile, senzaltro. O non saresti utile?
  Io sono sempre molto utile, Berta,  rispose con un sorriso di vanit, a volte era incapace di trattenersi.
 Com cambiato,  pensai.  Com diverso dal ragazzo che era, con questa vita assurda e clandestina che fa, della quale forse pu vantarsi solo con me, e ben poco. Deve sentirsi frustrato, poveretto, questa vanit coniugale, domestica,  il minimo. Ma come pu essere che sia cos convinto, che sia diventato un patriota inglese senza un dubbio n un pensiero proprio, oppure se ce lha lo mette da parte e lo tiene sotto chiave, per lui manifestare disaccordo con la Corona devessere come mettere in questione le sue attivit e la sua storia, la sua rettitudine, la sua esistenza. La sola cosa che non  cambiata  il suo scarso interesse a conoscersi e a interrogarsi, la sua assoluta mancanza di introspezione, lui fa quello che deve e basta, o forse quello che decide, gli  sempre parsa una perdita di tempo auscultarsi. Ormai sapr che genere di individuo  e di che cosa  capace, e lo accetta e gli va bene, forse  perfino orgoglioso, ogni tanto, o forse no, forse  soddisfatto della sua utilit pi che provata. Dubito che si ponga altre domande, il suo servizio e le sue capacit sono quello che conta. Certo che rimpiango quello di prima,  scontato, ma lo amo ancora e lultima cosa che vorrei  perderlo, anche se ora possiedo solo dei frammenti. In fondo, il ragazzo che era  racchiuso nelluomo che  adesso, quello che c e non c, quello che va e viene, e nessun altro pu albergarlo. Sar l da qualche parte, semiaddormentato, o prigioniero di un lunghissimo incantesimo. Speriamo che torni presto. Speriamo che non gli succeda niente su quelle isole. Speriamo che questa stupida guerra duri poco.
 E aggiunse:  Gli altri conflitti ci sono ancora, non ti illudere. Purtroppo non c niente che si ferma solo perch un fatto pi eclatante, un evento bellico, copre tutto il resto agli occhi del mondo. Il nemico non riposa mai, mai. Mentre tu dormi, lui  attivo. E quando dorme lui, sogna macchinazioni lucrose, che metter in pratica pi tardi. Anzi, il nemico approfitta dellapertura di un altro fronte, della nostra distrazione e della nostra ripartizione delle energie, per incrementare le ostilit e assestare colpi bassi. Credi che il problema dellIrlanda, per esempio, sia rimasto fermo o ci abbia dato tregua durante la Seconda guerra mondiale? Assolutamente no. LIrlanda si dichiar neutrale. Neutrale, ci vuole coraggio. E nel 1944, nel 1944 (dopo cinque anni che eravamo in guerra e sotto assedio, renditi conto), si rifiut di espellere i rappresentanti dellAsse di stanza a Dublino, come richiesto non solo da noi, ma anche dagli Stati Uniti .
 Quel noi era esteso al passato, a tempi in cui lui non era neppure nato, incredibile; immagino si estendesse fino alla battaglia di Agincourt del 1415, come minimo. 
  Non furono pochi gli irlandesi che di fatto, come spie e sabotatori, collaborarono con i tedeschi, perch dopotutto volevano distruggere noi, e a loro una simile prospettiva andava benissimo. Non si fermavano a pensare che cosa ne sarebbe stato dellIrlanda se avessero vinto i nazisti. In confronto il nostro giogo, la nostra oppressione, come la vedevano loro, era pura benevolenza e cortesia. Quindi tutto va avanti, anche quando sembra che si fermi. Vanno avanti i paesi doltrecortina e i terroristi internazionali e lUlster e altri nemici dei quali neppure la stampa  a conoscenza. Succedono tante cose nel mondo. Quindi  inutile che tu cerchi di dedurre dove andr. Pu darsi che io non esca neppure dal Foreign Office, come ti ho detto.
  Va bene, non far illazioni. Speriamo sia lultima volta.
 La sola menzione dellUlster mi aveva angosciata ancora di pi, avrei quasi preferito che lo imbarcassero sullHms Conqueror, un sottomarino nucleare che probabilmente sarebbe stato inviato alle Falkland, cos avevo letto. Avevo imparato a temere quel conflitto per esperienza diretta, non ero mai riuscita a togliermi dalla testa quei maledetti Kindeln. Mi ero abituata a seguire le notizie dallIrlanda del Nord, non ossessivamente, ma se cera qualcosa su un giornale spagnolo, non lo trascuravo mai. Assurdamente, i paesi dellEst e i terroristi iperattivi come il famigerato Carlos mi preoccupavano di meno, quando magari, chi poteva dirlo, Toms era impegnato nella cattura di questultimo, che in origine era di lingua spagnola, si credeva che fosse venezuelano. 
 Tacqui per un po, gli presi la mano e lui me la strinse forte un momento e poi me la lasci per accendersi una sigaretta. Ebbi limpressione, tuttavia, che me la lasciasse cos in fretta pi che altro per esaltazione, come se il contatto lo distraesse dai suoi pensieri. Era assorto nelle sue cose, pensai che forse sapeva esattamente qual era il suo ruolo, che cosa lo attendeva lindomani o quella sera stessa, che cosa doveva fare e dove sarebbe andato; mentalmente era gi l, concentrato sui suoi prossimi passi. Che fosse davvero entusiasta non oserei dirlo, ma ci si avvicinava. Era partecipe dellansia nazionale di entrare in azione, dellimpazienza che la flotta britannica raggiungesse quellangolo remoto del globo e desse una lezione a quegli argentini insolenti e dittatoriali, che cosa credevano?, di poter sfidare impunemente lex Impero britannico? S, di colpo lInghilterra aveva ricuperato puerilmente la memoria e si vedeva come nei secoli passati, fantasma del proprio impero perduto.
  Ciao, abbi cura di te. Dimmi qualcosa finch puoi, per favore. Come sempre. O quando potrai di nuovo, se vai via. Spero non duri troppo . Quelle furono le mie ultime parole prima del suo imbarco. Gli toccai le labbra e gliele percorsi con il dito, gli accarezzai la guancia liscia, ci abbracciammo come sempre, con limmenso affetto di tutta la vita, malgrado il mio dispiacere.
  Certo,  rispose lui.  Come sempre. Se non do notizie  perch non posso darne, lo sai. Se il tempo passa non farti prendere dallansia. Per quanto sia lungo. Come sempre. In ogni caso questa guerra durer poco, vedrai. E magari non mi riguarder. Non mi sfiorer nemmeno.
 Quella guerra di due mesi e mezzo io la segui giorno per giorno, in tutti i particolari, dal 5 aprile, quando salp la Task Force da Portsmouth, fino al 14 giugno, quando il governatore argentino delle Malvine, il generale Menndez, capitol di fronte al generale Moore, comandante delle forze britanniche, suscitando la sera stessa le violente proteste di una parte della popolazione di Buenos Aires.
 Ogni giorno compravo due o tre quotidiani inglesi e li divoravo. A volte pensavo che fosse una fatica inutile, forse Toms quel conflitto non lo sfiorava neppure, come aveva insinuato. Ma io non sapevo pi cosa pensare, ovviamente, disorientata da tanta segretezza e silenzio. Ero incline a credere che effettivamente la sua partenza improvvisa il 4 aprile fosse legata alloccupazione delle Falkland in un modo o nellaltro, perch non mi chiam neppure una volta dal Foreign Office, dallMI6 o da dovera, come certamente avrebbe fatto se fosse rimasto a Londra in attesa di una destinazione, anche per pochi giorni.
 Ne dedussi che appena atterrato fosse stato trasferito altrove, e in quel momento lemergenza erano le isole perdute, quella era la novit, il problema che occupava Thatcher lIntransigente e il suo gabinetto, e le forze armate, la Raf, la marina, lesercito, la diplomazia e i servizi segreti, quasi a tempo pieno e tutti insieme. Ma era vero che il resto non si ferma, non c ragione perch il nemico si plachi (semmai perch si armi) di fronte a unemergenza dellavversario, e immagino che non sia da trascurare nessun fronte, per secondario o minore che sembri. Ignoravo tutto, in definitiva, anche questo come sempre, come sempre.
 Decisi di seguire la guerra passo dopo passo, come del resto faceva il mondo intero, era una guerra abbastanza insolita da tenerlo col fiato sospeso e attirare tutti gli sguardi, a cominciare da quelli di Reagan e del papa viaggiatore Wojtyla.
 Il 2 maggio provai una gran pena e un grande sollievo. Il sottomarino nucleare Conqueror silur e affond lincrociatore argentino General Belgrano, causando la morte di pi di trecento membri dellequipaggio. Mi riemp di dolore quella cifra cos esorbitante, ma pensai che sarebbe stato peggio se le perdite fossero state britanniche. Non escludevo che Toms si trovasse a bordo di unimbarcazione di qualche tipo.
 Il 4 maggio non riuscii a provare sollievo: due caccia della marina argentina, equipaggiati con missili Exocet, affondarono il cacciatorpediniere Sheffield, e questa volta a perdere la vita furono venti marinai inglesi. Chiss chi poteva sapere se fra loro cera anche un mediatore, un interprete, una spia distaccata in quellarea.
 Il 10 maggio fu la fregata Alacrity ad affondare il mercantile Isla de los Estados, causando la morte del capitano e di ventuno marinai. Ormai sentivo chiaramente prevalere il sollievo sulla piet. Anzi, cominciavo a sperare che lInghilterra schiacciasse il prima possibile quellArgentina sinistra in mano ai militari, per quanti poveri soldati dovessero perderci la vita, purch smettessero di morire tutti al pi presto e si ristabilisse la pace. Ero pi attenta ai rovesci che ai progressi, alle situazioni sfavorevoli per i nostri che a quelle trionfali, erano quelle che pi mi allarmavano. Il 20, il 24 e il 25 maggio furono giorni di enormi trepidazioni: gli inglesi videro affondare la fregata Ardent e subirono labbattimento di tre caccia Harrier e due elicotteri, solo nel primo giorno, e io subito pensai che Toms poteva essere trasportato qui e l in elicottero; il secondo giorno col a picco la fregata Antelope nelle acque di non so quale stretto, e il terzo gli aerei argentini affondarono il cacciatorpediniere Coventry e il portacontainer Atlantic Conveyor. Il numero di morti era imprecisato, o forse Mrs Thatcher, che non amava ascoltare le storie tristi, come ho letto di recente  e immagino neppure raccontarle  , prefer lasciarlo avvolto nella nebbia, per il momento.
 Stavano vincendo gli inglesi e avrebbero finito per vincere la guerra, era solo questione di tempo, ma non senza danni incalcolabili. Diventai una tifosa della Royal Navy a distanza, attraverso la televisione e i giornali, malgrado il paradosso della mia crescente antipatia per la Thatcher e per quellInghilterra folcloristicamente bellicosa e sanguinaria, irriconoscibile, senza temperanza. Ogni manifestazione o festeggiamento per le vie della Gran Bretagna mi riempiva dimbarazzo, forse perch ero europea (gli americani sono pi teatrali ed esaltati, da parte loro lesagerazione  meno sorprendente). Questo non imped che l8 giugno maledicessi laffondamento della nave per il trasporto di truppe Sir Galahad, o che il 12 mi sentissi morire quando seppi che un missile Exocet lanciato dalla costa aveva messo fuori combattimento il cacciatorpediniere Glamorgan, uccidendo tredici membri dellequipaggio.
 Tutte queste perdite sarebbero risultate come semplici incidenti di percorso che tutti dimenticano tranne le famiglie dei morti, inconvenienti di poco conto nellinsieme del conflitto, eppure, finch questo durava, ogni battuta darresto sul cammino verso la conclusione mi sconfortava, tutto ci che non aveva laria di essere una semplice passeggiata mi esasperava. Papa Giovanni Paolo II si rec a Buenos Aires il giorno 11, a pregare per la pace circondato dal fervore unanime di fedeli che il giorno prima e il giorno dopo avrebbero inneggiato alla guerra e alla vendetta. Il 28 maggio era volato a Londra, dove non gli avevano dato molto ascolto (in Argentina era stata tutta apparenza, in ogni caso). Quellattenzione quotidiana mi lasciava estenuata, due mesi e mezzo di tensione e spaventi continui diventano interminabili. Gli unici momenti di tregua erano quando mi aggrappavo allambiguit premeditata di Toms e mi dicevo  misera consolazione  che poteva essere da unaltra parte, in un paese baltico, o arabo, in Germania Est o nella temuta Irlanda del Nord. Questultima eventualit, per, tendevo a scacciarla in fretta dalla mente, e non solo per quello che ho gi detto. Non saprei esattamente quando (forse fu dopo il 1982, ma a me pare che fu prima), era apparsa sulle prime pagine di diversi giornali una delle fotografie pi spaventose che io abbia mai visto. Tanto che la guardai molto velocemente e voltai subito il giornale, e prima di sera lo gettai senza averlo letto; eppure, bast limprecisione di una sola occhiata perch me ne restasse unimmagine confusa, che mi si  ripresentata molte volte e continua a farlo. Non so se a Belfast, a Derry o in un piccolo paese, una folla inferocita aveva aggredito un soldato inglese e gli aveva levato la pelle, ho sempre sperato che non fosse vivo, le circostanze cercai nei limiti del possibile di risparmiarmele, non volli leggere larticolo (lessi solo la didascalia, credo), preferii ignorare i dettagli. Ho la vaga idea che il cadavere del soldato fosse faccia in gi, con le braccia aperte, come un santAndrea crocifisso, logicamente nudo, o quasi, e appoggiato contro qualcosa, un muro, una pila di pneumatici, forse dei barili di birra, non lo so e non mi sfiora lidea di recuperare la foto, ora che con Internet tutto ritorna e nulla si cancella. Ma intorno cera della gente, non appariva solo, abbandonato. Gente dallaspetto normale, come se ne pu trovare a Madrid o in ogni altra citt europea o nei nostri villaggi, gente che era venuta per vedere e che forse non aveva partecipato a quellatrocit, o forse s, forse laveva commessa e osservava senza rimorso la propria opera  forse quello era venuto dopo, o non era venuto affatto  , semmai con lo stupore che segue a certe azioni, quando sono terminate e irreversibili.
 In ogni caso quella gente guardava, guardava quel corpo di un colore pi scuro del normale per un uomo bianco  un corpo senza la pelle devessere rossiccio, meglio non pensarci, limmagine era in bianco e nero  , pi o meno come si osserva il quadro di un Cristo flagellato in un museo, solo che Cristo venne ridotto a quel modo duemila anni fa e in un punto remoto del globo, e poi se ne sta sempre l, dipinto, piatto e senza volume, non  mai reale e recente come quel giovane soldato. 
 Quasi tutti abbiamo provato un odio concreto o astratto qualche volta nella vita; lo proviamo ma non lo vediamo quasi mai, o molto di rado; e la rappresentazione dei suoi risultati  difficile da accettare, da ammettere, da digerire, ci  intollerabile, e dire che in Europa dovremmo esserci abituati per forza, la forza di troppi secoli di memoria. Certi militari britannici nellUlster si comportavano come bestie, ma che cosa se ne sapeva di quel ragazzo? Forse non aveva fatto nientaltro che vestire ununiforme detestata, forse era appena arrivato. Comunque sia, la cosa che fa pi impressione (parlo per me, certo) sono le folle inferocite e scatenate e quello di cui sono capaci.
 Anni dopo vidi unaltra scena (venne mostrata parzialmente in televisione) che mi fece tornare in mente quella foto dellIrlanda del Nord, pur svolgendosi nel mio paese ed essendo meno grave e truculenta: un gruppo di nazionalisti baschi prendeva a calci la testa di un poliziotto caduto a terra, indifeso, in strada e sotto gli occhi di testimoni impassibili, o che piuttosto acclamavano limpresa. Non si trattava di un poliziotto invasore, ma di un agente del posto, un ertzaina della polizia locale, autonoma, basco quanto gli abertzales suoi aggressori. Quelluomo non mor, per fortuna, ma credo che rimase a lungo in ospedale e non so se ne riport conseguenze irreparabili. Di certo non dimenticher mai quel giorno, a differenza degli orgogliosi patrioti, imitatori degli irlandesi senza un decimo della ragione di questi ultimi. Qualcosa o qualcuno li aveva interrotti; se non fosse stato per questo avrebbero ucciso quellertzaina senza problemi, prendendolo a pedate fra tutti, nel divertimento generale. 
 Quindi scacciavo quel pensiero: meglio che Toms si trovasse nellAtlantico del Sud, a bordo di una fregata, in volo su un elicottero, in un covo di Buenos Aires, piuttosto che in Irlanda del Nord. Che cosa mai avrebbero potuto fargli, se era l e lo scoprivano, lui che era un infiltrato inglese, un traditore, una spia. Si sarebbe abbattuto su di lui tutto lodio concreto e quello astratto, e il pi feroce, lodio degli ingannati. S, la guerra delle Malvine o delle Falkland si concluse ufficialmente quel 20 di giugno con la restituzione delle isole e il mondo cominci rapidamente a disinteressarsene. Quello che  successo un momento fa ma non sta pi succedendo smette di attirare lattenzione, la gente bada a quello che viene dopo, qualunque cosa stia per avvenire o avvenga, basta che contenga unincognita o non se ne preveda ancora un finale, in fondo quello che si vuole  vivere in modo vicario nellinstabilit perenne e sotto costante minaccia, o almeno nella consapevolezza che altri in qualche punto del globo stanno peggio di noi, altri che ci ricordano quanti pericoli sono sempre in agguato l fuori. Era cos gi allora, come lo  adesso ma elevato al cubo, ci siamo abituati allidea che incomba sempre qualche catastrofe, e allidea che direttamente o indirettamente ci riguarder, sono finiti i tempi (sono durati secoli e secoli, quasi tutta la storia che conosciamo e anche una parte della mia vita; io ho assistito a questo cambiamento) in cui non ci riguardavano le sciagure dellAfghanistan, dellIraq o dellUcraina, quelle della Siria o della Libia, dellEtiopia o della Somalia, e nemmeno quelle del Messico o delle Filippine, che in fin dei conti in passato ci erano appartenuti, intendo dire a noi spagnoli.
 Perfino i giornali inglesi cominciarono a disinteressarsene a poco a poco, dopo aver tratto il massimo profitto da quella che avevano definito come una prodezza e dopo aver vergognosamente blandito lorgoglio nazionale di coloro che erano rimasti in poltrona a casa loro, a guardare la Bbc, senza nemmeno sentire lodore della polvere da sparo e della carne ustionata o dilaniata, n rischiare per un solo minuto. Io invece non riuscivo a disinteressarmi. Seguivo attentamente giorno per giorno il progressivo rimpatrio dei contingenti di truppa, i festeggiamenti con cui via via venivano accolti, sempre pi tiepidi, le misure adottate per la futura difesa delle Falkland e perch non si ripetesse quanto era accaduto; la brusca perdita di prestigio dei militari argentini e le immediate dimissioni di Galtieri: qualcosa di buono lo aveva portato quella guerra alla nazione vinta: linizio della fine della dittatura. Segui perfino, nel 1985 o nel 1986, il processo, per negligenza e altre violazioni, al generale che aveva portato alla morte tante persone e il suo paese al disastro, e che fu incarcerato per diversi anni. Non gli venne perdonata la guerra che molti dei suoi compatrioti avevano acclamato e incoraggiato, si cerca un capro espiatorio nelle sconfitte  che pu essere anche quello giusto, quello che merita di pagare  e nessunaltro si assume le proprie responsabilit, il popolo ne esce sempre innocente. Il popolo, spesso meschino e vigliacco e insensato, i politici non si azzardano mai a criticarlo, non lo rimproverano n gli rinfacciano come si  comportato, anzi, invariabilmente lo esaltano, per quanto poco sia degno di essere esaltato, in nessun paese. Ma  stato eretto a intoccabile e ormai  come gli antichi monarchi dispotici e assoluti. Come loro, possiede la prerogativa della velleit impune, non risponde di ci che vota n di chi elegge, di ci che sostiene, di ci che tace e consente oppure di ci che impone e acclama. Che colpa aveva del franchismo in Spagna, come del fascismo in Italia o del nazionalsocialismo in Germania e in Austria, in Ungheria e in Croazia? Che colpa aveva dello stalinismo in Russia o del maoismo in Cina? Nessuna, mai; il popolo  sempre vittima e non viene mai punito (certo non si punisce da s; di s ha compassione e piet). Il popolo non  che il successore di certi re arbitrari e volubili, solo che ha un milione di teste, come dire che  senza testa. Ciascuna di quelle teste si guarda allo specchio con indulgenza e si giustifica con unalzata di spalle: Ah, io non sapevo. Io sono stato manipolato, persuaso, mi hanno ingannato e fuorviato. Che cosa potevo saperne io, povera donna, povero ingenuo che sono.
 La complicit del popolo  cos largamente suddivisa che sfuma e si diluisce, e nellanonimato i colpevoli hanno piena facolt di commettere nuovi delitti, non appena sia passato qualche anno e nessuno ricordi pi quelli di prima.
 Venne agosto e andai con i miei genitori a San Sebastin, e con i bambini, certo, ovunque andassi io venivano anche loro. Mio padre e mia madre mi accoglievano con discrezione, quando mi vedevano troppo sola, per troppo tempo. Erano abituati alle assenze di Toms e non facevano quasi domande. Adesso, per di pi, cera una spiegazione semplice di quel ritardo: il Foreign Office, dopo una guerra che non aveva saputo prevedere, doveva riorganizzarsi, cerano molte questioni delicate da sistemare; sarebbero saltate delle teste e forse Toms si sarebbe trovato a occupare il posto di uno dei suoi superiori, aggiunsi, inventandolo di sana pianta per suggerire lidea che stesse facendo carriera, che il prolungarsi dei suoi impegni fosse giustificato dal nostro bene presente e futuro. Con loro, con gli amici e i conoscenti, con i colleghi in facolt, fingevo di essere in contatto con mio marito pi di quanto non lo fossi durante i suoi periodi allestero.
 Appena lasciava Londra (o io supponevo che la lasciasse), era normale che non ci sentissimo, almeno da quando mi aveva rivelato il suo frammento di verit, quello autorizzato. Quel frammento, per quanto essenziale, era ridotto, ma bastava per rendermi complice del suo segreto e della sua doppia vita, adesso anchio mentivo per non destare sospetti e non esporlo involontariamente, e perch nessuno a Madrid si stupisse pi del dovuto o trovasse eccessivamente anomala la nostra anomala situazione. Non ero neppure certa che allambasciata britannica fossero al corrente delle sue reali attivit, forse lambasciatore s, in quanto massimo responsabile, o forse no: se un membro del suo staff veniva richiesto a Londra, lui probabilmente accettava la cosa senza obiezioni, senza ficcare il naso. E cos feci anche quella volta: al mio ritorno, in settembre, non ricevetti neppure una telefonata, non
una lettera n una cartolina n un telegramma, nemmeno qualche notizia indiretta da parte di Mr Reresby o di un altro superiore o collega.
 A questo punto  chiaro che  da unaltra parte,  pensavo,  e io che mi sono preoccupata inutilmente per le Falkland, due mesi e mezzo di scontri e pi, senza contare gli strascichi. E mi aveva avvertita che forse la guerra non lo avrebbe neppure sfiorato. Dove diavolo sar, allora? Dove lo avranno mandato? Il mondo  grande e possono esserci dei fronti ovunque, in paesi sconosciuti.
 Me lo dicevo ma non potevo esserne certa, e il fatto che ci fosse stata una guerra visibile con dei morti visibili cambiava tutto, dovevo accertarmi che l non fosse successo nulla, che lui non fosse fra i caduti inconfessabili, i caduti non dichiarati, quelli che non vengono comunicati ufficialmente, che non sono resi pubblici, che non compaiono nei rapporti di guerra e ai quali non viene neppure reso onore data lindole clandestina e vile delle loro missioni che devono essere negate fino alla fine dei tempi da chiunque vi abbia preso parte, ne sia stato al corrente o le abbia commissionate (vedevo Margaret Thatcher capace di smentire ogni evidenza, di omettere o ignorare qualunque storia triste), come ai tempi del Pwe, probabilmente questo aveva continuato a operare sotto altre sigle e da allora nulla era essenzialmente cambiato; quei caduti i cui nomi non compariranno mai su quelle lapidi coperte da interminabili liste tanto care agli inglesi  o tuttal pi vi compariranno con misteriose iniziali  , per le morti a tradimento di cui sono causa e il carattere infame del loro operato.
 Fui tentata di chiamare al vecchio numero del Foreign Office, o quello che era, di chiedere a Reresby (se era ancora l e non era stato trasferito o destituito), o a chi mi avesse risposto al telefono, di mettermi in comunicazione con Reggie Gathorne, era indubbio che questi esistesse, a differenza di Dundas, Ure e Montgomery. Solo che Toms mi aveva raccomandato di non farmi prendere dallansia anche se fosse passato molto tempo, erano state le sue ultime parole allaeroporto. Dovevo dargli ascolto, dovevo sopportare come molte altre volte, anche se questa volta era diverso, sopportare si faceva pi arduo e linquietudine diventava intollerabile quando veniva notte e mi infilavo nel letto da sola, palpando la sua sagoma che non cera, il suo vuoto sottolineato dal timore che potesse essere definitivo. Per resistere alla tentazione, ogni volta che stavo per alzare il telefono, e questo mi succedeva tutti i giorni, mi ricordavo e mi ripetevo (a voce alta perch fosse pi convincente): Se non do notizie  perch non posso darne, lo sai. Se il tempo passa non farti prendere dallansia. Per quanto lungo sia. Come sempre.
 E io lo avevo accettato: Dimmi qualcosa finch puoi, per favore. Come sempre. O quando potrai di nuovo, se vai via.
 Dovevo rispettare laccordo.
 Ma quella volta non fu come sempre. Passarono settembre, ottobre e novembre in silenzio. Dicembre mi parve propizio per un ritorno, e contai i giorni con superstiziosa speranza: a Natale tutti si prendono una pausa, pensavo, perfino le talpe e i terroristi hanno meno da fare, le azioni vengono rinviate, ha luogo una specie di tregua generale e tutti trascorrono le feste da qualche parte; anche gli aguzzini e le loro vittime hanno le famiglie che li reclamano, o per meglio dire i primi preferiscono non dare adito a sospetti, non attirare troppo lattenzione, e le seconde fanno la loro vita normale, quasi mai immaginano di poter essere delle vittime. Certo che dappertutto ci sono dei solitari, persone che nessuno aspetta e che non vanno da nessuna parte e non ricevono nessuno, per le quali quei giorni sono come tutti gli altri, individui che si nascondono in un alberghetto campestre isolato, per non dare nellocchio, per fingere di andare a casa anche loro e poi tornare. Sperai che Toms non fosse diventato uno di quelli e non dovesse fare nulla di simile, ovunque si trovasse, in Irlanda, in Scozia, in Israele, in Palestina, in Siria, in Russia o in Cecoslovacchia o magari in Argentina, dalla quale per ragioni di sicurezza non avesse ancora ritenuto opportuno uscire. Sempre congetture, sempre fantasie.
 Pensai che almeno avrebbe telefonato per fare gli auguri, per tranquillizzarmi, per sapere dei bambini e perch Guillermo non si dimenticasse completamente di lui, Elisa non aveva ancora dei ricordi. Ma a mano a mano che il mese avanzava e io non ricevevo alcun segno di vita, persi la pazienza. Se non ne dava allora, quando lo avrebbe fatto? Potevo passare tutto linverno e poi la primavera senza sue notizie, e lestate e lautunno, perch no? Non mi accontentavo pi di fissare il telefono con lidea di chiamare il Foreign Office, ma arrivai a fare il numero pi volte. Eppure dopo i primi due o tre squilli  in alcune occasioni perfino dopo aver sentito la parola Hello?  riattaccavo senza dir nulla n chiedere di nessuno, timorosa e pentita. Nella mia mente risuonava allora la litania, o lo scongiuro contro le mie peggiori paure: Se non do notizie  perch non posso darne, lo sai. Se il tempo passa non farti prendere dallansia. Per quanto sia lungo. Come sempre. Quanto tempo doveva passare ancora? Ogni tanto la formula aveva su di me un effetto avverso: forse non poteva dare notizie perch non era pi fra i vivi, forse aveva voluto dirmi questo, anche.
 Walter Starkie, che sapeva tutto, era morto anni prima, ma Jack Nevinson, il padre di Toms, mio suocero, era ancora vivo anche se si era ritirato dai suoi impegni allambasciata e al British Council, andava verso la settantina ormai, Toms era il minore dei suoi figli. Per combattere linattivit aveva accettato con piacere di tenere un corso di fonetica della lingua inglese nel mio dipartimento, quello di anglistica della Complutense, per coprire un periodo di aspettativa o un anno sabbatico del titolare di cattedra, un altro inglese ispanizzato, il bravissimo Jack Cressey White, che era stato mio professore. Quindi in quel periodo mi capitava di incontrare mio suocero nei corridoi delluniversit pi ancora che in casa mia o nella sua, dove lasciavo sovente i suoi nipoti ma non mi fermavo mai troppo, proprio per evitare di parlare di Toms, che era il nostro principale punto di contatto. Ma ora s che volevo parlargli di Toms, prima di cedere e di disturbare quel Reresby che ormai poteva non ricordarsi pi di me, prima di intromettermi. Un giorno chiesi a Jack se potevamo parlare, possibilmente senza la presenza dei bambini e senza Mercedes, la madre di Toms. Lui mi condusse nello studio di Mr White, che era a sua disposizione mentre lo sostituiva in facolt, e mi preg di accomodarmi come se fossi stata una semplice collega o unallieva e non sua nuora, ossia con precauzione o timidezza. Aveva due occhi azzurri un po sporgenti e la pelle molto rosea, i capelli bianchi diradati da quello che ormai era pi di un principio di calvizie e una faccia piena di fossette  una molto vistosa e profonda sul mento  che ispirava fiducia, un volto che denotava uningenuit e una bont naturali non guastate dallet. Sembrava incapace di ingannare, perfino di mentire. Aveva studiato a Oxford (Pembroke College) e l, malgrado la giovane et, era entrato in amicizia con Tolkien, con lamico di questi, Lewis, e con Isaiah Berlin, ma non era solito raccontare aneddoti su di loro n vantarsi.
  Dimmi pure, cara Berta,  mi disse in spagnolo, lingua che non aveva mai dominato del tutto malgrado la sua lunga vita a Madrid, e che parlava con un accento molto marcato da cui non era riuscito a liberarsi.
  Jack, ti prego, dimmi la verit. Tu che cosa sai di Toms?  gli chiesi.
 Lui parve sinceramente sorpreso e mi rispose in inglese. Approfittava dei miei continui miglioramenti in quella lingua per riposare da quella che gli dava tante difficolt.
  Come, che cosa so? Quello che ci racconti tu, Berta. A Londra  cos occupato che gli rimane appena il tempo, suppongo, per chiamare te. Noi non ci chiama mai, quando  fuori. Lo comprendiamo, non ce ne abbiamo a male. Tu sei sua moglie e a noi genitori tocca fare un passo indietro. Non ha sentito neppure le sue sorelle e suo fratello, che io sappia. Del resto ci aveva avvertiti gi molto tempo fa, che quando  in Inghilterra preferisce comunicare con noi attraverso di te, soprattutto attraverso di te.
  E con te non parla? Non ti fa mai confidenze, non ti chiede consiglio?
  Consiglio?  Rise sommessamente.  No, io credo che mi abbia sempre considerato con un po di condiscendenza. Come un padre abbastanza inetto per le funzioni di padre. Lui  un uomo molto diverso da me. Pi sicuro e deciso. Dei suoi dubbi, se ne ha, non mi parla da quando era molto giovane. Semmai mi informa dopo che li ha risolti.
  E di che cosa ti ha informato, Jack? Da quando  partito, allinizio della guerra delle Falkland, non ho pi saputo nulla di lui, nulla di nulla. Quello che vi ho raccontato in tutto questo tempo, le sue vaghe notizie, le sue brevi telefonate, erano tutte bugie, me le inventavo. Per non preoccuparvi. E anche perch non pensaste che ci avesse abbandonati, me e i bambini. Se ne  andato il 4 di aprile. Otto mesi fa. Non era mai passato tanto tempo senza sue notizie. Due o tre mesi s, forse anche di pi, non lo so,  meglio non tenere il conto preciso dei giorni, ormai ci sono abituata e ho imparato a non preoccuparmi e ad aspettare. Ma questa volta se ne  andato proprio quando cominciava una guerra, e nessuno mi ha detto niente da quando  finita, nessuno del Foreign Office n dellambasciata n di altre istituzioni. Se gli fosse successo qualcosa di grave sarei stata informata, no? E anche voi. O no? Tu ne sai qualcosa di pi? Sai di che cosa si occupa in realt?
 Jack Nevinson spalanc gli occhi, era un uomo cos ingenuo che spalancava gli occhi per guardare con intensit. Capii a che cosa si dovesse quellintensit, cercava di decifrare che cosa sapessi io. Di certo non voleva mentirmi, ma non voleva neppure mettere in difficolt suo figlio, o contravvenire alle raccomandazioni che questi poteva avergli fatto.
  Ah, quello,  si limit a dire.
  S, quello, Jack. Quello. Credo che qualcosa ne sappiamo tutti e due. Dimmi quello che sai tu, per favore.
 Mio suocero rimase interdetto, momentaneamente senza parole. Stava cercando un modo per dirlo senza dirlo. Mi offr un t, io rifiutai con un cenno della testa, lui balbett qualcosa di incomprensibile e finalmente si decise:  Probabilmente non so nulla pi di te, Berta. Probabilmente a te ha detto molto di pi. Ma non sono cos distratto come sembra, e ho visto tornare mio figlio dalle sue trasferte e dai suoi viaggi con unespressione che non si acquista con le attivit diplomatiche, per quanto ardue e complicate siano.  unespressione che ho visto ad altri, a molti durante la guerra, mi riferisco alla Seconda guerra mondiale. Unespressione di orgoglio e spavento, mescolati insieme fino a essere indistinguibili. Spavento per quello che si  visto e orgoglio per averlo saputo sopportare, per non aver perso il senno e non essere scappati. Spavento e orgoglio per le nefandezze commesse, per quello che si  stati capaci di fare. Con questa espressione si torna dal fronte e da altre attivit segrete. E dal momento che di guerre aperte, fino a poco tempo fa, non ce ne sono state, credo di sapere in che cosa  impegnato da anni. 
  Non te lo ha mai confermato?
  Tu vuoi sapere troppo, Berta. Comunque non mi convince che sia andato alle Falkland, sarebbe stato uno spreco mandarlo laggi.
  A me invece lo ha confermato, Jack,  confessai con cautela, esitando,  e non credo di fare nulla di sbagliato dicendolo a te .
 Non batt ciglio, ne dedussi che lo sapeva, anche se non lo voleva ammettere.
  So che lavora per i servizi segreti, lMI5 o lMI6, uno dei due. Ma non ho mai saputo dove va, n quello che fa, o quello che ha fatto, n quali rischi corre. Lui non mi racconta e io non faccio domande. Questo  il nostro accordo.
  Sar pi che altro lMI6, credo, l pu essere pi utile,  disse Jack, come chi corregge unimprecisione.  Anche se non sono rari i prestiti da un servizio allaltro, a seconda delle missioni.
 Parlava con la serenit che a me mancava ogni giorno di pi. E in quel momento, per contrasto, mi disperai. Portai le mani alla fronte, con i gomiti appoggiati alla scrivania di Mr White. Stavo per mettermi a piangere.
  Non so pi che cosa fare, Jack. Sono stata paziente come mi ha raccomandato Toms, ma ho bisogno di sapere se  vivo o no.
  Non si vede perch non dovrebbe esserlo. Queste cose richiedono molto tempo, a volte. A volte sono operazioni che durano anni, non mesi. In realt finora siete stati fortunati, tre o quattro mesi non sono molti. E lultima cosa che pu permettersi di fare  un passo falso, come telefonare a casa, qualcuno lo pu ascoltare. O mandare un telegramma, peggio ancora. Qualcuno lo pu leggere.
 Non volevo sentirmi dire queste cose, non volevo immaginare delle scene concrete, Toms che andava alla posta o cercava una cabina di nascosto, temendo per la propria vita se fosse stato sorpreso a fare cose che sono naturali per il resto dellumanit. Volevo risparmiarmi quella sordidezza.
  Otto mesi s che sono troppi. Lo sono per me. Non ce la faccio pi, Jack, qualcosa devo sapere. Una volta, anni fa, ho parlato con un certo Ted Reresby, a Londra. Era successo un fatto allarmante, non ve lho mai raccontato, e non riuscivo a trovare Toms. Se tu non sai dove possa essere ora, chiamer di nuovo quel Reresby. Ci prover, almeno.
  Ted Reresby?  ripet mio suocero.  Non ho mai sentito parlare di lui. Per me il nome chiave sarebbe Tupra, Bertram Tupra. Quello a cui mi aggrapperei in casi estremi, quello che cercherei di rintracciare. Me lo aveva presentato Tom durante un mio viaggio a Londra. La verit  che li avevo incontrati per puro caso, sullo Strand. Ho avuto limpressione che quel Tupra fosse un suo superiore, che lui fosse ai suoi ordini diretti. In un organismo di qualche tipo, di questo non ho certezza. Lavoriamo insieme, mi disse. Un tipo simpatico, un tipo temibile, con un gessato a righe troppo larghe, con il gil e tutto quanto, troppo finto per essere veramente un diplomatico o un funzionario ministeriale. Quando dico temibile intendo molto risoluto, molto capace,  rettific pensando che quellaggettivo potesse contribuire a spaventarmi.
  Sfrontato, sicuro di s. Guarda, Berta, non ho nessuna certezza. Ho una convinzione, non una certezza. Sono convinto di sapere che cosa fa Tom,  lui s che lo chiamava Tom,  ma non potrei dimostrarlo. Qualunque cosa sia, vi si dedica anima e corpo, questo lo intuisco, arrivo a vederlo. Almeno quando non  qui. Quando non  qui si dimentica di noi, non esistiamo. Tu, io, sua madre, perfino i bambini, nessuno di noi esiste.  probabile che entri in unaltra vita, che diventi unaltra persona. Ed  cos che devessere perch tutto vada bene. Ma poi ritorna, no? E nei limiti del possibile ridiventa quello di sempre, ridiventa lui.
 Jack Nevinson sapeva, o gli bastava sospettare i fatti per darli per scontati. Prendeva tutto con notevole calma, con la convinzione che quando qualcuno ha scelto la sua strada non si pu fare altro che guardarlo da lontano, augurargli buona fortuna e aspettare che torni.
  Tu sai come potrei mettermi in contatto con quel Tupra? Che strano cognome, no?  Inglese non , certamente. Ma lui lo era, fino in fondo, parlava alla perfezione. Non lo so. Chiamando al Foreign Office, immagino. O allMI6, ma chiamare l devessere come infilarsi in un labirinto, le domande finirebbero per farle a te. Ho paura che tu debba aspettare ancora. Ancora un po. Te lho detto, le operazioni di due o tre anni non sono eccezionali. Aspetta che passi un anno, almeno questo.
  Fino ad aprile? Ma come faccio ad aspettare cos tanto, Jack?
  Fino ad aprile, maggio, giugno. Non pensare che io non soffra, che non mi assalgano lansia e il timore ogni volta che se ne va lontano e non so dove va,  il mio piccolo. Per mi trattengo, che altro devo fare? E non posso nemmeno criticarlo perch ha deciso di servire il mio paese, con quello che sa, con le doti che ha. Non cercherei mai di dissuaderlo. Anzi, sono orgoglioso di lui. Quello che ti posso assicurare  che in certe situazioni una moglie che insiste e vuole sapere  un problema serio. Potrebbe complicargli la vita, perfino metterlo in pericolo. Cos come un padre o una madre, o un marito nei confronti di una moglie, il risultato non cambia .
 Quando fece quellaccenno alla madre mi resi conto.
  E Mercedes? Non si stupisce? Non  in ansia, non si angoscia? Sa qualcosa?
 Jack port lindice alle labbra, come per esortarmi al silenzio. Fu un gesto carino, accompagnato dal suo sguardo pulito. Era una preghiera, non un ordine.
  Lei preferisce non farsi domande. Si accontenta delle storie che tu le racconti. Conviene che tu continui a raccontarne, per favore. Che tu continui a inventarti telefonate senza scendere nei particolari. Come hai fatto finora. Forse tu non lo sai, ma sei molto brava a fingere.
 Cos gli diedi ascolto e aspettai ancora un po e anche molto di pi. Aspettai fino ad aprile e poi fino a maggio e fino a giugno, e continuai ad aspettare senza muovere un dito  letteralmente: senza fare il numero del Foreign Office e nessun altro numero telefonico inglese  per tutto luglio e tutto agosto e tutto settembre del 1983, e quando si aspetta per troppo tempo si finisce per coltivare un sentimento ambivalente o contraddittorio: si scopre di essere ormai abituati ad aspettare e che forse non si vuole pi altro. Non si vuole che quello stato si interrompa o si concluda con la telefonata tanto attesa, con larrivo sperato, con la ricomparsa anelata, e ancora meno si vuole il contrario, lannuncio che nulla di tutto questo avverr, che la persona attesa non dar mai segni di vita n ritorner pi. Questa seconda eventualit  la pi grave e pi drammatica, certo, ma entrambe implicano la stessa cosa: la fine dellattesa e dellincertezza, alle quali ci si  adattati talmente bene che si preferirebbe non uscirne mai, non perdere il motivo per cui ci si alza al mattino n il pensiero con cui si va a letto la sera, non dover cambiare nulla. 
 Se Toms tornasse, sarebbe di nuovo qui,  mi dicevo senza dirmelo apertamente, era una sensazione pi che una riflessione,  e tutto sarebbe come prima, senza cambiamenti, identico; s, sar passato del tempo e io mi sar angosciata allinfinito, ma in fondo sar un capitolo come gli altri di questa vita assurda fatta di arrivi e partenze e di opacit da parte sua, si sovrapporr alle sue assenze precedenti e verr un momento in cui non distinguer pi questa sua scomparsa dalle altre, soprattutto se anche le sue assenze future dovessero prolungarsi, se ormai non saranno pi di due o tre mesi ciascuna ma di un anno e mezzo come questa, o chiss quanto durer. Quasi un anno e mezzo di cui non dir una parola e sul quale io non far domande, com sempre stato e sempre . E cos avremo un nuovo periodo di apparente normalit finch non lo richiameranno e se ne andr di nuovo.  meglio quello che ho adesso, forse. Adesso ho lillusione dellavvenire, alla quale posso dare qualunque forma, lavvenire si pu modellare. Posso fantasticare che il giorno in cui ricompaia mi annuncer che si ritira, che questa volta  stata cos lunga perch voleva congedarsi con una missione cruciale, lultima che accetter; che ha buttato via gli anni migliori della sua vita e che nulla dura per sempre, che ora desidera fermarsi e rimanere qui; che ormai ha visto abbastanza del lato pi oscuro del mondo, dove noi comuni mortali non saremo mai costretti n ci azzarderemmo mai a inoltrarci e nemmeno a spingere lo sguardo. Posso fantasticare che mi confesser quanto  provato e stanco, che  stato nauseabondo quello che ha fatto come quello che ha visto fare, che non vuole serbare solo la visione di ci che  brutto, sgradevole, infido, deludente e crudele, n abitare indefinitamente i margini pi insidiosi delluniverso.  unidea che posso accarezzare finch Toms non torna, perch so che quando lo far lidea svanir e verr smentita dallinerzia degli eventi, dallabitudine. Qualunque cosa sia, vi si dedica anima e corpo, questo lo intuisco, arrivo a vederlo, mi ha detto Jack, e Jack  suo padre, lo conosce bene, da molto prima di me. Toms non sapr sottrarsi a quello che ha scelto, a quello che ha intrapreso, ne sar ormai prigioniero. Ormai sar una necessit per lui non essere qui, non essere pi lui per diventare un altro, o diversi altri, forse non sopporterebbe essere inequivoco e unico, di continuo. Quando non  qui si dimentica di noi, non esistiamo. Tu, io, sua madre, perfino i bambini, nessuno di noi esiste, anche questo ha detto Jack e non mi faccio illusioni, deve avere ragione: probabilmente per Toms  necessario che noi scompariamo e ci dissolviamo a periodi, che usciamo dal suo campo visivo, anzi, dal campo della sua immaginazione e della sua memoria, cos come Hyde non ricorda Jekyll e Jekyll non ricorda Hyde, o entrambi se ne ricordano soltanto quando si separano, nel momento della trasformazione. Toms si ritirer solo se costretto, se saranno altri a metterlo a riposo perch inutilizzabile e bruciato, dopo averlo spremuto come un limone; se Tupra o Reresby lo licenziassero, o chi sta sopra, forse lo stesso capo del Servizio Segreto di Intelligence, il Sis, prima di partire mi ha detto che ce nera o che presto ce ne sarebbe stato uno nuovo con uno strano cognome, Figures, sembra che li sostituiscano tutti dopo pochi anni, forse perch non perdano lequilibrio mentale, loro no, solo i subordinati. Ma succeder, prima o poi, che facciano a meno di lui, e allora che succeder?
 Mi disturbava ricordare Ruiz Kindeln Kindeln, ma era stato lui a dipingermi il panorama degli agenti a riposo, forse non molto diverso da quello dei terroristi a riposo, per questo lo conosceva di prima mano, sapeva che sarebbe stato il suo destino, suo e di Mary Kate. Squilibrati o morti,  aveva detto, cos ne escono quasi tutti.  E molti di quelli che sopravvivono finiscono per non sapere pi chi sono. Non importa let. Quando non servono pi o sono bruciati, vengono rimandati a casa senza tanti complimenti o a vegetare in un ufficio, e ce ne sono che non hanno ancora trentanni e languiscono con la consapevolezza che il loro tempo  finito. Rimangono ancorati al loro passato pi torbido, e a volte sono oppressi dal rimorso. Gli atti che hanno commesso sono sfumati dal presente nella sua inclemenza, e quello che per loro  stato importante non lo  per nessuno.
 Non sarebbe stato bello o consolatorio nemmeno questo, ricevere un nostalgico di trentadue anni convinto di averne vissuti settanta, un uomo consapevole che il suo periodo migliore  concluso, un uomo scontento e forse perennemente amareggiato, offeso perch non  pi utile. No, non cera una soluzione, nulla avrebbe potuto restituirmi il Toms di cui mi ero innamorata giovanissima (da sempre avevo desiderato diventare Berta Isla de Nevinson, quando si usava che le donne aggiungessero al proprio il cognome del marito con quel de di propriet), il ragazzo che non si auscultava n aveva alcun interesse a capirsi. Se lo avessero messo a riposo, invece, si sarebbe guardato indietro di continuo e tutto quello che avrebbe vissuto con me gli sarebbe sembrato monotono, pallido e deludente, un perpetuo declinare e un motivo di insoddisfazione.
 Dunque  meglio rimanere nellattesa,  mi dicevo pur senza dirmelo apertamente,  sar un male che lui torni, o che un giorno io trovi una sua lettera nella buca; e sar un male venire a sapere che non torner, che  morto in chiss quale luogo remoto e che non mi rimane altro che il cammino della perdita e delloblio.  meglio che tutto rimanga cos com: incerto e fluttuante nellassoluta indeterminazione.
 Per questo vissi come un disastro quella scampanellata alla porta nel novembre del 1983, il mese umido e piovigginoso di cui sono facile preda gli animi inquieti o malinconici, il mese che li afferra con una zampata e li porta allinsensatezza per evitare che commettano la pi grande e la pi tentatrice di tutte le insensatezze; e cos li induce a trovare un surrogato della pistola e della pallottola, come dicono Melville e il suo narratore al principio di Moby Dick, che ho dovuto commentare nei miei corsi pi di una volta. A quel punto non riuscivo pi a tenere a bada i miei sbalzi dumore, o non sempre, e gli occhi mi si velavano con eccessiva frequenza. Eppure preferivo che non succedesse nulla, che nulla cambiasse il mio stato di attesa e che ogni giorno fosse identico al precedente, ma questo si alternava a momenti di squilibrio, perfino di insidiosa esasperazione, nei quali avrei voluto chiudere il lungo capitolo dei miei primi trentadue anni e dirgli addio, basta cos; avrei voluto che qualcosa mi scuotesse e mi obbligasse ad andarmene senza voltarmi indietro, a muovermi, a prendere la macchina e vagare per le strade senza una meta, a perdermi in citt di provincia sconosciute, a sparire io come aveva fatto Toms. In modo tale che, se fosse tornato, si sarebbe trovato sconcertato come me e altrettanto impaurito, e sarebbe andato a chiedere dovunque: Ma dov Berta? Come mai nessuno sa niente di lei? Come mai nessuno ha avvertito la polizia perch la cercasse? Come mai non si sa nemmeno se  viva e si  nascosta di sua volont, o se  morta ed  stata nascosta da altri? Com possibile che non abbia lasciato tracce, nemmeno un biglietto daddio o qualche parola di avvertimento, nemmeno un ambiguo annuncio della sua decisione?
 Eppure i figli ci frenano, succede alla maggior parte delle donne, e per questo non lo confessiamo, ma spesso vorremmo che non esistessero e ci lasciassero libere e in pace, che non fossero nati e che fossero autosufficienti fin dal principio, che non chiedessero di continuo n facessero domande di continuo, che non dipendessero da noi in tutto, perfino per vestirsi al mattino, e per spostarsi e per nutrirsi, per combattere le loro paure e per stare allegri, com loro naturale inclinazione. (Quello che non desideriamo mai  che muoiano, questo mai). Ero legata a Guillermo ed Elisa e non cera niente da fare, anche se a volte mi ribellavo contro questa imposizione. Erano miei quanto di Toms (no, nella pratica erano pi miei, solo miei), ma lui portava a casa il grosso dei guadagni e poi prestava servizi vitali al suo paese, non c alibi paragonabile a questo, labbandono permanente giustificato dal dovere. Se non altro il denaro non mancava: in quei diciannove mesi il suo variabile salario (doveva ricevere delle gratifiche in base ai meriti, alla durata, alle difficolt e al rischio delle sue missioni) era arrivato puntualmente sul conto che condividevamo, era cos da anni, che lui fosse a Madrid, a Londra o in localit segrete e a me ignote. Sapevo che non era tutto quello che gli pagavano, che cera una parte  forse degli extra non dichiarati, compensi in nero  che non usciva dallInghilterra e che veniva versata direttamente su un conto inglese al quale io non avevo accesso e del quale ignoravo tutto salvo la sua esistenza, non avevo idea del suo ammontare, voglio dire di ci che vi era accumulato. 
 Conviene disporre di fondi allestero,  sosteneva Toms,  conviene avere delle sterline, non si pu mai sapere quando ci toccher andarcene dalla Spagna e con quanta rapidit. Potrei stancarmi o potrei essere buttato fuori, un paese con una vocazione suicida che da secoli costringe allesilio i suoi migliori cittadini, quelli che avrebbero potuto migliorarlo o salvarlo; quando non li assassina; non ce n uno uguale, non ha paragoni.
 Fu una scampanellata piuttosto energica a met mattina, verso le undici, un giorno in cui non avevo lezione e i bambini erano come sempre fuori, Guillermo nella stessa scuola dove ero andata io fin dallasilo e dove Toms aveva frequentato le ultime classi del liceo, Elisa al nido. Stavo precisamente preparando una lezione su Moby Dick per il corso di letteratura nordamericana che dovevo tenere quellanno (la parte acquea del mondo, che strana maniera di chiamare loceano, lo avevo appena notato, ci stavo pensando), alzai la testa di scatto come un animale, non aspettavo nessuno, mi avvicinai cautamente allo spioncino perch il rumore dei tacchi non rivelasse la mia presenza (da quella volta dei Kindeln non mi fidavo pi dei visitatori), guardai e vidi un individuo con il cranio protuberante e i capelli ricci e voluminosi che cercavano di nasconderlo, non lo avevo mai visto. Limmagine mi appariva deformata dalla minuscola lente convessa, forse quella strana forma del cranio non era reale. A quel primo sguardo mi parve inglese, non tanto per i lineamenti ma perch riuscii a distinguere labito a doppiopetto di taglio inconfondibilmente britannico, portava il soprabito gettato sulle spalle con noncuranza o civetteria, come un gangster di Soho o dellEast End o un borghese pretenzioso di Madrid. Il suo aspetto non era inoffensivo, ma se era inglese poteva essere venuto a portarmi notizie di Toms, pensai. Senza aprire la porta, gli chiesi:  Chi ?
  Mrs Nevinson? Mrs Berta Nevinson?  Senza dubbio era inglese.  Mi chiamo Bertram Tupra e vorrei parlare con lei, se fosse cos gentile. Sono un collega di suo marito, mi trovo di passaggio a Madrid. Se avesse la bont di aprirmi...  
 Tutto questo lo disse nella sua lingua, ovviamente,  probabile che non parlasse una parola di spagnolo.
 Sentendo quel nome che avevo gi sentito in bocca a Jack Nevinson non esitai oltre e gli aprii, sopraffatta dal panico  o forse dallorrore  e dalla curiosit. Feci appena in tempo a pensare come in un lampo: Se  venuto il capo di Toms in persona, sar per darmi la notizia peggiore, e cercai di prepararmi allinverosimile idea che mio marito fosse morto. Toms  morto, pensavo, e insieme non ci credevo. E adesso? E adesso? E continuavo a non crederci, come potesse essere solo un inganno o uno sbaglio.
 Quelluomo sorrise mentre mi guardava, e questo mi spinse a correggere momentaneamente la mia supposizione: non si sorride quando si va a comunicare una disgrazia, quando si va ad annunciare a una donna sposata che  rimasta vedova e che i suoi figli sono orfani, ancora cos piccoli. In quel sorriso un po sfrontato e nel suo sguardo azzurro o grigio chiaro colsi una nota di apprezzamento virile che sarebbe stata fuori luogo in unoccasione luttuosa, quando si stanno per fare le condoglianze. Ma so che alcuni uomini non riescono a risparmiarselo, anche vedendo una donna investita da unautomobile, stesa sullasfalto, che si apprestano a soccorrere, se per esempio le si  alzata la gonna o se i bottoni della camicetta le sono saltati per limpatto. Non sanno resistere e astenersi dallapprezzamento. Bertram Tupra poteva essere di quelli. Non ce ne sono molti in Inghilterra,  vero, ma quelluomo aveva una carnagione lucida e pi scura di quanto non sia comune laggi, un naso schiacciato che sembrava aver ricevuto delle botte, una bocca russa e lunghe ciglia meridionali. Era senzaltro un uomo di quel genere, noi donne li distinguiamo a prima vista, non siamo immuni al loro rapido esame e loro se ne accorgono subito. Gli diedi meno di quarantanni, forse cinque pi di me, ma il suo fisico era cos inquietante e indefinibile che avrebbe potuto avere o dimostrare qualunque et.
  Mr Tupra, entri, la prego. Credo di sapere chi  lei. Si sa qualcosa di Tom? Sta bene?  vivo, vero?
 Lui alz una mano per frenare le mie domande, come se con quel cenno mi avvertisse: Abbia pazienza, non corra tanto. Non dobbiamo ancora parlare di questo. Tutto a suo tempo.
 Non cera altro di cui parlare, ma quel gesto fu cos perentorio che subito mi ricomposi, rinviai la mia ansia e obbedii.
 Immagino che la sua calma mi avesse temporaneamente calmata, leffetto non poteva durare.
  Ah, s?  rispose, come se non le avesse nemmeno sentite.  Tom le ha parlato di me?
  No, veramente no. Mio suocero, Jack Nevinson. Vi siete presentati, una volta.
  Effettivamente. Il padre di Tom,  disse mentre si levava il soprabito dalle spalle con grazia da torero e me lo porgeva come se fossi la guardarobiera di una discoteca. Sembrava un uomo molto sicuro di s e per nulla propenso ai convenevoli.
  Dove ci sediamo?
 Lo feci entrare nel salone, lui prese posto dove si era seduto Miguel Kindeln in quella mattina da incubo, io sulla poltrona alla sua sinistra, sempre come quella volta, solo che adesso non cera la culla. Gli chiesi se voleva prendere qualcosa, una bibita, un caff. Lui fece cenno di no con la testa e agitando una mano quasi con fastidio, come se mi redarguisse: Lasci, lasci perdere, questa non  una visita di cortesia.
 Lansia si permise in parte di tornare, di gi. Ma la tenni a freno. Se dobbiamo andare al sodo, andiamo al sodo, pensai. Mi sentivo quasi pacificata, come chi ha dato tutto per perduto e ha previsto il peggio. Eppure non  lo stesso sentirselo dire che prevederlo, e io ancora non lo avevo sentito.
  Mi dica, che notizie ci sono di Tom?  dal 4 aprile dellanno scorso che non so nulla di lui. Pu immaginare come sto. Mi dica la verit, la prego.  vivo?
 Lui mi guard con i suoi occhi accoglienti o in realt magnetici. In quegli occhi non cera abbastanza seriet per annunciare la morte di qualcuno, ma non erano neppure tranquillizzanti. Cera una specie di insolenza, forse involontaria, forse loro malgrado, la portavano con s come si porta il colore delle iridi. Tir fuori uno strano pacchetto di sigarette, una scatoletta istoriata, mi chiese se poteva fumare, gli dissi di s, me ne offr una, la presi, lui ne prese una per s, e mentre mi dava da accendere (e io guardavo la fiamma), mi disse:  Spero di s, per non lo so . 
 Dur quel che dur la fiamma; quando ricominci a parlare (e non fece nemmeno una pausa) io mi ero gi scostata e avevo notato il sapore piccante di quel tabacco (mentre mi ero avvicinata per farmi accendere la sigaretta avevo sentito il suo odore di menta e di unacqua di colonia fresca, alle erbe, Tupra aveva un buon odore).
   questo che sono venuto a dirle, abbiamo fatto tutte le ricerche possibili prima di comunicarglielo, e le siamo molto grati per il suo coraggio e la sua pazienza. Ci sono mogli che avrebbero smosso mare e monti davanti a un silenzio cos prolungato, avrebbero chiesto informazioni ogni giorno intralciando il nostro lavoro. La verit, quello che voglio dirle,  che nemmeno noi abbiamo notizie di lui. Non da tanto tempo quanto lei, questo no. Ma sono diversi mesi che non sappiamo nulla. Nulla.  sparito senza lasciare traccia. Non  tornato quando doveva, nella misura in cui si sa quando uno deve tornare, questo pu variare molto e non  mai del tutto chiaro, possono sorgere imprevisti, ritardi, complicazioni e contrariet. In ogni caso Tom non si  messo in contatto con chi avrebbe dovuto. Non ha chiesto aiuto n qualcuno che lo sostituisse, non ha avvertito di eventuali difficolt, non ha annunciato alcun pericolo imminente. Per questo confido che sia ancora vivo, un agente sa quando gli conviene togliersi di torno prima del tempo, quando  consigliabile sgombrare il campo. Ovviamente, non  stato trovato morto da nessuna parte, e questo  fondamentale per non allarmarsi troppo e non pensare al peggio, dato che i corpi sono pi facili da trovare delle persone vive. I morti, in fin dei conti, non scappano, non si spostano, rimangono fermi dove sono e questo permette prima o poi di trovarli, salvo eccezioni. Tutto  possibile. Non voglio toglierle delle speranze ma nemmeno dargliene. Tutto  ancora possibile. Pu aver disertato, per usare un termine militare; pu essere scomparso volontariamente, essersi stancato di noi, di questa vita senza dubbio logorante, pu non essere pi disposto a collaborare. Non sarebbe il primo. Il modo pi sicuro per uscire da una situazione  andarsene senza salutare, non informare nessuno, non rispondere. Questo, infatti, noi lo chiamiamo fare il morto, quando succede,  cos che diciamo. Molti sono stati dati per dispersi per anni e poi sono ricomparsi, o si  scoperto che erano rimasti per tutto il tempo nascosti in questo o quel luogo. Sotto una falsa identit ed esercitando una professione insospettabile che nulla aveva a che vedere con le loro attitudini o con la loro formazione, si impara a fare qualunque cosa quando si tratta di sparire; a pascolare le pecore, a mungere le mucche, pur di passare inosservati. Se siamo noi per primi, a volte, a favorire certe soluzioni, quando si tratta di togliere dalla circolazione un agente e metterlo in salvo dalle rappresaglie, non va sottovalutata la capacit degli agenti stessi di pianificare e organizzare il proprio ostracismo e metterlo in atto. Pu anche essere caduto prigioniero. Se cos fosse, pu passare del tempo prima che lo veniamo a sapere,  possibile che non ne veniamo informati finch allaltra parte non interesser uno scambio. Non  raro che passino anni prima che tirino fuori un nome dal cappello e lo mettano sul tavolo, un nome di qualcuno che noi davamo per definitivamente scomparso e perduto, perfino morto. E infine pu darsi che per qualche motivo sia rimasto bloccato, che si sia nascosto e che se ne stia con la testa sottacqua, nellattesa di poter tornare in superficie. Che non abbia trovato altra soluzione che rimanere dormiente, senza la prospettiva di risvegliarsi a breve termine. Anche in questo caso  possibile che un giorno ricompaia dal nulla. Qui oppure a Londra o in qualunque altro luogo che gli offra sufficienti garanzie di sentirsi al sicuro. Comunque sia, quello che le raccomando  di non aspettarlo, Mrs Nevinson, n ora, n per molto tempo. Non le sto dicendo di perdere le speranze, questo no. Ma deve prepararsi allidea,  si ferm un istante perch cominciassi gi da sola a farmi lidea alla quale dovevo prepararmi; fu questo, pi che unesitazione,  che potrebbe non tornare.
 Allora mi torn in mente uno dei versi che Toms recitava da anni e che senza volerlo mi aveva trasmesso; e allimprovviso ne vidi tutto il senso: Come la morte assomiglia alla vita, per esempio, descriveva la situazione che Tupra aveva appena finito di espormi. Non erano molto diverse in quel momento la possibile morte di Toms e la sua possibile vita. Poteva non tornare mai, bench forse respirasse in chiss quale luogo lontano. Potevo scegliere fra non aspettarlo pi o continuare ad aspettarlo, potevo dichiararlo morto a tutti gli effetti o decidere che era ancora su questa terra, in giro per il mondo; tutto interiormente, dentro di me, per il mio governo, diciamo. Ed esteriormente, che cosa succedeva?
  Dove si trovava lultima volta che avete saputo di lui? Dovera andato? Dove lo avevate mandato?
 Tupra apr le mani, in un gesto universale che esprime impotenza davanti allirrimediabile.
  Mi dispiace, questo non posso dirglielo. Non prima che sia passato del tempo e che tutto sia pi distante. Non prima che sappiamo qualcosa con certezza.
  Non potete dirmi nemmeno questo?  chiesi, per met sgomenta e per met indignata. Lindignazione mi aiutava a mantenere la compostezza, succede spesso. Non ero ancora riuscita ad assimilare la notizia n a crederci del tutto (ero ancora sul piano dellirrealt), ma al tempo stesso mi accorgevo che avevo le lacrime agli occhi, che mi tremava il mento e che, se non stavo attenta, sarei scoppiata in un pianto sconsolato che mi avrebbe impedito di parlare, di capire ci che quelluomo aveva da dirmi. Se avessi pianto lo avrei costretto ad abbracciarmi e gli inglesi queste cose non le fanno, al massimo mi avrebbe dato qualche colpetto sulla schiena; per, chi poteva saperlo, non era un inglese tipico, il suo sguardo era prensile, non velato. Non ero disposta ad abbandonarmi al pianto, ai singhiozzi incontrollabili, almeno finch non fossi rimasta sola, quindi mi morsi il labbro. Tupra sembrava rispettoso, ma freddo e sbrigativo. Lo aveva gi messo in chiaro: non voleva togliermi le speranze, ma nemmeno darmene. Non ammorbidiva la notizia n la rendeva pi dura. Mi diceva la verit, mi raccontava quello che sapeva, quello che era autorizzato a raccontarmi. Non sarei crollata in sua presenza.
 Immaginai che rimanessero ancora parecchie cose da dire, anche su questioni pratiche. 
  Credo di avere il diritto di sapere dov morto, se fosse morto. O dove pu essere prigioniero. Volete che mi arrovelli per il resto della mia vita? Ditemi almeno se era destinato alle Falkland.  partito allinizio della guerra.
 Ignor la mia ultima domanda, come se non lavessi fatta.
  Capisco molto bene, Mrs Nevinson, non creda. Ma Tom non era lunico a trovarsi dove si trovava, e dove forse si trova ancora, contro la sua volont o per precauzione, o forse schivandoci. Ci sono altri che lavorano l e che una fuga di notizie potrebbe mettere in pericolo. Non che non mi fidi di lei, ma la nostra regola  non fidarsi di nessuno e non raccontare niente a nessuno. Lei non si arroveller per il resto della sua vita, glielo assicuro. Prima o poi avremo novit, in un senso o nellaltro. Non verremo a sapere tutto, ma quanto ci basta. E poi Tom pu entrare da quella porta domani mattina, questo non  escluso. Pu anche darsi che lei non lo riveda pi, questo glielho gi detto . 
 Mi impediva di cadere nel pessimismo pi nero, poi si premurava di stroncarmi lottimismo.
  Se cos fosse, e confido di no, allora le renderemo noto quanto ci sar possibile sulla sua scomparsa. Non prima, mi rincresce molto.
  E che cosa devo fare nel frattempo? Mi vesto a lutto oppure continuo ad aspettare? Devo considerarmi vedova o sono ancora sposata? I miei figli hanno un padre o sono rimasti orfani? Quanto tempo passer? Non lo sa nemmeno lei. Non so se si rende conto di quanto sia difficile questa situazione, Mr Tupra. Di quanto...  Non mi veniva la parola.  Di quanto sia insostenibile. Di quanto sia impossibile.
  Pu chiamarmi Bertram se lo desidera. Posso chiamarla Berta?  Sentendoli cos, accostati, trovai ridicolo che i nostri nomi si assomigliassero tanto. 
 Senti, Bertram. Dimmi, Berta. Forse era meglio evitare quella confidenza.
  Mi chiami come preferisce,  riuscii a rispondergli.
 Non me ne importava, in un momento simile, e poi non cambiava nulla, in Spagna ci si d del tu con tutti fin da subito.
  Tutto  sostenibile, Berta, tutto finisce per esserlo. Pensi alle mogli dei marinai che ci mettevano anni a tornare o non tornavano e dei quali un tempo non si sapeva nulla. A quelle dei soldati i cui corpi non venivano ricuperati dal luogo dellimboscata in cui erano caduti o dal campo di battaglia, potevano essere dei disertori che conveniva dare per morti. A quelle dei prigionieri per i quali non cera riscatto. A quelle dei sequestrati. A quelle degli esploratori che non facevano ritorno. I cadaveri non venivano pi ritrovati, e della loro morte non cera alcuna prova. Era altamente probabile, ma non certa. Qualcosa diceva a quelle donne se dovevano tener viva la speranza o abbandonarla. E quando, fino a quando. Qualcosa lo dice anche oggi, sebbene questi casi siano molto pi infrequenti. La necessit, probabilmente; o la mancanza di necessit, la stanchezza, il distacco crescente, il rancore verso lo scomparso, per essersene andato ed essersi esposto, come Ulisse. Perfino se chi se ne  andato era costretto a farlo, il rancore nasce ugualmente. E cos ci si dimentica quando si vuole dimenticare, quando si  pronti o quando ricordare non d pi piacere n consolazione ed  diventato un peso che impedisce di muoversi, perfino di respirare. Adesso lei non riesce a concepirlo, Berta, ma lo scoprir col tempo. Certo che  un processo lungo, non  come una freccia che va dritta al bersaglio senza deviare, ma avanza e retrocede e si smarrisce per vie laterali. Finch non si viene a sapere che cos accaduto, se lo si viene a sapere. Allora la freccia arriva a destinazione o si spezza nellaria, immagino .  Questa  la morte dellaria, pensai. Anche se in inglese non esiste il lei, mi dissi che se mi avesse parlato in spagnolo Tupra non mi avrebbe dato del tu, pur avendomi chiamata Berta per la prima volta. 
  Riguardo alleventuale vedovanza,  prosegu su un altro tono, quello che aveva adottato ora era pi burocratico,  quanto prevede la legge britannica varia a seconda delle circostanze e della probabilit, ma se qualcuno scompare senza che sussista alcuna prova inconfutabile e definitiva del suo decesso, devono in genere trascorrere sette anni e un giorno dallultima volta che  stato visto in vita o che se ne hanno avute notizie certe, prima che possa venir dichiarato ufficialmente morto. Solo allora si apre la successione, e il vedovo o la vedova pu risposarsi. A meno che non ci sia stato un divorzio in absentia, non ho ancora studiato se esiste questa possibilit, mi scusi, a lei potrebbe eventualmente interessare. Insomma, al termine di questo periodo viene dichiarato il decesso legale e a tutti gli effetti. Morte in absentia, cos noi la chiamiamo.  ovvio che se lo scomparso dovesse ricomparire vivo pi tardi, tale dichiarazione nella maggior parte dei casi non  pi valida.
 Quellassurdit inopinatamente mi interess. Non c nulla come la curiosit e la comicit per distoglierci  sia pure per un attimo  dai nostri dolori e dalle nostre angosce.
  Nella maggior parte dei casi? Intende dire che esiste la possibilit che una persona innegabilmente viva venga considerata morta? Anche se parla e respira, cammina e protesta, la legge gli dice: Stia zitto, lei non pu dire n reclamare nulla perch ormai  deceduto e cos risulta scritto?
 Tupra fece un sorriso simpatico, afferr subito quello che mi divertiva, nella misura in cui me lo permettevano la mia desolazione e il mio annichilimento. Erano cos vasti che comprendevano tutto, eccetto quel breve scambio di battute.
  Probabilmente non ha letto Il colonnello Chabert di Balzac. Quel povero militare scopre che tutti negano la sua esistenza e lo trattano da impostore, perch negli annali dellesercito risulta caduto in battaglia a Eylau, durante le guerre napoleoniche. Bench si tratti di una vicenda inventata, a volte la burocrazia  cos; o anche peggio, non si sorprenda. La gente non se ne rende conto ed  convinta di godere di diritti e garanzie inalienabili, ma il potere dello stato deve essere ed  assoluto; solo cos possiamo funzionare, anche nelle nostre democrazie, malgrado la tanto sbandierata separazione dei poteri. E basta cambiare le leggi, o inventarne di nuove, perch la gente rimanga senza un soldo, senza lavoro e senza casa, o perch si decida che non esiste pi; la si priva della nazionalit, della cittadinanza, la si dichiara intrusa e apolide, la si manda al confino o la si espelle; la si dichiara pazza, incapace o deceduta. La gente  molto temeraria quando ci sfida, e molto ingenua . 
 Non mi sfugg quel noi diverso dai precedenti. Gli altri si riferivano allMI6, o al Sis che lo ingloba, ora invece si riferiva a quello stato onnipotente cui apparteneva e che serviva, come da tempo faceva Toms, sul quale linfluenza di Tupra era palpabile. 
  Ma quello che le ho detto significa pi che altro che se gli eredi si sono spartiti leredit, non sono costretti a restituirla, soprattutto se lhanno gi spesa, come  assai probabile. O se il vedovo o la vedova si  risposato, quelle seconde nozze non vengono automaticamente invalidate, dal momento che sono state contratte in buona fede e legalmente, dopo che un giudice ha emesso una sentenza. Sono casi rarissimi, a ogni modo. Non  frequente Il conte di Montecristo, e in Inghilterra ancora meno . Quindi legge romanzi, questo Tupra, pensai fugacemente. Mentre parlava, la sua voce e il suo tono mi dicevano qualcosa, come se quella non fosse stata la prima volta che lo sentivo. Guardavo muoversi le sue labbra carnose, abbondanti, a tutta velocit, ed ero sicura di non averle mai viste, non erano labbra che si dimenticano. Nella mia confusione mi rendevo conto che era un uomo per certi aspetti poco gradevole, ma stranamente attraente (anche nellangoscia, anche nel turbamento, notiamo queste cose senza esserne del tutto consapevoli e senza volerlo).
 Il suo volto singolare era una calamita; le sue ciglia lunghe e i suoi occhi grigi. Credo che approfitt della mia curiosit per continuare a distrarmi dallargomento principale; o per farmi accettare gradualmente, senza annegarci dentro, la notizia che nessuno sapeva niente di mio marito, da mesi, neppure quelli che gli davano ordini e determinavano i suoi passi; e che potevo averlo visto per lultima volta il 4 aprile del 1982. 
  I cittadini sono convinti che lo stato li protegga, e normalmente  cos,  fondamentale,  la nostra priorit, lo confermo. Ma quello che ignorano  che se questa protezione lo richiede, o se loro stessi vi si oppongono (se sbagliano clamorosamente), si impedisce loro di dare delle noie e li si annulla. Come? Gli si toglie quello che hanno: chi non ha niente, non pu far niente. Gli si confiscano i beni, si espropriano le terre e gli immobili, gli si porta via il patrimonio a forza di tasse e multe, il modo c sempre, i governi e i parlamenti lo rendono possibile, tutti. Qualunque cosa abbiano predicato in precedenza, tutti si adeguano quando tocca a loro governare e legiferare. Ma non addentriamoci in questo, capisco che faccia paura, eppure  quello che succede per il bene superiore, nelle situazioni difficili non c altra scelta. Se lo immagina il pandemonio, il caos, se la gente venisse consultata per ogni decisione vitale? Sarebbe la paralisi, perch le decisioni vitali vengono prese ogni giorno, non solo ogni tanto .
 For the greater good, questo fu quello che disse, per il bene superiore o dei pi. Cerano momenti in cui il mio inglese, pi letto che parlato, si inceppava e avevo difficolt a seguirlo.
  Ho dato unocchiata anche alla legislazione spagnola, cui lei  soggetta. Riguardo alla morte presunta, intendo, e mi pare che presenti dei vantaggi se le informazioni che mi hanno passato sono corrette. Non occorre attendere cos a lungo quando leventualit pi verosimile  il decesso dello scomparso. Solo due anni,  e alz due dita come nel segno della vittoria, quanto mai inopportuno in quel contesto,  in caso di naufragio o disastro aereo su zona desertica o disabitata, cose del genere. O non so, forse erano tre . Alz tre dita.  Comunque, c un comma molto chiaro che potrebbe adattarsi al presente caso, ce lho qui, tradotto in inglese e in spagnolo .
 Estrasse dalla tasca della giacca due fogli dattiloscritti e mi porse quello nella mia lingua perch potessi leggerlo.
  Dice pi o meno questo, vero?
 Pu essere dichiarata la morte presunta di coloro che, sia nei corpi armati, sia al seguito di essi con funzioni ausiliarie o informative, abbiano preso parte a operazioni belliche e siano scomparsi in esse, qualora siano trascorsi due anni,  non si astenne dallimitare la voce di Churchill,  a partire dallentrata in vigore del trattato di pace o, in mancanza di questo, dalla fine dellanno in cui sono cessate le ostilit.
  Santo cielo,  aggiunse; Good gracious, disse,  la prosa giuridica  spaventosa in ogni paese.  gi tanto se risulta intelligibile.
 Avevo capito, malgrado la farraginosit del tutto. Per questo gli dissi:  Lunica guerra  stata quella delle Falkland, e lei non mi ha detto se Toms  stato mandato laggi.
  Non importa,  rispose, e cos continu a non dirmelo.  Affinch lei possa conseguire al pi presto la sua vedovanza legale, noi certificheremo che c stato ed  scomparso laggi. Tuttavia,  prosegu,  la legge spagnola stabilisce un periodo pi lungo perch sia possibile ereditare . 
 Tir fuori un terzo foglio.
  Vediamo, ecco qua: Non prima che siano trascorsi cinque anni dalla dichiarazione di morte presunta,  e questa volta alz tutta la mano,  non si apre la successione n si permette agli eredi di effettuare alienazioni a titolo gratuito (regalie, donazioni, eccetera) dei beni loro affidati. Quindi, se la cessazione delle ostilit nella guerra delle Falkland ha avuto luogo il 20 giugno del 1982, il prossimo 20 giugno, fra otto mesi circa, sar possibile dichiarare la morte presunta di Tom secondo la normativa vigente in Spagna. E non credo che ci saranno obiezioni da parte del nostro paese per far prevalere la legislazione britannica, in ogni caso provvederemo affinch ci non avvenga. Il problema, Berta,  che lei non potr entrare in possesso delleredit fino al 1989, cinque anni dopo. Ma non si preoccupi, abbiamo pensato anche a questo. Lei non vivr unicamente del suo modesto stipendio delluniversit, non sarebbe giusto. Nemmeno se il caso di Tom fosse una diserzione. Finch non lo sappiamo, non lo .
 Quel discorso mi parve una mancanza di tatto. O forse non lo era, forse era un modo delicato, delicato in quanto asettico, dosato e pragmatico,di consigliarmi di perdere ogni speranza e di non aspettare pi; di dare Toms per morto e insepolto. Mi si riempirono di nuovo gli occhi di lacrime, ma non volevo che Tupra mi vedesse. Mi alzai, gli diedi le spalle, andai verso il balcone, portai una mano alla fronte e allo zigomo per meglio trattenere le lacrime (tre dita sulla fronte e il pollice sullo zigomo), guardai la brutta statua sulla piazza, al di l degli alberi, conoscevo a memoria le parole scolpite sulla pietra: Per volont delle donne spagnole si innalza questo monumento alla gloria del soldato Luis Noval. Patria, non dimenticare coloro che per te muoiono.
 Era del 1912, e non mi ero mai presa il disturbo di capire chi fosse il soldato la cui effigie era stata eretta sotto il patrocinio nientemeno che della regina Vittoria Eugenia e della scrittrice Emilia Pardo Bazn, che vi compariva come Contessa di Pardo Bazn. Non sapevo nemmeno in quale guerra fosse morto, forse in quella di Cuba quattordici anni prima, oltreoceano, come poteva essere caduto Toms: Verso la gola del mare o verso una pietra illeggibile. Non ci avevo mai badato, la nostra patria  esperta nella dimenticanza, nel lasciare che le sue iscrizioni e le sue pietre si logorino e diventino al pi presto illeggibili, ci si applica senza posa, non le interessa chi  morto in suo nome e non conosce la gratitudine, forse la detesta. Luis Noval  unombra, un nome vuoto, uno spettro; anche se gli hanno dedicato un monumento, a nessuno il suo nome dice niente, nessuno ci fa caso. E sarebbe ancora pi unombra Toms, un fantasma non vivo n morto di cui non si ricorderebbero neppure i suoi figli. Chi, allora, se non loro? Un filo derba, un granello di polvere, una nebbia che si dissipa, una neve che cade e non si ferma, un pugno di cenere, un insetto, una raffica, una colonna di fumo che finalmente si spegne.
 Dove sar il suo cadavere?  pensai, e trattenni a fatica le lacrime.
 Nessuno lo avr pianto, nessuno gli avr chiuso gli occhi, forse nessuno lo avr sepolto, oppure s, ma in fretta e senza darlo a vedere, la terra ben ripianata, senza tumulo, perch rimanga nascosto e nessuno lo trovi, se mai qualcuno volesse cercarlo.
 Interruppi un istante il corso dei miei pensieri perch Tupra ricominci a parlare senza rispettare il mio silenzio e le mie spalle voltate, forse non voleva darmi il tempo di ragionare troppo e di sprofondare in me stessa, voleva occupare la mia mente con questioni pratiche e cavilli legali e curiosit.
  E poi guardi, Berta,  disse,  qui, nelle disposizioni di legge spagnole, si specifica che cosa avviene se il defunto ritorna. Ascolti qua: Se successivamente alla dichiarazione di morte presunta, lassente compare o ne  provata lesistenza, questi pu riavere i suoi beni, ma nello stato in cui essi si trovino nel momento della sua comparsa. Immagino intenda dire ricompare e ricomparsa. Ha altres diritto, continua, allimporto ricavato dalla vendita dei suoi beni ovvero ai beni che siano stati acquistati con detta somma. Tuttavia pu reclamare solamente gli utili o le rendite che hanno prodotto i beni a partire dal momento della sua comparsa. Di nuovo, dovrebbe dire ricomparsa, credo; sarebbe pi esatto,  aggiunse puntigliosamente Tupra, dando un colpetto al foglio come se lo rimproverasse.  Insomma, se gli eredi si sono spesi tutto, non vede pi un penny della sua fortuna, non ricupera niente.
 Di che cosa vivrebbe quelluomo, il povero ricomparso (o quella donna, certo)? Oltre che deceduto, anche spogliato di tutto. Della carit degli amici? Non so se lamicizia duri cos a lungo, dopo la morte, intendo. Del buon cuore dei suoi figli? Non  da escludere che questi inorridiscano e si sentano minacciati nel vederlo risuscitare, e in fondo ai loro cuori potrebbero desiderare di ricacciarlo nella tomba. Non sembra che lo stato preveda di indennizzarlo in qualche modo o di concedergli un sussidio. Io direi che se qualcuno  stato dato per morto per anni, al suo ritorno dovrebbe essere trattato alla stregua di un pensionato, quanto meno. O persino meglio.
 Io intanto quasi non lo ascoltavo. Un colpo al cerchio e uno alla botte, ma quello che questo Tupra mi sta dicendo  che devo cominciare ad abituarmi allidea: mi parla degli aspetti legali e del mio futuro sostentamento, come se fossi gi vedova. Una vedova un po sui generis alla quale conviene essere riconosciuta tale al pi presto, dato che potrebbe incontrare degli ostacoli se non si fanno le cose bene. E anche perch cos potrebbe rifarsi una vita e risposarsi, se lo desidera. Senza dubbio pensa che non mi mancherebbero i pretendenti, alla mia et e con il mio aspetto fisico, ho notato come mi guarda, con un gradimento sessuale trattenuto ma per me evidente, a Tupra piacciono molto le donne ed  abituato ad avere successo con loro, questo salta agli occhi ed  palpabile nel suo atteggiamento, di sicuro maledice di avermi conosciuta in queste circostanze luttuose o pessimistiche, in qualit di portatore di un messaggio che sgomenta e sconforta, che occupa interamente lanimo e lattenzione ed esclude qualunque avance, oggi condannata al fallimento in quanto irrispettosa e fuori luogo.  questo a frenarlo e a limitarlo, non che io sia la moglie di un suo stretto collaboratore, gli individui di questo genere non si fanno scrupoli, contano sul fatto che viene nascosto e taciuto ci che deve rimanere nascosto e taciuto,  il loro elemento naturale, loro ci vivono. S, questuomo mi vede risposata appena lo vorr, non vede come un impedimento il peso che porto e che porter sempre con me, due bambini piccoli,  molto generoso nella sua valutazione. In ogni caso viene a promettermi aiuto anche nel caso che Toms fosse un disertore o fosse passato al nemico, un transfuga, anche questo potrebbe essere successo. Probabilmente  sicuro che non sia cos e quindi lo d per morto, lo d per morto, lo d per espulso dal mondo, anche se ufficialmente  tenuto a lasciare un filo di speranza, uno spiraglio aperto. Nulla  definitivo senza un cadavere, senza testimonianze dirette, e Toms si  dissolto nellaria, nessuno ha visto come n era presente al momento della sua scomparsa.
 Non mi ero mossa dalla porta finestra del balcone, ero ancora in piedi, di spalle, continuavo a trattenere le lacrime che mi annebbiavano la vista, le inghiottivo, come si dice, ripetutamente. Alla fine le inghiottii del tutto, o cos credetti. Lo sentii accendere una delle sigarette della sua scatola con le figure egizie.
  Se un giorno Toms dovesse tornare, il suo denaro sarebbe ancora intatto, glielo assicuro. Io non lo toccher finch esiste la minima possibilit che sia vivo. 
  Anche se fosse allestremo confine della terra,  dissi senza guardarlo, parecchi secondi dopo.
  Non dubito delle sue intenzioni, Berta. Ma non sia ingenua, le intenzioni si possono rispettare nella misura del possibile, non di pi. Per questo avr bisogno di un reddito, del necessario per vivere. Il 1989  molto lontano, e lo  ancora di pi il 1990, quando Tom verrebbe dichiarato morto per la legge inglese e lei potrebbe beneficiare della pensione di reversibilit del Foreign Office. Non sarebbe giusto, nel frattempo, che la possibile vedova di uno dei nostri uomini vivesse in ristrettezze. In genere provvediamo affinch ci non avvenga, noi non abbandoniamo la famiglia di un caduto, la provvediamo di mezzi.
 Lo interruppi. La parola caduto cadde come una lapide sul mio spirito, come una constatazione. Ma non fu di questo che parlai.
  Il 1990?  ripetei.  Questo significa che avete avuto dei contatti con Tom ancora nel corso di questanno, nel 1983? Non  scomparso nel 1982? Allora non  andato alle Falkland, vero? Dov andato? Mi dica almeno questo, per favore.
 Adesso mi ero voltata e mi ero avvicinata a Tupra di qualche passo. Lui sorrise come divertito dalla mia rapidit di calcolo, o forse dalla sua stessa sbadataggine: adesso sapeva che non poteva permettersene. Non gliene import pi di tanto, aveva molta esperienza e sapeva non rispondere.
  Pi avanti, Berta. Quando avremo ricostruito i fatti. Glielho gi detto,  e prosegu come se niente fosse:  Quindi per lei abbiamo ideato questo: lei figurer tra i nostri dipendenti, in qualit di traduttrice, cosa perfettamente plausibile, presso uno degli organismi internazionali con sede a Madrid, il Coi o lOmt. Chi lavora per questi enti, come per lOnu, per la Fao, eccetera,  esentato dalle imposte, lo stipendio che percepisce gli arriva intero, il che non  niente male, niente male. Un privilegio per questo tipo di funzionari, che spesso vivono fuori dai paesi dorigine, una sorta di indennizzo. Non sarebbe il suo caso, ma ne godrebbe ugualmente. Lei figurer a libro paga ma non occorrer neppure che si faccia vedere in quegli uffici. Potr continuare a tenere i suoi corsi, a fare la sua vita di sempre, e abbiamo calcolato che il suo reddito non verr quasi a soffrirne, ricever un compenso equivalente a quanto guadagnava ufficialmente Tom. Qualcosa in meno, certo, ma non lo noter troppo. Vede, lui veniva periodicamente retribuito con somme in contanti, inesistenti a tutti gli effetti, quando portava a termine un compito di particolare merito, difficolt o durata. Questo, ovviamente, non avverr pi.
  Non so che cosa siano il Coi e lOmt.
  Il Consiglio oleicolo internazionale e lOrganizzazione mondiale del turismo, rispettivamente . 
 Pronunci goffamente i due nomi nella mia lingua, soprattutto la parola oleicolo, non sapendo mettere laccento sulla sillaba giusta.
  Entrambi gli organismi hanno sede a Madrid, come le dicevo, e da parte loro non c nessuna obiezione, hanno gi dato il loro consenso. A noi viene dato ascolto in molti posti, capisce,  un grosso vantaggio. La gente ci fa volentieri un favore quando ne abbiamo bisogno.
 Quel noi mai esplicitato tornava continuamente. A quel noi era appartenuto Toms, e continuava ad appartenere dopo la sua morte o scomparsa, dopo la diserzione o il tradimento. Gli concedevano il beneficio del dubbio, o forse era vero che non ne sapevano nulla, immaginai di doverne essere grata. Avrebbero potuto lavarsene le mani, un caduto non  mai una risorsa,  un elemento inutile quando non un peso, peggio per lui. Ma forse, se non era caduto, al suo ritorno poteva essere di enorme valore.
  Intende dire che sar pagata per un lavoro che non svolger?
  Mi fa una domanda superflua, Berta. Non mi dica che per lei  un problema. Se sapesse quanta gente nel mondo percepisce un compenso senza far niente, solo perch figura in un consiglio di amministrazione o  membro di un patronato, solo perch assiste a un paio di riunioni lanno o ha un contratto da consulente senza essere esperto di nulla. In realt vengono pagati per stare zitti. Gli stati mantengono dei parassiti, e lo fanno di buon grado. Si tolgono parecchi sassolini dalla scarpa, placano molto malcontento,  considerato un investimento. E guardi, nel suo caso, pi che giustificato.  una questione di giustizia. Il minimo, se ha perso il marito; suo marito ha reso un servizio al paese. Questa  la soluzione pi vantaggiosa, mi creda. Il modo pi semplice, il migliore.
 Tornai a voltargli le spalle e ad avvicinarmi al balcone. Questa volta aprii la finestra, guardai gi.
 Unombra con una statua, il soldato Luis Noval.
 Se ha perso il marito, aveva detto Tupra. E in effetti lo avevo perso, sia che fosse ancora vivo, sia che fosse defunto da un pezzo. Non sarebbe tornato, bisognava prendere in considerazione questa possibilit. Da pi di un anno e mezzo ero senza di lui, diciannove mesi, pensai. Da tutta la vita abituata alla sua assenza, alla sua intermittenza, ma questa volta era diverso.
 Non lo vedr mai pi,  probabile,  quasi sicuro,  pensai.  Mai pi.
 E allora, non ce la feci pi, mi misi a piangere silenziosamente, senza singhiozzi n gemiti. Le lacrime mi riempirono gli occhi e sentii subito le guance bagnate, il mento e perfino la camicetta, non riuscii pi a trattenermi. (S, nella strada devastata mi lasci, senza neppure un vago commiato).
 Tupra se ne accorse immediatamente, era un uomo attento; sentii che invece di rimanere al suo posto e aspettare che mi ricomponessi, come avrebbe fatto qualunque inglese, si alzava e si avvicinava a passi lenti, sembrava li stesse contando  uno, due, tre, quattro; e cinque. Erano passi di avvertimento, come se volesse darmi la possibilit di fermarlo con una parola o un gesto che volesse dire Aspetti, o Mi lasci, o Rimanga dov. Ma ero troppo inerme in quel momento, non avrei saputo respingere nessuna vicinanza umana, da parte di chiunque. Sentii il suo respiro leggero dietro la nuca e poi la sua mano sulla spalla, la mano destra sulla mia spalla sinistra, con il braccio davanti al mio collo come in un falso abbraccio da dietro. Affondai la faccia in quel braccio, cercando rifugio o un posto dove appoggiarla, e allistante gli inumidii la manica. Non penso che gli rovinai labito per questo.
...
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...
FINE Parte 2.
